Difference between revisions of "Museo dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona"

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== Sede del MAEC ==
Il palazzo Casali, sede del museo [[Accademia Etrusca|Etrusco]] della città di [[Cortona]], fu edificato probabilmente nel corso del [[XIII secolo]] e fu residenza della [[Casali (famiglia)|famiglia]] che dal [[1325]] resse la signoria della città di Cortona. Tra gli antenati di [[Ranieri I Casali|Ranieri Casali]] vi era quell'[[Uguccio I Casali|Uguccio]] che cacciò gli usurpatori aretini nel [[1261]], nei decenni successivi venne costruito l'edificio, il restauro delle mura e il recupero delle strutture pubbliche e private dopo i gravissimi anni subiti negli anni dell'occupazione. La signoria dei [[Casali (famiglia)|Casali]] durò fino al [[1409]], quando gli eserciti di [[Ladislao I di Napoli|Ladislao]] [[re di Napoli]], appena impadronitisi della città, saccheggiarono il palazzo che fu confiscato insieme agli altri beni mobili e immobili della famiglia. Nel [[1411]] Ladislao cedette Cortona alla [[Repubblica fiorentina]], i cui commissari apportarono un'ampia serie di modifiche al palazzo adeguandolo ai gusti architettonici fiorentini del [[XV secolo]]: impiego di archi, uso di pietre squadrate. Alla fine del [[Rinascimento]] il palazzo assunse l'aspetto attuale: infatti nei primi anni del [[XVII secolo|Seicento]] furono rinnovate la facciata e la parte anteriore su progetto di Filippo Berrettini, la parte esterna verso via Casali invece non ebbe grandi trasformazioni. Per quanto riguarda l'assetto interno non ci sono state modifiche di grande portata se non per adattare i locali alle progressive rinnovate esigenze degli ospiti. Infatti dal 1531 i commissari, non più della Repubblica ma del governo prima mediceo e poi lorenese, lasciarono traccia della loro presenza nella lunga serie di stemmi collocati sul fianco verso via Casali e nell'atrio del cortile interno.
 
Nel [[1727]] nasce l'[[Accademia Etrusca]] e il Granduca di Toscana [[Giangastone de' Medici]] concesse in uso alcuni locali dell'ultimo piano del palazzo. I lavori cui gli ambienti furono sottoposti consentirono il sorgere del museo e della biblioteca. All'interno dell'edificio nel frattempo continuava ad esistere il teatro, ricostruito dopo l'incidente del [[1511]] e rinnovato nel [[1666]] dall'[[Accademia degli Uniti]], rimasto in uso fino a metà [[Ottocento]], quando fu costruito il [[Teatro Signorelli]] nel luogo in cui sorgeva la chiesa di S. Andrea.