Orecchio assoluto: differenze tra le versioni

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==Difficoltà correlate all'orecchio assoluto==
Premesso che il [[diapason]] oggi universalmente codificato a 440 [[Hertz|Hz]] può variare in ragione del repertorio eseguito (ad es. nella [[musica barocca]] il [[La (nota)|La]] può oscillare da ca. 320 [[hertz]] fino a 520; la differenza è notevole), il vero problema non consiste nella capacità o meno di identificare un suono a una determinata frequenza, ma di avere soltanto un controllo 'equabilizzato' del suono. Il musicista dotato di orecchio assoluto percepirà le intonazioni nettamente solo se accordate secondo il [[temperamento equabile]], secondo il quale l'ottava è suddivisa matematicamente (e non musicalmente) in dodici semitoni perfettamente equidistanti tra loro. Sotto questa ottica, dunque, un violinista alle prese con il repertorio classico, non sarebbe in grado di distinguere ad esempio un Re# da un Mib, omofoni nel temperamento equabile, ma ben diversificati da un'orchestra che voglia utilizzare la corretta intonazione. Le accordature in uso nel periodo post-barocco, utilizzavano ancora versioni tardive del [[temperamento mesotonico]], con ricerca di terze più o meno pure e con leggera 'partecipazione' delle quinte'<ref>Patrizio Barbieri, Persistenza dei temperamenti inequabili nell'Ottocento italiano, in «L'organo», a. XX, 1982.</ref>. Pertanto l'orecchio assoluto sarà un vantaggio per identificare prontamente un La a 440  Hz o a 432  Hz, ma del tutto dannoso se 'bloccato' secondo il temperamento equabile a tutti i suoni relativamente correlati a quel La.
 
==Studi scientifici==
L'orecchio assoluto si sviluppa grazie alla presenza di un polimorfismo a singolo nucleotide nel proprio DNA, più precisamente "RS 3057". Si tratta di un gene piuttosto comune, circa il 31% della popolazione (di cui la metà formata da asiatici, perché usano una lingua tonale) lo possiede.
 
L'orecchio assoluto viene sviluppato nello stesso periodo in cui si consolida la lingua madre, ovvero in cui il cervello filtra tutte le informazioni sonore e visive non necessarie all'adattamento in quell'ambiente e registrato solo quelle che gli permettono di interpretare in modo autonomo tutti gli stimoli che gli arriveranno.
 
Per stimolare lo sviluppo di questa abilità è sufficiente immergere il bambino in un ambiente dove è presente musica ad alto contenuto sonoro, che nella musica occidentale può voler dire musica Jazz, Classica. Reincontrando ripetuitamente tutti e 12 i suoni della scala cromatica, il bambino collezionerà una ricca esperienza uditiva che, nel momento in cui avrà un minimo di educazione musicale, gli permetterà di codificare tali esperienze con dei nomi usati convenzionalmente da tutto il mondo (ovvero i nomi delle note, o i colori nel caso della visione o le parole nel caso della lingua), riuscendo ad esprimere il riconoscimento di questi stimoli ogni volta che ne incontreranno uno.
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