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====Giasone de' Paperoni====
 
Cugino di Paperone, e molto simile a lui nell'aspetto fisico, appare una sola volta, nella storia "[[Paperon de' Paperoni|Zio Paperone]] e la pecora nera", di [[Carlo Panaro]], disegnata da Giovanni Romanini, abbigliato in modo "opposto" rispetto a quello di Paperone, ossia con una coppola rossa, una palandrana blu e delle ghette rosse. GiasoneAnche ha unil carattere è opposto a quello del cugino, infatti dove Paperone è avido e taccagno, Giasone è generoso e magnanimo, e spende il denaro che guadagna, per soddisfare i desideri romantici del proprio animo, arrivando praticamente a donare soldi agli sconosciuti affranti che vede per strada; tuttavia, non ha il senso degli affari o il "fiuto" tipici del cugino, infatti tutto ciò che lui possiede, lo possiede grazie ad una apparente fortuna che lo tiene sott'occhio e che lo salva dalle figuracce che fa quando si rende conto di non avere più denaro per pagare, per esempio, un'orchestra che lui stesso aveva ingaggiato. Nella storia sopra citata Giasone, che va elargendo grandissime somme a destra e a manca, viene erroneamente scambiato dai fotografi paperopolesi per Paperone, causando così una reazione a catena che porterà i cittadini a recarsi in massa presso il deposito al fine di richiedere prestiti al fantastiliardario, il quale sconcertato, non capisce il motivo dell'arrivo della folla. Una volta visto il cugino, aver chiarito la situaizone ed aver litigato un po' con la vecchia tuba, Giasone spiega il motivo della sua visita a [[Paperopoli]], ovvero voler acquistare dal cugino un terreno incolto nella periferia sud della città, per sfruttarlo per un suo misterioso progetto. Dopo essersi accordato con Paperone per una cifra di un milione di dollari (somma guadagnata da Giasone, insieme ad altri novantanove milioni in seguito al ritrovamento di un pozzo di petrolio in un terreno precedentemente comprato da lui stesso, soltanto per il bell'arcobaleno che vi si stagliava sopra, al seguito delle piogge), il cugino cede a Giasone il terreno. I nipoti ([[Paperino]], [[Qui, Quo e Qua]]), interessati molto alla figura di Giasone, finiscono per distaccarsi un po' dallo zione, il quale comunque, non sembra essere particolarmente colpito dalla situazione. Il progetto di Giasone si rivela essere un teatro lirico per i Paperopolesi, alla cui inaugurazione si recano sindaco ed alta borghesia della città, nonché comuni cittadini, che godono di un enorme rinfresco e di un'opera di inaugurazione (essendo Giasone un appasionato di questa forma d'arte); nel corso della serata i nipoti non perdono occaisone per rimarcare la munificenza e la bontà del parente, facendo questa volta sentire Paperone triste e sconfortato. Tuttavia alla fine della serata il direttore d'orchestra si reca da Giasone per riscuotere il compenso suo e degli altri orchestrali, suscitando così il panico e l'imbarazzo del papero, il quale non ha modo di pagare, esssendo rimasto senza soldi a fronte delle enormi spese affrontate per la costruzione del teatro; i nipoti così suggeriscono a Paperone di pagare per il cugino, causando in questo modo l'ira e la successiva "fuga" dello zione per paura di dover pagare. Non appena Paperone esce dal teatro, una telefonata ricorda al direttore d'orchestra che essendo quella la serata d'inaugurazione del teatro, l'esibizione dell'orchestra era gratis, sollevando così Giasone (sempre protetto dalla sua buona stella) e i nipoti. Dopo lo scampato pericolo, gli artisti del teatro invitano Giasone, i nipoti e Paperone ad una cena; tuttavia lo zione sembra sparito, così i nipoti corrono a cercarlo, riuscendo successivamente a rintracciarlo nei pressi di un seminterrato dal quale esce con fare misterioso. Non appena il ricco parente si allontana, Paperino, Qui, Quo e Qua decidono di entrare nel seminterrato, trovando così un archivio composto dai registri contabili contenenti le somme elargite segretamente da Paperone al cugino Giasone, comprese quelle relative al petrolio trovato nel terreno (proveniente da un tubo nascosto proprio da un'impiegato di Paperone) e all'orchestra stessa, pagata sempre da Paperone, con la telefonata accennata prima. I nipoti capiscono così che anche Paperone ha un cuore d'oro, forse più di Giasone, e che finanzia il cugino sgeretamente, solo per farlo felice e contemporaneamente per non smentire la sua fama di "parsimonioso". Così, usciti dal seminterrato, i quattro raggiungono Paperone, affermando che in realtà è lui il loro preferito, e non Giasone. Il cugino spendaccione di Paperone non è mai stato ripreso in nessun altra storia.
 
==== Ortensia de' Paperoni (Hortense McDuck, 1876-...) ====
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