Differenze tra le versioni di "Abbazia di Santo Stefano (Due Carrare)"

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I conflitti con i carraresi continuano anche nel [[XIII secolo]], mentre gli abati di santo Stefano cominciano a mostrare una sempre maggiore insofferenza nei riguardi della posizione geografica dell'abbazia, che si trovava a poche centinaia di metri dal castello dei carraresi, ormai visti come prepotenti usurpatori, e anche in una zona di confine spesso soggetta a incursioni e razzie. Addirittura fu tentato un piano a lungo termine per cercare di “trasferire” per così dire l'abbazia verso Padova, trasformando l'obbedienza cittadina di San Giorgio in sede centrale e degradando santo Stefano a obbedienza decentrata. Questo piano furbesco che mirava a far trasferire l'abate a Padova gradualmente e quasi “di nascosto” non ebbe però alcun seguito.
 
Sappiamo che sia i [[Carraresi]] che i Vescovi e gli abati di Santo Stefano ebbero a soffrire durante la tirannia di [[Ezzelino III da Romano]]; alla caduta del tiranno i conflitti sull'elezione del vescovo di Padova si riaccesero più violenti che mai.
Nel [[1318]] inizia la signoria dei [[Carraresi]] a Padova. Con questo nuovo ruolo istituzionale e le ben più grandi prospettive di affermazione per la famiglia, i conflitti con i vescovi sull'abbazia sembrano perdere ragione d'essere.
Per gli ultimi decenni la vita dell'abbazia prosegue abbastanza tranquilla, segno forse che stava perdendo un po' della sua importanza strategica, e vive della luce riflessa dallo straordinario ruolo dei Carraresi. È da notare che da adesso in poi gli abati smettono di denunciare i continui abusi e prepotenze perpetrate da Carraresi che hanno impegnato le vite degli abati precedenti. Al contrario cresce invece l'importanza culturale dell'abate di santo Stefano, che con il patronato signorile diventa vicecancelliere e vicedirettore dell'[[università di Padova]], subito dietro al Vescovo.
 
Nel Medioevo la consistenza della comunità monastica oscillò probabilmente da un numero medio di dieci monaci ad un massimo di una ventina. Niente a che vedere con la comunità di Santa Giustina, dieci volte più numerosa, ma un buon traguardo comunque per un'abbazia di campagna.
 
== Note ==
<references />
 
== Bibliografia ==
314 716

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