Differenze tra le versioni di "R.I.S. Roma - Delitti imperfetti"

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{{vedi anche|Episodi di R.I.S. Roma - Delitti imperfetti (prima stagione)}}
 
Le capacità del [[capitano]] Lucia Brancato e della sua squadra sono messe alla prova da un caso spinoso: il capitano e i suoi uomini si trovano a far luce su una misteriosa catena di delitti dietro ai quali si nasconde un pericoloso [[serial killer]] chiamato "l'angelo della morte", il quale uccide i pazienti all'interno di un [[policlinico]]. Inizialmente la squadra brancola nel buio: finalmente, viene arrestato un tecnico di laboratorio che tuttavia è scoperto colpevole di un solo delitto. I sospetti si spostano quindi su Milena Spano, giovane [[infermiera]] che aveva stretto una relazione con il [[tenente]] Dossena, il quale si era infiltrato per indagare. Milena viene uccisa da una paziente, Liliana Paravidino, che si giustifica dicendo che l'infermiera stava cercando di ucciderla. Alcuni esami incrociati permettono però di scoprire la reale identità del colpevole, che risulta essere proprio la Paravidino, la quale fugge. laLa [[sottotenente]] Costanza Moro e il capitano Guido Brancato vengono feriti dalla Paravidino a casa di questa; Costanza ritorna operativa dopo pochi giorni, mentre il capitano Brancato entra in [[coma]]. Tra Daniele Ghirelli e Costanza Moro inizia una relazione aperta. Il capitano Lucia Brancato e la sua squadra riescono infine a capire che la messa in scena de "l'angelo della morte" era in realtà solo un mezzo per arrivare a colpire e in seguito uccidere Milena Spano da parte di Liliana: infatti Liliana considera l'infermiera Spano colpevole della morte del padre, malato terminale di [[leucemia]], poiché Milena al momento del fatto non era presente per via di un'altra urgenza, e dunque nessuno ha potuto accorgersi che questi era andato in [[arresto cardiaco]]. La furia della Paravidino non si arresta, anzi inizia un'escalation di omicidi del tutto inspiegabili, che in principio non sono attribuiti a lei o collegati ai casi del [[policlinico]], ma la determinazione della squadra porta alla scoperta di un folle piano di quella che ormai viene chiamata "la vendicatrice". Infatti, la ragazza vuole rivendicare la morte di suo padre adottivo. Precisamente, l'uomo morto per arresto cardiaco e che Lily vuole vendicare è in realtà suo padre [[Adozione|adottivo]], Federico, perché quando la madre era giovane apparteneva ad una compagnia teatrale con altri quattro uomini; una sera la donna, in stato di ebbrezza, si concesse a tutti i suoi colleghi restando [[incinta]] ma non sapendo chi in realtà fosse il vero padre della figlia. Quando il padre adottivo si ammala, Lili vorrebbe donare il [[midollo osseo]] ma scopre con delle analisi del sangue che non si tratta del suo vero padre. Ecco perché, dopo essersi vendicata contro l'ospedale dove si trovava Federico, comincia la ricerca del suo vero papà, che riconosce dopo aver ucciso tutti gli altri ex colleghi della madre in ambito teatrale. Una volta trovato, viene salvato della squadra del R.I.S. che riesce a trovare il covo della Paravidino. Ma durante uno scontro a colpi di armi da fuoco con quest'ultima, sua madre viene colpita dalla stessa figlia (che però crede sia stato il capitano Brancato). Da qui, la "vendicatrice" tenta in tutti i modi di uccidere il capitano con l'aiuto di Achille Vasto, ex Carabiniere, condannato a 14 anni per aver ucciso un ragazzo che no si era fermato al posto di blocco. Alla fine Lily riesce a chiudersi nella stanza di un casale romano con la Brancato e Rosanna, ragazzina tredicenne figlia di un pregiudicato, e ad innescare una bomba collegata ad un timer: allo scadere del tempo sarebbero saltate per aria. In una decina di minuti però, la Brancato, con l'aiuto della sua squadra e di Rosanna riesce a disinnescare la bomba ed infine ad arrestare la Paravidino, dopo che quest'ultima ha commesso una quindicina di omicidi.
 
=== Seconda stagione ===
Utente anonimo