Differenze tra le versioni di "Equazione del razzo di Ciolkovskij"

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L'equazione di Ciolkovskij è stata derivata ipotizzando che il corpo di cui è analizzato il moto, sia soggetto alla sola azione della [[spinta]] esercitata dal motore; non prevede quindi l'azione di forze gravitazionali o aerodinamiche. Come tale, quindi, risulterebbe esatta solo per la descrizione del moto di un razzo nel vuoto.<ref>{{Cita|J.W. Cornelisse ''et al.''|p. 237|Cornelisse}}, 1979.</ref>
 
Tuttavia, può essere efficacemente applicata all'analisi delle [[Manovra orbitale|manovre orbitali]], se eseguite con propulsori chimici. Consente infatti sia di determinare quale [[orbita]] può essere raggiunta con un dato quantitativo di propellente, sia di determinare, nella sua forma inversa (riportata di seguito),<ref>{{Cita|V. A. Chobotov|pp. 7-9|Chobotov}}, 2002.</ref> quanto propellente<ref>La massa di propellente, <math>{m_p}</math>, può essere espressa come la differenza tra la massa iniziale e quella finale: <math>{m_p} = {m_i} - {m_f}</math>.</ref> è necessario per raggiungere una data orbita (ovvero, per acquisire una data variazione nel valore della velocità, <math>\Delta v</math>).
 
:<math>{m_p} = {m_i} \left[1 - \exp\left(- \frac {\Delta v} {g_0 I_{\! sp}} \right)\right]</math>
 
Nell'applicazione alle manovre orbitali, si assume in particolare che la manovra avvenga in modo impulsivo: sia la variazione nel valore della velocità, sia la fase di accensione del motore sono trattate come se fossero istantanee. Questa ipotesi è abbastanza accurata per le accensioni di breve durata, quali quelle utilizzate nelle manovre di correzione di rotta o d'inserimento orbitale. Al crescere della durata dell'accensione del razzo, tuttavia, il risultato perde in accuratezza a causa degli effetti dell'azione della gravità sul veicolo nel corso della durata della manovra stessa. Esistono a tale scopo formulazioni differenti che tengono conto dell'azione della gravità.<ref>{{Cita|J.W. Cornelisse ''et al.''|p. 246-260|Cornelisse}}, 1979.</ref> Nel caso di propulsori a bassa spinta (quali sono i propulsori elettrici), che richedono lunghe fasi di accensione per conseguire la variazione orbitale desiderata, sono necessarie analisi più complicate.
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