Differenze tra le versioni di "Libro del Governo"

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Secondo Nizam al-Mulk lo Stato esiste al fine di proteggere la fede e la società, obbiettivo che si raggiunge attraverso l’applicazione della legge. Per questo motivo il sultano deve prefiggersi il compito di salvaguardare i diritti dei cittadini e soprattutto l’integrità della religione, senza la quale si svilupperebbe una società immorale. Nizam al-Mulk considera la figura del regnante come un “''organo sociale che serve a facilitare la vita alla massa''”. Il sultano detiene il potere innanzitutto per grazia di Dio e in secondo luogo per le proprie capacità governative. Questo significa che l’unico a cui deve rispondere per i suoi atti è Dio stesso. Secondo Nizam al-Mulk il [[sultano]] e il [[Califfo]] sono due autorità gerarchicamente alla pari. Lo Stato esiste come conseguenza delle esperienze accumulate dall’uomo nel corso dei secoli, pertanto il miglior modo perché un governo sia efficiente è stabilirsi su principi etici ed esperienze del passato.
 
Nizam al-Mulk non rileva soltanto un’idealeun ideale politico, ma cerca di esplorare le problematiche che affliggevano lo Stato ai suoi tempi. In questo senso rappresenta anche un buon riferimento storico per lo studio della situazione politica. Per tale motivo egli elenca tutta una serie di decisioni da prendere per migliorare lo Stato ed evitare così di affliggere la massa con la disoccupazione e la povertà, in quanto questo porterebbe all’estinzione dello Stato stesso. La sua visione dello Stato può essere definita quindi paternalista.
 
== Mawardi e Nizam al-Mulk ==
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