Giovanni Prodi: differenze tra le versioni

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Giovanni Prodi era il primogenito di nove figli (tra i suoi fratelli ci sono [[Romano Prodi|Romano]], economista e uomo politico; [[Vittorio Prodi|Vittorio]], fisico ed [[eurodeputato]]; [[Giorgio Prodi|Giorgio]], medico e scrittore; [[Paolo Prodi|Paolo]], storico; e [[Franco Prodi|Franco]], fisico dell'atmosfera). Suo padre, Mario Prodi, era un ingegnere proveniente da una famiglia contadina; la madre, Enrica, una maestra elementare.
 
Studia al Liceo Ginnasio Ariosto di [[Reggio nell'Emilia|Reggio Emilia]]<ref>Poi divenuto Liceo Classico e Scientifico Ariosto-Spallanzani, dalla fusione di due scuole che, a quel tempo, erano ancora separate. Presso lo scientifico Spallanzani, Prodi, da studente universitario, svolgerà per qualche tempo la funzione di tecnico di laboratorio.</ref> e si diploma nel [[1943]], nonostante gli esami si svolgano in condizioni di emergenza a causa della [[Seconda guerra mondiale|guerra mondiale]]. Si iscrive quindi all'[[Università di Parma]] per studiare matematica, ma prestissimo viene chiamato alle armi e arruolato, ancora diciottenne. Dopo alcuni mesi di addestramento in [[Germania]], in un campo con altri militari italiani (di cui egli conserva alcuni ricordi interessanti, come la cartina su cui i soldati, di nascosto, tenevano traccia, con delle bandierine americane, dell'avanzata degli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]]), torna in Italia come telefonista, ma nella primavera del [[19441945]], come molti commilitoni, abbandona le truppe.<ref>{{cita web|url=http://giovanniprodi.it/Estratti/Gli%20ultimi%20giorni%20della%20Seconda%20Guerra%20Mondiale|titolo=Gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale|accesso=17 novembre 2017}}</ref> Si costituisce a [[Parma]] e viene rinchiuso nel [[campo di Coltano]], dove passa 5 mesi.
 
Reduce dalla prigionia, torna a studiare all'Università di Parma dove si laurea in matematica il 24 novembre 1948 con una tesi nell'ambito delle [[equazione differenziale|equazioni differenziali]] (in particolare sul problema della [[Teoria della stabilità|stabilità]]). A Parma, tra l'altro, conosce il prof. [[Giovanni Ricci (matematico)|Giovanni Ricci]] dell'[[Università di Milano]], titolare dei corsi di analisi superiore e [[teoria delle funzioni]], dal cui "gusto matematico" rimane affascinato. La svolta nei suoi studi si determina nella tarda primavera del 1949, presenziando a un convegno organizzato dal professor [[Antonio Mambriani]] su "Analisi funzionale ed equazioni funzionali", al quale parteciparono, tra gli altri, [[Renato Caccioppoli]], [[Gianfranco Cimmino]], [[Giuseppe Zwirner]], e un giovanissimo [[Gaetano Fichera]]<ref name="Guerraggio-Nastasi">{{cita libro | titolo = Italian Mathematics Between the Two World | autore = [[Angelo Guerraggio]], [[Pietro Nastasi]] | isbn = 3-7643-6555-2 | editore = [[Birkhäuser Verlag]] | pagina = 279 | lingua = en }}</ref>. Ha così l'occasione di rimanere affascinato dalla figura di Caccioppoli sentendolo esporre le idee di base dell'[[analisi funzionale]] e la necessità di un approccio globale e complessivo che, più che ai singoli "alberi", si rivolga all'intera "foresta funzionale"<ref name="Guerraggio-Nastasi"/>. Rimasto affascinato dalla figura di Caccioppoli, abbraccia con entusiasmo quel campo di studi e, avvicinatosi a Cimmino per un consiglio su un libro da cui incominciare, si sente rispondere "Dal [[Banach]]"<ref name="Guerraggio-Nastasi"/>. Prosegue quindi gli studi a [[Milano]], come assistente del prof. Ricci.
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