Differenze tra le versioni di "Repubblica di San Marco"

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(→‎Il progetto insurrezionale di Manin: Tolto soggetto ridondante)
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La stessa sera del 18 da Trieste giunse un proclama da Vienna (emanato il giorno 15<ref name=PR186>{{cita|Pieri|p. 186}}</ref>) in cui si annunciava che in Lombardia e in Veneto sarebbero state concesse una carta costituzionale<ref name=GNS108>{{cita|Ginsborg|p. 108}}</ref> e la libertà di stampa.<ref name=VLR90/> Questa notizia fu accolta con grande giubilo sia da ampi strati della società veneziana, convinti che queste concessioni esaurissero gli obiettivi del movimento italiano, sia dagli austriaci che credettero svanita ogni ipotesi di insurrezione popolare. Il Palffy manifestò la sua soddisfazione per essere il primo governatore costituzionale della città e la sera gli austriaci vennero accolti con gli applausi dal pubblico del teatro [[Gran Teatro La Fenice|La Fenice]].<ref name=GNS108/> Nei tre giorni seguenti, anche a causa della pioggia persistente che scoraggiò ulteriori dimostrazioni di piazza,<ref name="cita|Ginsborg|p. 106"/> la situazione sembro tornare alla normalità e non vi furono eventi significativi.<ref name=PR186/>
 
Tuttavia, malgrado queste concessioni, Manin non intendeva seguire una linea moderata di collaborazione col governo austriaco,<ref name=VLR90/> persuaso che ogni tentativo di compromesso fosse ormai impraticabile. Egli era convinto peraltro della necessità di prevenire una probabile azione repressiva che gli austriaci avrebbero potuto mettere in atto una volta ripreso il controllo della situazione. Egli deciseDecise quindi di organizzare al più presto un'insurrezione che avesse l'obbiettivo di cacciare gli austriaci e di proclamare la repubblica.<ref>{{cita|Candeloro|p. 155}}</ref> A tale scopo aveva preso segretamente contatti con gli operai dell'[[Arsenale di Venezia|Arsenale]] e con alcuni ufficiali della Marina Imperiale<ref group=N>In particolare con il capitano Antonio Paolucci che era stato membro della società segreta dei [[fratelli Bandiera]] la ''Esperia''. Questi sostenne Manin nell'idea che in caso di insurrezione molti marinai e ufficiali avrebbero appoggiato un piano per impadronirsi dell'Arsenale. Cfr. {{cita|Ginsborg|p. 107}}</ref> che in gran parte era costituita da italiani. Contando anche sull'appoggio della guardia civica, il piano era di occupare l'Arsenale e costringere gli austriaci, che a Venezia potevano contare su un solo reggimento, ad abbandonare la città.<ref>{{cita|Candeloro|p. 155-156}}</ref> Era inoltre persuaso che, nonostante l'apparente calma, i veneziani non avessero dimenticato i fatti sanguinosi del giorno 18. Il 21 marzo, inoltre, cominciarono ad arrivare le prime informazioni precise sulla [[Cinque giornate di Milano|insurrezione di Milano]] e si diffuse in città la falsa notizia che gli austriaci volessero bombardare Venezia.
 
=== La capitolazione austriaca e la proclamazione della Repubblica===