Differenze tra le versioni di "Duomo di Messina"

L'abside maggiore è introdotta da una bella gradinata marmorea ad intarsio. L'[[altar maggiore]] e [[ciborio]],<ref name=autogenerato01 /> anch'essi riccamente intarsiati, sono sormontati da un [[baldacchino]] in [[rame]] dorato (iniziato nel [[1628]] su progetto di [[Simone Gullì]] e portato a termine da [[Guarino Guarini]])<ref name="ReferenceGF11">{{Cita|Giuseppe Fiumara|pp. 45}}</ref> particolarmente sontuoso per la ricchezza di elementi ornamentali (festoni, volute, raggiere e nimbi), ispirato alla profusione di marmi policromi arricchiti di [[Agata (minerale)|agate]], [[alabastro|alabastri]], [[ametista|ametiste]], [[avventurina|avventurine]], [[calcedonio|calcedoni]], [[corniola|corniole]], [[diaspro|diaspri]], [[Eliotropio|elitropie]], [[lapislazzuli]], [[quarzi]], [[onice|sardoniche]], come nella primitiva realizzazione.<ref name="ReferenceGF10"/> In una elegante cornice al centro vi è l'immagine della [[Madonna della Lettera]]<ref name="ReferenceGF10"/> (patrona della città) di [[Adolfo Romano]]<ref name=autogenerato01 /> in sostituzione dell'antica e venerata ma, distrutta, icona lignea realizzata secondo tradizione dall'evangelista [[Luca evangelista|San Luca]], ricoperta da una preziosa "manta" argentea, che viene sostituita da quella preziosissima d'oro e pietre preziose nelle ricorrenze festive, opera seicentesca di [[Innocenzo Mangani]].<ref name="ReferenceGF11"/>
 
Il [[mosaico]] (l'originale era del [[XIV secolo]]) sia per l'impostazione iconografica, sia per il cromatismo riporta allo stile bizantino mediato attraverso la lezione senese; bella e solenne la figura di Cristo in trono fra gli [[arcangeli]] [[Arcangelo Michele|Michele]] e [[Arcangelo Gabriele|Gabriele]],<ref name="ReferenceGF09"/> in senso orario da destra: la figura della [[Vergine Maria]],<ref name="ReferenceGF09"/> dell'Imperatoredel Re [[Federico III d'Aragonadi Sicilia]] <ref name="ReferenceGF09"/>, di suo figlio Re [[Pietro II di Sicilia]]<ref name="ReferenceGF09"/>, dell'arcivescovo [[Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela#Sede di Messina|Guidotto De Abbiate]],<ref name="ReferenceGF09"/> del re [[Pietro II di Sicilia]]<ref name="ReferenceGF09"/> e di [[Giovanni Battista|San Giovanni Battista]].<ref name=autogenerato01>{{Cita|Touring Club Italiano|pp. 868}}</ref><ref name="ReferenceGF09"/> Il mosaico del "''Pantocratore''", bozzetto e progetto dell'artista [[Giulio Aristide Sartorio]] del [[1930]]. Eseguito alla morte dell'autore dall'artista [[Plinio Missina]] è ispirato alla figura del "''Salvator Mundi''" dipinta da [[Antonello da Messina]] nel [[1465]] - [[1475]] ed oggi conservata alla [[National Gallery di Londra]].
 
Nell'altare postconciliare ''versus populum'' è inglobato un prezioso [[paliotto]] d'argento lavorato a bulino, eseguito nel [[1701]] da [[Pietro Juvarra|Pietro]] e [[Francesco Juvarra]], rispettivamente padre e fratello del grande architetto [[Filippo Juvarra]].<ref name=autogenerato01 /><ref name="ReferenceGF14"/> Esso raffigura la Madonna nell'atto di consegnare la Lettera agli Ambasciatori messinesi; ai due lati, fastose figure simboliche della [[Fede]] e della [[Fortezza]] contornate da fregi, cornici di bronzo dorato e puttini a tutto tondo. L'opera, autentico capolavoro d'oreficeria, testimonia l'alto livello di abilità e di dignità artistica raggiunto dagli argentieri messinesi, fra i più celebrati in Europa a cavallo del XVI e XVII secolo.
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