Differenze tra le versioni di "Antoine Le Picard de Phélippeaux"

Figlio di Louis Le Picard de Phélippeaux (4 agosto [[1727]]-[[1776]]) e di Louise de la Chastre ([[1738]]-[[1767]]), Antoine Le Picard de Phélippeaux è stato compagno e acerrimo rivale di [[Napoleone Bonaparte]] alla scuola militare reale di [[Parigi]], nel [[1785]]. Secondo il mito napoleonico, il sergente maggiore Henry-René-Marie Picot de Peccaduc si intromise fra Bonaparte e il suo nemico cadetto Antoine de Phélippeaux, per impedire loro di darsi calci e, di conseguenza, ricevette dei calci da entrambi.
 
Emigrato nell'ottobre [[1791]], serve il [[Luigi-Antonio Enrico di Borbone-Condé|duca d'Enghien]] nell'esercito degli emigrati. Sembra che, nel [[1792]], si trovi alla [[battaglia di Valmy]] e a quella di [[Battaglia di Jemappes|Jemmapes]]. Successivamente, s'infiltra in Francia per organizzare, nel [[1795]], una un'insurrezione [[Lealista|realista]] nel [[Berry (regione)|Berry]]. Il 2 aprile [[1796]] (13 germinale Anno IV), prende la città di [[Sancerre]]. Arrestato il 9 aprile (20 germinale Anno IV), dal generale repubblicano Simon Canuel e dalla 6ª [[demi-brigade]] di fanteria di linea, viene portato a [[Bourges]] da dove evade.
 
Si reca a Parigi e organizza la spettacolare evasione di [[William Sidney Smith]], dalla prigione del Tempio. Il 24 aprile [[1798]], Smith è rimesso in libertà, per ordine firmato del ministro della marina e delle colonie. Qualche ora più tardi ci si renderà conto che si trattava di un falso ordine, comprato per 60.000 [[franco francese|franchi]] da Phélippeaux, documento che venne presentato da un commissario di polizia e da quattro gendarmi mascherati.
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