Differenze tra le versioni di "Battaglia di Adrianopoli (378)"

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{{citazione necessaria|L'elemento della dipendenza dell'impero dalle forze mercenarie (che avrebbe assunto le dimensioni e le caratteristiche di un vero eccesso mercenaristico) secondo la tesi di [[Michael Rostovtzeff]] determinò un fatto fondamentale: l'incapacità di gestire un tassello basilare come quello militare, a causa delle sempre più frequenti pressioni che i militari stranieri esercitavano sull'autorità imperiale, in termini di donativi, privilegi e richieste che, a vario titolo, i vertici dell'esercito insistevano a pretendere dagli imperatori}}.
 
L'incapacità di far fronte a queste domande, il rafforzarsi della posizione dei comandanti barbari i quali disponevano, spesso, di un proprio e autonomo esercito all'interno dell'impalcatura militare romana, l'acuirsi della forma del ricatto costituirono i punti deboli del potere romano. Questo processo fu contrastato e arrestato con successo alla metà del V secolo nella Pars Orientis dell'impero, mentre in occidente si svilupperà incontrastato finché il generale dell'esercito romano [[Odoacre]], eliminato il magister militum praesentalis [[Flavio Oreste]] e deposto l'imperatore [[Romolo Augusto]], nel 476, inviò le insegne imperiali nell'impero d'oriente sancendo formalmente la fine dell'[[impero romano d'occidente]].
 
==Note==