Differenze tra le versioni di "Colonna infame (Milano)"

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|Giuseppe Parini}}
 
Stando a una ricostruzione didello storico milanese [[Francesco Cusani]],<ref>{{cita|Cusani|p. 151.}}</ref> il Balestrieri donò copia della propria opera al barone [[Joseph Sperges]], consigliere austriaco per gli affari italiani; nella lettera di ringraziamento il barone si dolse per la citazione della ''colonna infame'', monumento di disonore per il Senato di Milano. Balestrieri in seguito mostrò la lettera al [[Carlo Giuseppe di Firmian|conte Firmian]], governatore della Lombardia.
 
Successivamente, sempre secondo il Cusani, il governo cercò di far demolire la colonna, approfittando di una norma che vietava il restauro dei monumenti d'infamia: gli anziani della parrocchia fecero firmare agli abitanti delle case adiacenti una richiesta per l'abbattimento della colonna danneggiata dal tempo, ma il Senato rifiutò più volte quanto richiesto.