Differenze tra le versioni di "Pianeta nano"

Recupero di 5 fonte/i e segnalazione di 0 link interrotto/i. #IABot (v1.6beta)
(Recupero di 5 fonte/i e segnalazione di 0 link interrotto/i. #IABot (v1.6beta))
 
L'11 giugno [[2008]] il Comitato esecutivo dell'Unione Astronomica Internazionale riunitosi a [[Oslo]] ha assegnato il nome [[plutoide|plutoidi]] alla classe dei pianeti nani [[Oggetto transnettuniano|transnettuniani]]<ref name="IAU0804">{{Cita web
|data = 11 giugno 2008
|titolo = Plutoid chosen as name for Solar System objects like Pluto
|editore = [[Unione Astronomica Internazionale|International Astronomical Union]] (IAU0804)
|url = http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804
|accesso = 16 luglio 2008
|accesso=16 luglio 2008}}</ref>, stabilendo al contempo un requisito preliminare per valutare il raggiungimento dell'equilibrio idrostatico, con l'intenzione di favorire l'assegnazione dei nomi dei candidati plutoidi. L'[[Unione Astronomica Internazionale|UAI]] ha stabilito che un corpo celeste transnettuniano che possiede una [[magnitudine assoluta]] superiore a <kbd>H = +1</kbd> può essere ragionevolmente classificato tra i plutoidi e quindi tra i pianeti nani.
|urlmorto = sì
|urlarchivio = https://web.archive.org/web/20080613121232/http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804/
|dataarchivio = 13 giugno 2008
|accesso=16 luglio 2008}}</ref>, stabilendo al contempo un requisito preliminare per valutare il raggiungimento dell'equilibrio idrostatico, con l'intenzione di favorire l'assegnazione dei nomi dei candidati plutoidi. L'[[Unione Astronomica Internazionale|UAI]] ha stabilito che un corpo celeste transnettuniano che possiede una [[magnitudine assoluta]] superiore a <kbd>H = +1</kbd> può essere ragionevolmente classificato tra i plutoidi e quindi tra i pianeti nani.
 
L'UAI riconosce cinque pianeti nani: [[Cerere (astronomia)|Cerere]], [[Plutone (astronomia)|Plutone]], [[Haumea (astronomia)|Haumea]], [[Makemake (astronomia)|Makemake]] ed [[Eris (astronomia)|Eris]]<ref name="USGS">{{cita web|url=http://planetarynames.wr.usgs.gov/append7.html#DwarfPlanets |titolo=Dwarf Planets and their Systems |sito=Gazetteer of Planetary Nomenclature |editore=US Geological Survey (USGS) |accesso=8 settembre 2009}}</ref>.
Inoltre, possedendo alcune caratteristiche inusuali quali un'elevata [[eccentricità orbitale]] e un'elevata [[inclinazione orbitale]], divenne evidente che si trattava di un corpo differente da ogni altro pianeta<ref>{{en}} {{Cita libro|titolo=Is Pluto a Planet? A Historical Journey through the Solar System|nome=David A.|cognome=Weintraub|anno=2006|pagine=1–272|isbn=978-0-691-12348-6}}</ref>.
 
Negli [[Anni 1990|anni novanta]], gli astronomi cominciarono a trovare altri oggetti nella stessa regione di spazio in cui orbita Plutone (oggi conosciuta come [[Fascia di Kuiper]]), e alcuni altri anche a distanze maggiori<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=Much Ado about Pluto|editore=PlutoPetition.com|nome=Tony|cognome=Phillips|coautori=Phillips, Amelia|data=4 settembre 2006|url=http://www.plutopetition.com/unplanet.php |accesso=18 luglio 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080125225956/http://www.plutopetition.com/unplanet.php|dataarchivio=25 gennaio 2008}}</ref>.
Alcuni di essi condividevano le caratteristiche chiave dell'orbita di Plutone, cosicché il corpo celeste cominciò a essere visto come il più grande di una nuova classe di oggetti, i [[plutino|plutini]].
Ciò portò alcuni astronomi a smettere di riferirsi a Plutone come a un pianeta e diversi termini, come ''pianeta minore'', ''sub-pianeta'' e ''planetoide'' cominciarono a essere usati per gli oggetti oggi indicati come ''pianeti nani''<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=Planetoids Beyond Pluto|url=http://www.astrobio.net/news/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1366|editore=Astrobiology Magazine|data=30 dicembre 2004|accesso=26 gennaio 2008}}</ref><ref>{{en}} {{Cita news|url=http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2004/14/|data=14 aprile 2004|titolo=Hubble Observes Planetoid Sedna, Mystery Deepens|editore=NASA's Hubble Space Telescope home site|accesso=26 gennaio 2008}}</ref>.
Dopo l'opposizione di numerosi astronomi a una tale risoluzione, l'astronomo [[uruguay]]ano [[Julio Ángel Fernández]] avanzò una proposta alternativa, in cui si creava una classificazione intermedia per quegli oggetti sufficientemente grandi da aver assunto una forma sferica, ma non abbastanza da [[Dominanza orbitale|aver ripulito la propria fascia orbitale]] dalla maggior parte dei [[planetesimo|planetesimi]] che vi hanno orbitato dalla formazione del Sistema solare a oggi. Escludendo Caronte dalla lista, la nuova proposta assegnava Plutone, Cerere ed Eris alla nuova categoria<ref name=19aug>{{Cita web| data=19 agosto 2006 | nome=Robert Roy|cognome=Britt| titolo= Details Emerge on Plan to Demote Pluto |editore = Space.com| accesso= 18 luglio 2008 | url= http://www.space.com/scienceastronomy/060819_new_proposal.html}}</ref>.
 
La risoluzione finale dell'Unione Astronomica Internazionale conservò la distinzione in tre categorie per i corpi celesti in orbita intorno al Sole. Fernández aveva suggerito di chiamare gli oggetti della classe intermedia ''planetoidi''<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=Comments & discussions on Resolution 5: The definition of a planet - Planets Galore|nome=Mark E.|cognome=Bailey|url=http://astro.cas.cz/nuncius/appendix.html|sito=Dissertatio cum Nuncio Sidereo, Series Tertia - official newspaper of the IAU General Assembly 2006|editore=Astronomical Institute Prague|accesso=9 febbraio 2008}}</ref><ref>{{es}} {{Cita web|titolo=Dos uruguayos, Julio Fernández y Gonzalo Tancredi en la historia de la astronomía:reducen la cantidad de planetas de 9 a 8 ...&Anotaciones de Tancredi|lingua=es|editore=Science and Research Institute, Mercedes, Uruguay|url=http://www.ici.edu.uy/perfilASTRO.htm|accesso=18 luglio 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20071220063342/http://www.ici.edu.uy/perfilASTRO.htm|dataarchivio=20 dicembre 2007}}</ref>, ma la sessione plenaria della III Divisione della UAI votò unanimemente per ''pianeti nani''<ref name=finalresolution>{{en}} {{Cita news|url=http://www.iau.org/static/resolutions/Resolution_GA26-5-6.pdf|formato=PDF|titolo=Definition of a Planet in the Solar System: Resolutions 5 and 6|data=24 agosto 2006|pubblicazione=IAU 2006 General Assembly|editore=International Astronomical Union|accesso=18 luglio 2008}}</ref>. Nella risoluzione si legge:
 
{{Citazione|[...] La IAU quindi decide che i pianeti e gli altri oggetti nel nostro sistema solare, eccetto i satelliti, siano classificati in tre categorie distinte nel modo seguente:''
|editore=International Astronomical Union | data=16 agosto 2006 | accesso=21 luglio 2008}}</ref>, tale questione ancora non è stata risolta; è stato proposto di decidere al riguardo soltanto quando saranno stati sviluppati strumenti in grado di permettere l'osservazione e lo studio di tali oggetti<ref name=19aug/>.
 
La 6<sup>a</sup> Risoluzione dell'UAI del 2006<ref name="Resolution Result">{{Cita web | titolo=IAU 2006 General Assembly: Result of the IAU Resolution votes| url=http://www.iau2006.org/mirror/www.iau.org/iau0603/index.html| urlmorto=sì| urlarchivio=https://web.archive.org/web/20061107022302/http://www.iau2006.org/mirror/www.iau.org/iau0603/index.html| dataarchivio=7 novembre 2006}}</ref> riconobbe Plutone come "il prototipo di una nuova categoria di oggetti transnettuniani". Il nome e la precisa natura di tale categoria non furono specificati e la loro comunicazione fu rimandata a data da destinarsi. L'11 giugno [[2008]], il "Comitato Esecutivo" dell'Unione Astronomica Internazionale ha comunicato il nome, ''[[plutoide|plutoidi]]'', e la definizione: tutti i pianeti nani transnettuniani sono plutoidi<ref name="IAU0804"/>. L'11 luglio [[2008]], il "Gruppo di lavoro per la nomenclatura dei Sistemi planetari" (''Working Group for Planetary System Nomenclature'') ha riclassificato l'oggetto allora noto come ''(136472) 2005 FY<sub>9</sub>'' come un pianeta nano, rinominandolo [[Makemake (astronomia)|Makemake]]<ref name=WGPSN>{{cita web|lingua=en |data=7 novembre 2008 11:42:58 |titolo=Dwarf Planets and their Systems |editore= Working Group for Planetary System Nomenclature (WGPSN) |url=http://planetarynames.wr.usgs.gov/append7.html#DwarfPlanets |accesso=18 luglio 2008}}</ref>. Due mesi dopo, il 17 settembre anche {{DP|(136108) 2003 EL|61}}, rinominato [[Haumea (astronomia)|Haumea]], è stato classificato tra i pianeti nani<ref>{{cita web|url=http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0807/ |titolo= News Release - IAU0807: IAU names fifth dwarf planet Haumea |editore= IAU|data=17 settembre 2008 |accesso=18 settembre 2008}}</ref>.
 
== Prospetto ==
! colspan=3 style="text-align: left; font-size: 0.92em; font-weight: normal; padding: 6px 2px 4px 4px;" |''Fonte'': [[Michael E. Brown]],<ref name="brown-list" /> aggiornato al 15 settembre 2016.
|}
La caratteristica rilevante di un pianeta nano è che "abbia massa sufficiente affinché la propria gravità possa superare le forze di [[corpo rigido]] in modo tale da assumere una forma in [[equilibrio idrostatico]] (prossimo alla sfericità) ".<ref name=iau2006>{{en}}{{Cita news|editore=International Astronomical Union|titolo=IAU 2006 General Assembly: Result of the IAU Resolution votes|url=http://www.iau.org/iau0603.414.0.html|data=2006|accesso=26 gennaio 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070103145836/http://www.iau.org/iau0603.414.0.html|dataarchivio=3 gennaio 2007}}</ref><ref>{{en}}{{Cita web|url=http://solarsystem.nasa.gov/planets/profile.cfm?Object=Dwarf&Display=OverviewLong|titolo=Dwarf Planets|editore=NASA|accesso=22 gennaio 2008}}</ref><ref name=iau2008>{{en}}{{Cita web|url=http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804/|titolo=Plutoid chosen as name for Solar System objects like Pluto}}</ref> [[1 Ceres|Cerere]] è l'unico pianeta nano nella [[fascia principale]]. Una recente analisi della [[missione Dawn|sonda Dawn]] sulla forma e del suo campo gravitazionale di [[4 Vesta|Vesta]], il secondo oggetto celeste più massiccio della fascia, ha dimostrato che non è attualmente in equilibrio idrostatico.<ref name="Asmar 2012">{{en}}{{Cita pubblicazione|cognome=Asmar|nome=S. W.|autore2=Konopliv, A. S.|autore3=Park, R. S.|autore4=Bills, B. G.|autore5=Gaskell, R.|autore6=Raymond, C. A.|autore7=Russell, C. T.|autore8=Smith, D. E.|autore9=Toplis, M. J.|autore10=Zuber, M. T.|titolo=The Gravity Field of Vesta and Implications for Interior Structure|rivista=43rd Lunar and Planetary Science Conference|data=2012|p=2600|url=http://www.lpi.usra.edu/meetings/lpsc2012/pdf/2600.pdf}}</ref><ref name="Russel 2012">{{en}}{{Cita pubblicazione|cognome=Russel|nome=C. T.|titolo=Dawn at Vesta: Testing the Protoplanetary Paradigm|rivista=SCIENCE|data=2012|volume=336|numero=6082|pp=684–686|doi=10.1126/science.1219381|url=http://www.phyast.pitt.edu/~wmwv/Classes/A1122/Literature/Science-2012-Russell-684-6.pdf|bibcode= 2012Sci...336..684R }}</ref> [[2 Pallas|Pallade]], il terzo oggetto più massiccio, ha una superficie piuttosto irregolare.<ref name=Carry2009>{{en}}{{Cita web|titolo=Physical properties of (2) Pallas|autore=Carry, B.|formato=PDF|data=2009|url=http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0912/0912.3626v1.pdf|doi=10.1016/j.icarus.2009.08.007 |arxiv=0912.3626|accesso=13 settembre 2015 }}</ref> [[Michael E. Brown]] ha stimato che i corpi della fascia principale essendo molto rocciosi e non sufficientemente grandi da raggiunge i 900 [[chilometro|km]] di [[diametro]], difficilmente possono risultare in equilibrio idrostatico e di conseguenza classificabili come pianeti nani.<ref name=Brown>{{en}}{{Cita web|url=http://web.gps.caltech.edu/~mbrown/dwarfplanets/|autore=Mike Brown|titolo=The Dwarf Planets|accesso=20 gennaio 2008}}</ref> Sulla base di un confronto con le lune ghiacciate che sono state esplorate da veicoli spaziali, come [[Mimas (astronomia)|Mimas]] (rotondo a 400&nbsp;km di diametro) e [[Proteo (astronomia)|Proteo]] (irregolare a 410–440&nbsp;km di diametro), Brown ha stimato che gli [[oggetti transnettuniani]] essendo principalmente ghiacciati, tendono a rilassarsi in equilibrio idrostatico ad un diametro che si aggira tra 200 e i 400&nbsp;km.<ref name="brown-list">{{en}}{{Cita web|titolo=How many dwarf planets are there in the outer solar system? (updates daily)
|editore=California Institute of Technology
|autore=Michael E. Brown
1 167 772

contributi