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===Gli errori del governo veneziano===
Alla fine di marzo, con le numerose rivolte scoppiate in all'interno dell'impero e con la discesa in campo dell'esercito piemontese, la situazione dell'esercito austriaco appariva particolarmente grave.<ref name=GNS201>{{cita|Ginsborg|p. 201}}</ref> Questo fatto aveva indotto il governo veneziano a sottovalutare molto il rischio di una tempestiva controffensiva austriaca. La scarsa preparazione militare di Manin e dei suoi consiglieri,<ref name=GNS226/> unitamente all'atteggiamento attendista da questi assunto per non pregiudicarsi l'aiuto di Carlo Alberto, avevano fatto si che il governo veneziano non si preoccupòpreoccupasse in un primo momento di organizzare una seria difesa del Veneto.
 
Fin dall'inizio vennero poi compiuti una serie di gravi errori che si riveleranno decisivi per le future sorti del conflitto. Già la decisione di consentire ai soldati austriaci di abbandonare pacificamente le città insorte, per di più muniti del loro equipaggiamento,<ref name=GNS173>{{cita|Ginsborg|p. 173}}</ref> consentì a Nugent di disporre immediatamente di un cospicuo gruppo di uomini. Inoltre si acconsentì ai soldati italiani in forza all'esercito austriaco che avevano disertato durante la rivoluzione di tornare alle loro case. Questi avrebbero potuto costituire fin da subito il nucleo di un nascente esercito veneto.<ref group=N>Come ha osservato Piero Pietri: "Fu indubbiamente un grave errore non aver subito utilizzato i 3000 ex militari austriaci come nucleo di un costituendo esercito, da opporre all'eventuale ritorno degli austriaci: essi furono lasciati tornare alle loro case. E intanto non solo 3000 uomini da Venezia, in base alla capitolazione si recavano indisturbati a Trieste, ma altri 3000 potevano pure, alle stesse condizioni, ritirarsi a Treviso, da Belluno, da Udine, da Palmanova così che in Gorizia si formava un primo nucleo di 6000 uomini, per la formazione di un nuovo corpo d'armata , guidato dal generale Nugent. [...] Tale corpo avrebbe passato l'Isonzo il 17 aprile iniziando assai per tempo la sottomissione del Veneto e portando aiuto prezioso ai 2 corpi d'armata del Radetzsky, già tanto sminuiti dalla rivoluzione" (Pieri, cit., pag. 186-187)</ref> Soltanto in secondo momento, quando ormai gli austriaci avevano iniziato la loro riconquista dal Veneto, vennero frettolosamente richiamati.<ref name=PR370>{{cita|Pieri|p. 370}}</ref>
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