Papa Vitaliano: differenze tra le versioni

L'episodio principale del suo pontificato, peraltro privo di eventi di rilievo, fu la visita dell'imperatore a Roma, probabilmente proprio per rinsaldare i rinnovati buoni rapporti. Il Papa lo ricevette "con onori quasi religiosi", una deferenza che venne però ripagata con il prelievo indisturbato di tutti gli ornamenti pagani non ancora depredati dai vari conquistatori della città, e soprattutto delle tegole in [[bronzo]] dorato della cupola del [[Pantheon (Roma)|Pantheon]] (già consacrato chiesa cristiana). Il tutto fu inviato a [[Costantinopoli]].
 
Nel [[666]] [[CostanzoCostante II]] proclamò l'autonomia della Chiesa di [[Ravenna]] da quella di Roma, creando una sorta di scisma. Il locale arcivescovo, immediatamente [[scomunica]]to, ignorò l'anatema e scomunicò a sua volta Vitaliano. Due anni dopo [[CostanzoCostante II]] morì assassinato in [[Sicilia]], e il papa si prodigò affinché sul trono di [[Costantinopoli]] salisse, al posto dell'armeno Mezezio, usurpatore eletto dall'esercito, il figlio e legittimo erede di [[Costante II|Costante]], [[Costantino IV]] "Pogonato" il quale, ottenuto effettivamente il trono, mostrò ampia gratitudine nei confronti del papato, rinunciando ad esempio all'imposizione del ''[[Typos]]'' e consentendo così a Vitaliano di opporvisi con più efficacia. Impegnato però a bloccare le conquiste arabe, non poté per il momento occuparsi oltre delle cose italiane.
 
Vitaliano si interessò molto alla chiesa inglese, inviando a [[Canterbury]] l'arcivescovo Teodoro di Tarso e riuscendo a convincere il [[re di Northumbria]] [[Oswiu di Northumbria|Oswy]] a far adottare usi romani in luogo di quelli [[celti]], in particolare la data di celebrazione della [[Pasqua]] (sinodo di Whitby del [[664]]). Promosse poi in Roma lo sviluppo della ''Schola cantorum'' fondata da [[papa Gregorio I]] e, secondo il [[Bartolomeo Sacchi|Platina]], introdusse l'uso dell'organo nella liturgia romana.
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