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La famiglia [[Obizzi]], di origine [[Borgogna|borgognona]] giunse in [[Italia]] con il capostipite Obicio I, [[capitano di ventura]] al seguito dell'imperatore [[Arrigo II]], nel [[1007]]. Stabilitasi inizialmente a [[Lucca]], si spostò in seguito nel territorio della [[Repubblica di Venezia]].
 
Il primo edificio ad essere costruito è la "Casa di Beatrice", primo nucleo del castello edificato probabilmente tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, come casa di villeggiatura estiva di Beatrice Pio Da Correggio, donna letterata che nella Ca' sul Tajo accoglieva uno dei più importanti salotti letterari dell'epoca.
[[Pio Enea I Obizzi]] (dal quale prese il nome l'[[obice]]<ref>In realtà la notizia è controversa. Secondo alcune fonti, come tante altre notizie relative a quella famiglia, trattasi di leggenda creata allo scopo di glorificarne il cognome: obice viene dal ceco "auffeniz", che a sua volta deriva dal tedesco "houf", che ha un significato vicino a quello di "massa" o "soldataglia", appunto all'epoca pesantemente colpita da questo tipo di cannoni, apparsi per la prima volta nelle [[guerre ussite]], nell'attuale [[Repubblica Ceca]]).</ref>) decise di costruire un palazzo adeguato alla gloria della famiglia presso l'attuale Battaglia Terme. Secondo alcune fonti esso fu ideato dallo stesso Obizzi, ma più probabilmente la progettazione fu affidata all'architetto [[Andrea da Valle]]. L'edificio chiamato "Castel Vecchio" venne costruito in soli tre anni tra il [[1570]] e il [[1573]] (la parte alta si deve invece ad un'aggiunta del [[XIX secolo]]).
 
[[Pio Enea I Obizzi]] (dal quale prese il nome l'[[obice]]<ref>In realtà la notizia è controversa. Secondo alcune fonti, come tante altre notizie relative a quella famiglia, trattasi di leggenda creata allo scopo di glorificarne il cognome: obice viene dal ceco "auffeniz", che a sua volta deriva dal tedesco "houf", che ha un significato vicino a quello di "massa" o "soldataglia", appunto all'epoca pesantemente colpita da questo tipo di cannoni, apparsi per la prima volta nelle [[guerre ussite]], nell'attuale [[Repubblica Ceca]]).</ref>) nel 1570 decise di costruireampliare la struttura unper palazzorenderla adeguatoadeguata alla gloria della famiglia, pressocostruendo l'attualequello Battagliache Termeoggi viene chiamato il Castel Vecchio. Secondo alcune fonti esso fu ideato dallo stesso Obizzi, ma più probabilmente la progettazione fu affidata all'architetto [[Andrea da Valle]]. L'edificio chiamato "Castel Vecchio" venne costruito in soli tre anni tra il [[1570]] e il [[1573]] (la parte alta si deve invece ad un'aggiunta del [[XIX secolo]]).
 
L'origine del nome è andata perduta: si ritiene che non derivi da [[Catai]] (nome con cui veniva indicata la [[Cina]] nel [[Medioevo]]), ma piuttosto che faccia riferimento a una "Ca' Tajo", cioè "tenuta del taglio", con possibile riferimento allo scavo del [[Canale di Battaglia]] che tagliò a metà molti appezzamenti agricoli. L'edificio sta a metà tra il [[castello]] militare e la [[villa]] principesca, indubbiamente per volere stesso del committente, che pensò il Catajo come una grande macchina di rappresentanza dove intrattenere ospiti da tutta Europa con feste, balli e rappresentazioni teatrali.
Il castello venne ampliato nel '600 da Pio Enea II che aggiunse il Cortile dei Giganti e un piccolo teatro a sedici palchi, tra i primi teatri coperti del Veneto. Ulteriormente ingrandito nel '700 da Tommaso Obizzi che realizzo' una grande galleria adibita a museo dove trovarono spazio le grandi e famose collezioni, tra le prime aperte al pubblico.
 
La famiglia Obizzi si estinse nel [[1803]] con il [[Tommaso degli Obizzi|marchese Tommaso]], e il castello passò agli arciduchi di Modena; sotto [[Francesco IV d'Este|Francesco IV]] fu costruita l'ala visibile più in alto, detta "Castel Nuovo" per ospitare la visita degli imperatori Ferdinando I e Maria Anna di Savoia nel 1838. In seguito [[Francesco V d'Este|Francesco V]] e la moglie [[Adelgonda di Baviera]] trasferirono al castello l'intera corte estense in esilio da Modena. Morti senza figli, il Catajo passò all'arciduca ereditario d'[[Austria]] [[Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este|Francesco Ferdinando]] che qui si recava per le amate battute di caccia. Assassinato a Sarajevo nel 1914, provocando lo scoppio della prima guerra mondiale, il Catajo passò in proprietà all'ultimo imperatore d'Austra Carlo I e alla moglie Zita di Borbone Parma. Durante tali passaggi l'armeria edtra ille più ricche d'Europa e le grandi raccolte di antichità, dove era presente anche una porzione del museofregio deglidel ObizziPartenone, assieme ad una vasta collezione di strumenti musicali e quadri, furono trasferiti rispettivamente nel castello di [[Konopiště]], all'[[Hofburg]] e al [[Kunsthistorisches Museum]] di [[Vienna]].
 
Dopo la [[prima guerra mondiale]] il Catajo fu assegnato al [[Italia|governo italiano]] come riparazione dei danni di guerra ed esso poi lo vendette alla famiglia Dalla Francesca nel [[1929]] che lo trasformò in una azienda agricola per la coltivazione del tabacco, in attività fino agli anni '70 del '900.
 
Il castello venne aperto per la prima volta al pubblico nel 1994.
 
Nel [[2016]] il castello è stato venduto all'asta e acquistato da Sergio Cervellin, cominciano in questo anno i primi lavori di restauro con la previsione di riportare il castello al suo originario splendore.
Da qui iniziano le scale esterne, costruite in modo che vi si potesse salire a cavallo. La scala interna mostra l'appoggio della costruzione sulla viva roccia del colle ([[Trachite euganea|trachite]] dei Colli Euganei).
 
AlIl [[piano nobile]] conserva uno dei più importanti esempi di pittura autocelenbrativa del nord Italia, siopera di Giovanni Battista Zelotti. Si entra nel grande salone affrescato, al fondo del quale spicca l'[[albero genealogico]] della famiglia Obizzi, dal capostipite Obicio I fino al costruttore del castello Pio Enea I. Alle pareti sono dipinte varie battaglie, terrestri e navali: sono illustrate le [[crociate]], cui parteciparono i membri della famiglia, illustrate da didascalie in italiano e in latino.<br />
Sul soffitto sono rappresentate le tre forme di governo: "La [[Democrazia]]" ([[Roma]]), "L'[[Aristocrazia]]" ([[Venezia]]), "La [[Monarchia]]" (La [[Religione]] Cattolica); attorno alla prima sono le cause della sua caduta ("Avarizia" e "Discordia"), mentre [[Venezia]] ha con sé la "Prudenza", l'"Occasione", la "Concordia" e la "Pace" ed infine attorno alla [[Monarchia]] stanno la "Felicità" e la "Buona Fortuna", la "Clemenza" e l'"Ardire".
 
Sullo stesso piano sono presenti altre cinque stanze affrescate, ancora con raffigurazioni delle vicende e le gesta della famiglia, ingentilite nei soffitti e nei sovrapporta, da varie [[allegorie]].
 
All'interno del castello è presente anche una insolita cappella gentilizia di gusto neogotico, realizzata nel 1838 per la visita degli imperatori d'Austria, costruita interamente in legno dipinto di sgargianti colori e dorature.
 
Dal grande salone si può accedere alle terrazze, da cui si gode di uno splendido panorama sui [[Colli Euganei]], sui vari giardini di cui è ricco il complesso e sul parco; in esso si notano la peschiera e numerose piante secolari di [[sequoia]] e [[magnolia]], che sono le prime importate in [[Europa]] dall'[[Americhe|America]].
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