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tmp bio
|AnnoMorte = ?
|Epoca = 1100
|Attività = monaco cristiano
|Attività2 = vescovo cattolico
|Nazionalità = italiano
|PostNazionalità = , vescovo di [[Arcidiocesi di Firenze|Firenze]] dal [[1070]] al [[1071]], succeduto al vescovo [[Pietro Mezzabarba]]
}}
 
== Biografia ==
Di '''Elinando''' (o '''Elimando''') monaco e vescovo si hanno poche notizie ma significative: fu monaco [[vallombrosano]], discepolo di [[Giovanni Gualberto|san Giovanni Gualberto]], 'creato' [[Arcidiocesi di Firenze|vescovo di Firenze]] dal Sommo Pontefice [[Papa Alessandro II|Alessandro II]] nel 1070 d.C. e che fu tumulato nell'[[Abbazia di Vallombrosa]]<ref>''Questioni istoriche cronologiche vallombrosane, nelle quali si ristabilisce la fondazione dell'arcimonastero di Vallombrosa nell'anno 1015, e del sacro eremo di Camaldoli avanti il 1000. E si risponde agli obbietti formati in contrario nel libro intitolato Dissertationes camaldulenses. Opera del p. d. Fedele Soldani da Poppi vallombrosano, 1731, pag.'' [https://books.google.it/books?id=n8QfKIObYgAC&pg=PA177&lpg=PA177&dq=elinando+da+vallombrosa&source 177]</ref>. Egli compare come [[venerabile]] in un libro del [[1766]]<ref>''Ristretto della Vita del patriarca S. Giovan Gualberto primo abate & istitutore del monastico Ordine di Vallombrosa scritta da d. Fedele Soldani monaco del medesimo Ordine'', Cap. XXI, pag [https://books.google.it/books?id=m8MpEXhH_DsC&pg=PA133&lpg=PA133&dq=ven.+elinando+vescovo.+di+firenze 132-133]</ref>e in un altro libro del [[1823]]<ref>''L'Etruria santa cioè Le vite de'santi e beati toscani opera dell'avvocato Lorenzo Cantini fiorentino'', Volume 3, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, 1823, pag. [https://books.google.it/books?id=DWeUoJf9ZJ0C&pg=PA80&dq=beato+elinando+vescovo&hl 80]</ref> come [[beato]] con ricorrenza al 10 febbraio. Del suo breve episcopato, durato un anno, si sanno poche cose: egli fu 'creato vescovo' da Alessandro II dopo che [[San Giovanni Gualberto]] scacciò da Firenze Pietro Mezzabarba vescovo [[simonia|simoniaco]] eletto per aver pagato profumatamente il collegio elettore.
 
==Analogie con Pietro Igneo==
Anche se non è stato ancora provato c'è tra gli storici chi identifica Elinando come lo stesso [[San Pietro Igneo]]: anch'egli monaco di Vallombrosa, dicepolo di san Giovanni Gualberto, vissuto nello stesso periodo del vescovo fiorentino<ref>Cfr. Giovanni Lami, Viviani, Pietro Gaetano, ''Deliciae ervditorvm, sev vetervm anekdotōn opvscvlorvm collectanea'', Volume 11, Firenze 1743</ref>. Tale deduzione è tratta da un testo storico: {{citazione|''... il Papa,... scacciato Pietro Vescovo Simoniaco, e ritiratosi a fare penitenza, mandò per amministratore del Vescovado Ridolfo Vescovo di Todi, e poi nel MLXX. creò Vescovo di Firenze Elinando Monaco Vallombrosano. Benché la lettera de' Fiorentini non dica come si chiamasse il Monaco, pure è certo, che fosse il Monaco Pietro, volgarmente detto San Pietro Igneo,... il quale è attestato ancora dall'Abate Uspergense nel Cronico all'anno MLXXXVIII.; da Desiderio Abate Casinense che dice avere sentito raccontare questo fatto dallo stesso S. Pietro, da Bertoldo Costanziense, e da molti altri antichi Scrittori.''|''Deliciae ervditorvm, sev vetervm anekdotōn opvscvlorvm collectanea, 1743''<ref>Deliciae ervditorvm, sev vetervm anekdotōn opvscvlorvm collectanea'', Volume 11, Firenze 1743 p. [https://books.google.it/books?id=y2JeAAAAcAAJ&pg=PA900&lpg=PA900&dq=elinando+monaco+vescovo+di+firenze&source 1000].</ref>}}
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