Collisione aerea di Ascoli: differenze tra le versioni

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Lo scontro ha coinvolto due [[Cacciabombardiere|cacciabombardieri]] [[Panavia Tornado]] del [[6º Stormo]] dell'[[Aeronautica Militare (Italia)|Aeronautica Militare]] e ha causato la morte di entrambi gli equipaggi. È la prima [[collisione in volo]] tra due velivoli di questo tipo mai registrata.<ref>[http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_19/scontro-tornado-l-aereo-fuori-posto-era-quello-mariangela-valentini-849956f4-57d1-11e4-8fc9-9c971311664f.shtml ''Scontro Tornado, «l’aereo fuori posto era quello di Mariangela Valentini»''], da corriere.it, 19 ottobre 2014.</ref>
 
Le indagini sulle cause dell'incidente sono state affidate alla Procura di Ascoli Piceno e alla Procura Militare di [[Verona]]. Le perizie depositate 13 mesi dopo l'incidente avrebbero evidenziato carenze organizzative, tecniche e di pianificazione tuttora al vaglio degli inquirenti.<ref name=":co">[http://www.corriere.it/cronache/15_ottobre_01/scontro-tornado-perizia-responsabilita-missione-ascoli-piceno-7654eef8-687b-11e5-8caa-10c7357f56e4.shtml ''Scontro tra tornado ad Ascoli, «Cinque possibili responsabili»''], da corriere.it, 1 ottobre 2015.</ref>.
 
Nonostante da una prima perizia tecnica siano state evidenziate carenze di pianificazione e organizzative per le quali sono state formulate ipotesi di reato, dopo due anni di indagini è stata richiesta l'archiviazione del caso.<ref name=":lastt">[http://www.lastampa.it/2016/09/09/edizioni/novara/scontro-fra-tornado-nessuna-prova-L8B2WO1CHhC4ePLa8qaJrI/pagina.html ''Scontro fra Tornado, le famiglie delle vittime si oppongono all’archiviazione''], da lastampa.it, 9 settembre 2016</ref>.
 
==La missione==
 
==L'inchiesta==
===Le indagini preliminari (agosto 2014 - marzo 2016)===
La Procura di Ascoli Piceno avviò nei giorni immediatamente successivi all'incidente un'inchiesta tecnica in collaborazione col [[Ministero della difesa]]<ref name=":bb" /> con l'obiettivo di stabilire le esatte cause della tragedia.
 
Nel luglio 2015 gli ufficiali comandanti Mario Pica e Giuliano Currado, incaricati dalla Procura di effettuare la perizia, consegnarono un dossier alla Procura stessa, partendo da tutti i dati disponibili provenienti dalle [[scatola nera|scatole nere]] (Flight Data Recorder) che hanno registrato i dati di volo dei due Tornado, dai tracciati [[radar]] militari e civili, nonché dall'unico CVR (Cockpit Voice Recorder) recuperato dal luogo dello schianto, contenente le registrazioni audio-video di una delle due cabine di pilotaggio.<ref name=":rep15">[http://www.repubblica.it/cronaca/2015/10/02/news/collisione_aerei_militari_i_periti_non_fu_colpa_dei_piloti-124176753/ ''Collisione aerei militari, i periti: "Non fu colpa dei piloti. A terra i possibili responsabili"''], da repubblica.it, 2 ottobre 2015.</ref>
 
Dal dossier emerse che durante il volo non ci sarebbero state comunicazioni con gli equipaggi, pertanto che i due piloti non sarebbero stati a conoscenza della loro reciproca posizione. Non escludendo problemi di natura tecnica sulla strumentazione di bordo, i periti conclusero che Valentini e Dotto avrebbero volato a vista e senza un'adeguata assistenza da terra, evidenziando pertanto gravi ''"carenze organizzative"'', per le quali gli ufficiali periti segnalarono al [[Pubblico ministero (ordinamento italiano)|pubblico ministero]] cinque possibili responsabili tra gli ufficiali incaricati alla pianificazione e al controllo della missione <ref name=":rep15" /> da iscrivere nel [[Iscrizione della notizia di reato|registro degli indagati]] per i reati di [[disastro]] e [[omicidio colposo]]<ref name=":co" />.
 
Non escludendo problemi di natura tecnica sulla strumentazione di bordo, i periti conclusero che Valentini e Dotto avrebbero volato a vista e senza un'adeguata assistenza da terra, evidenziando pertanto gravi ''"carenze organizzative"'', per le quali gli ufficiali periti segnalarono al [[Pubblico ministero (ordinamento italiano)|pubblico ministero]] cinque possibili responsabili tra gli ufficiali incaricati alla pianificazione e al controllo della missione <ref name=":rep15" /> da iscrivere nel [[Iscrizione della notizia di reato|registro degli indagati]] per i reati di [[disastro]] e [[omicidio colposo]]<ref name=":co" /><ref name=":lastt" />
 
===Le conclusioni della Procura (aprile - settembre 2016)===
Nel maggio 2016 gli organi tecnici incaricati dal [[Pubblico ministero (ordinamento italiano)|procuratore]] Michele Renzo di ricostruire i fatti <ref name=":tisc"> [http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/I-due-tornado-si-schiantarono-in-volo-per-un-equivoco/ ''I due Tornado si schiantarono in volo per un equivoco''], da notizie.tiscali.it, 13 maggio 2016</ref> trassero le loro conclusioni sulla base delle carte processuali fino a quel momento disponibili.
Per prima cosa, era ormai chiaro che, nonostante il piano di volo prevedesse il decollo di ''Freccia 11'' dalla base di Ghedi prima di quello di ''Freccia 21'' con due minuti di scarto, in realtà l'ordine di decollo dei velivoli fu invertito, e ''Freccia 21'' precedette ''11'' di sei minuti.
 
In particolare, in conseguenza del ritardo nel decollo, gli equipaggi adottarono tutte le misure ritenute più idonee a recuperare il tempo perduto e a colpire i loro obbiettivi all'inizio della TOTW (''Time on Target Window'', la finestra temporale entro la quale l'obbiettivo dev'essere colpito), ossia alle 14.01 del 19 agosto.
 
''Freccia 21'' riuscì nell'intento, ed è stato ritenuto probabile che avesse supposto il conseguimento dello stesso risultato da parte di ''Freccia 11''; tuttavia, Dotto e Palminteri avevano ritenuto di spostare di qualche minuto il momento dell’attacco, e con ogni probabilità avevano a loro volta supposto lo stesso per il primo aereo.
 
Al termine della propria missione, dunque, il Tornado pilotato da Valentini si sarebbe abbassato da 6000ft a 1000ft per motivi di sicurezza; tuttavia, si trattava della quota alla quale ''Freccia 11'' si preparava ad aggredire il suo punto d'attacco.
 
A riprova di questa supposizione la Procura portò il colloquio registrato nel CVR di ''Freccia 11'', in cui l’equipaggio, dopo aver percepito una comunicazione radio della Valentini con la quale si collegava con il [[Centro_di_controllo_d'area|ACC]] di [[Padova]], si chiedeva perché ''Freccia 21'' non avesse deciso di portare avanti l’attacco sotto il controllo dell'ACC di Brindisi.
 
Da un lato, si ipotizzò la sostanziale inconsapevolezza, da parte di entrambi gli equipaggi, di un incrocio di rotte previsto nei minuti critici della fase finale dello sgancio simulato (e pertanto di massima concentrazione e carico di lavoro di piloti e navigatori), fatto che evidenzierebbe fatali inadeguatezze nella pianificazione e nel briefing.
 
Dall'altro, i periti militari specificarono che non era possibile escludere "ulteriori elementi specifici e multifattoriali" <ref name=":tisc" />, sufficienti a disorientare entrambi gli equipaggi tanto da costringerli a un volo a vista.
 
Secondo le carte del magistrato, Dotto e Palminteri ignoravano che Valentini e Franzese avevano in realtà già completato l’attacco ed erano in piena fase di recovery, evidentemente perché attribuivano all’altro equipaggio la stessa tolleranza temporale verso il risultato del primo minuto della TOTW. ''"In sostanza,"'', concluse il Procuratore, "''i due equipaggi erano nella condizione di credere che vi fosse tra di loro quantomeno una separazione geografica orizzontale, poiché i loro rispettivi obiettivi erano separati di 28 miglia aeronautiche su quel piano.”''<ref name=":tisc" />
 
===L'archiviazione, le polemiche, la riapertura delle indagini (settembre - novembre 2016)===
Nel mese di settembre 2016 lo stesso pubblico ministero inoltrò al [[Giudice per le indagini preliminari|gip]] Giuliana Filippello una relazione di 18 pagine in cui chiedeva l'archiviazione del caso, indicando che non vi erano elementi sufficienti a sostenere l'accusa in giudizio né contro i cinque ufficiali indicati nella consulenza tecnica, né contro altri soggetti.<ref name=":lastt" />
 
In particolare, nella medesima relazione il pm ebbe modo di spiegare che la discesa di ''Freccia 21'' era legittima e coerente con le condizioni operative, oltre che opportuna per le difficoltà di contatto con il centro di controllo radio e per escludere possibilità di intralcio ad altri voli.<ref name=":lastt" />
 
I familiari delle vittime chiesero e ottennero dal magistrato che l'archiviazione venisse rigettata, sulla scorta di dubbi emersi durante le indagini e ancora persistenti. In particolare, il mancato funzionamento dell'apparato MIDS/Tacan che avrebbe costretto ''Freccia 21'' a diminuire la propria quota e pertanto a scontrarsi con ''Freccia 11'', venne ritenuto un particolare da approfondire con cura, dal momento che avrebbe smesso di funzionare poco dopo il decollo<ref>[http://www.corrierequotidiano.it/1.55653/cronaca/campania-napoli/1822/ascoli-rigettata-larchiviazione-lincidente-dei-due-tornado-dove ''Ascoli, rigettata l'archiviazione''], da corrierequotidiano.it, 6 novembre 2016</ref>.
 
Pur non compromettendo la missione, come sostenuto dai periti del Procuratore, l'avaria si sarebbe aggiunta all'insufficiente supporto fornito da terra, a comporre una situazione di ''"estremo pericolo"''.<ref>[http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/tornado-caduti-il-gip-boccia-l-archiviazione-1.3128866 ''Tornado caduti, il Gip boccia l'archiviazione''], da giornaledibrescia.it, 4 novembre 2016</ref>
 
La conclusione della vicenda giudiziaria era prevista per la primavera 2017.<ref>[http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/tornado-incidente-1.2445917 ''Scontro tra Tornado ad Ascoli, battaglia legale''], da ilrestodelcarlino.it, 22 agosto 2016</ref>
 
==Note==
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