Differenze tra le versioni di "Accordo di Villa Madama"

 
L''''accordo di Villa Madama''', noto anche come '''''nuovo concordato''''', o '''''concordato bis''''', fu un accordo politico stipulato tra [[Città del Vaticano]] e la [[Repubblica Italiana]] nel 1984.
 
== Storia ==
L'accordo vede come contraenti la [[Santa Sede]] e lo [[Italia|Stato italiano]], i cui rapporti sono già regolati dai [[Patti Lateranensi]], che possono essere modificati di comune accordo senza ricorrere alla revisione costituzionale, ma che necessitano di ulteriori modifiche consensuali del Concordato Lateranense a causa del continuo processo di trasformazione politico/sociale<ref>"La trasformazione profonda del Concordato
del ’29, ebbe anche questo significato, a mio parere assai
prezioso. Esso impedì infatti di continuare nella errata equazione
“Concordato uguale privilegio”, e aiutò a capire che il Concordato
in sé, come strumento giuridico, è neutro: dipende dalle finalità
al cui servizio esso può essere messo perché dipende dagli
scopi che in concreto si perseguono in determinati contesti di
Chiesa e di società": [[Attilio Nicora]], ''Un modello per tutti'', [[Mondoperaio]], n. 5/2017, p. 84.</ref>.
 
I soggetti firmatari furono il [[Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana]] del tempo [[Bettino Craxi]] per la [[Repubblica Italiana]] e dal [[Cardinale Segretario di Stato]] [[Agostino Casaroli]] per la [[Santa Sede]].
 
La normativa relativa alla [[Chiesa cattolica]] è contenuta nella legge 25 marzo 1985, n. 121, di ''ratifica ed esecuzione degli accordi firmati a [[Roma]] il 18 febbraio [[1984]]'', cui si aggiunge un ''Protocollo addizionale''.
 
== Contenuto ==
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