Differenze tra le versioni di "Storia degli ebrei in Marocco"

(fix wl)
 
Verso la fine del [[XV secolo]] e la prima metà del [[XVI secolo]] (quindi durante i periodi delle espulsioni degli ebrei dalla [[Penisola iberica]]) il Marocco venne governato dalla dinastia [[Wattasidi|wattaside]]. I sultani di tale dinastia non incoraggiarono l'arrivo degli esuli ebrei spagnoli nei loro territori, ma una volta che gli ebrei iberici giunsero nei loro territori i governanti wattasidi si dimostrarono tolleranti nei loro confronti, permettendo loro di stabilirsi nel regno.<ref name="History of the Jews in Morocco">[http://www.projetaladin.org/holocaust/en/muslims-and-jews/muslims-and-jews-in-history/history-of-the-jews-in-morocco.html History of the Jews in Morocco]</ref>
 
[[Leone l'Africano]], che servì come diplomatico il sultano wattaside [[Muhammad al-Burtuqali]], scrisse nella sua "''Della descrittione dell'Africa et delle cose notabili che iui sono''", nella descrizione di Fes (paragrafo "''Fez città nuova''") scrisse:
{{Citazione|...E la maggior parte di questi orefici sono giudei, i quali fanno i lavori in [[Fes Jdid|Fez nuova]] e gli portano a vender nella [[Fes el-Bali|vecchia]] a una piazza loro assegnata, la quale è appresso gli speziali. Percioché nella vecchia Fez non si può batter né oro né argento, né alcun maumettano può usar l’arte dell’orefice, perché essi dicono essere usura a vender le cose fatte o d’argento o d’oro per maggior prezzo di quello che le pesano. Ma i signori danno libertà a’ giudei di farlo; pure ve ne sono alcuni pochi che fanno lavori solamente per li cittadini, né altro guadagnano che la fattura. E quella parte dove anticamente abitava la guardia degli arcieri oggi è tenuta da’ giudei, perché i re moderni non tengono piú quella guardia, i quali prima abitavano nella città vecchia. Ma ciascuna volta che ne seguiva la morte d’un re i mori gli saccheggiavano, e fu di mestiere che ‘l re [[Abu Sa'id Uthman III|Abusahid]] gli facesse tramutar dalla città vecchia alla nuova, raddopiando loro il tributo, dove oggidí dimorano, che è in una molto longa e molto larga piazza, nella quale hanno le lor botteghe e case e sinagoghe. E questo popolo è tanto accresciuto che non si può truovare il numero, massimamente doppo che i giudei [[ decreto dell'Alhambra|furono scacciati]] dal [[Ferdinando II d'Aragona|re di Spagna]]. Essi sono in disprezzo appresso ciascuno, né alcun di loro può portare scarpe, ma usano certe pianelle fatte di giunchi marini, e in capo alcuni dolopani neri; e quelli che vogliono portar berretta, conviene che portino insieme un panno rosso attaccato alla berretta. Il loro tributo è di pagare al re di Fez quattrocento ducati il mese.<ref> http://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/ramusio/navigazioni_e_viaggi/pdf/naviga_p.pdf </ref>}}
 
=== Sotto i Sa'diani ===
4 843

contributi