Accollo (diritto): differenze tra le versioni

Secondo la dottrina dominante, infine, l'accollo non sarebbe, a differenza dell'espromissione, un [[contratto]] autonomo; esso dovrebbe sempre conseguirsi all'interno di un più ampio contratto del quale sarebbe una semplice [[Clausola (diritto)|clausola]].
La tesi, comunque, non è da tutti accolta giacché si osserva che se la funzione di assumersi il debito altrui regge, da sola, l'espromissione, non si vede per quale ragione debba poi considerarsi insufficiente a reggere l'accollo quale autonomo [[negozio giuridico|negozio]].
La differenza tra le due fattispecie riguarderebbe solo le strutture di perfezionamento, atteso che l'accollo si conclude tra vecchio e nuovo debitore, mentre l'espromissione esige il consenso dell'assuntore e quello del creditore (o almeno il suo mancato rifiuto se si ritiene di applicare l'art. 1333 c.c.).
Se così fosse però, si ribatte, la causa dell'accollo dovrebbe essere l'assunzione del debito altrui, con inutile sovrapposizione rispetto all'istituto dell'espromissione.
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Una autonoma convenzione di accollo rischierebbe quindi di essere geneticamente nulla.
 
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