Propellente solido: differenze tra le versioni

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==Propellenti solidi omogenei o doppia-base==
 
I propellenti solidi omogenei, anche detti propellenti doppia-base, sono stati storicamente i primi propellenti prodotti a livello industriale per applicazioni pratiche. Un tipico esempio è dato dalla combinazione di un materiale solido quale la [[nitrocellulosa]] che adsorbe un componente liquido come la [[nitroglicerina]] ed alcuni additivi. Il legame che mantiene uniti i componenti è a livello molecolare e per questo motivo la fiamma risulta essere di tipo premiscelato.
Questi materiali sono caratterizzati da una elevata reattività chimica e sono classificati come sostanze esplosive.
 
==Il grano di propellente==
Gli "ingredienti" utilizzati, una volta miscelati, costituiscono una massa dall'aspetto gommoso e dal comportamento di tipo [[viscoelastico]], che, una volta posta all'interno di un serbatoio del [[motore]] viene detta grano di [[propellente]].<br />
Il [[grano]] può avere forma e dimensioni variabili a seconda del tipo di [[Missione spaziale|missione]]. La sua [[geometria]] influenza la spinta che il motore sarà in grado di fornire.
 
==Utilizzo==
Il combustibile solido viene utilizzato in genere nei [[razzo ausiliario|booster]] dei primi stadi di un [[razzo]]. Il vantaggio offerto è la grande semplicità costruttiva del motore, che si traduce in economicità e affidabilità, a differenza di quanto accade per i motori a [[propellente]] liquido.<br />
Inoltre un combustibile solido può essere stivato per lungo tempo senza che sia necessaria manutenzione. Possiamo quindi parlare di un'elevata prontezza di funzionamento. Il transitorio di accensione rispetto ai motori a propellente liquido risulta decisamente più rapido (<math>150ms</math>)<br />
Gli svantaggi sono invece collegati all'impossibilità di spegnere e poi riaccendere, di modulare la [[spinta]] e di riutilizzare un motore che utilizzi il combustibile solido.
 
==Bibliografia==
*Sutton G.P., Biblarz O. ''Rocket propulsion elements''. Seventh edition. Wiley Interscience, USA, 2001.
*Davenas A. ''Development of modern solid propellants''. Journal of Propulsion and Power, vol. 19, No. 6, pp.&nbsp;1108-1128, 2003.
*[https://web.archive.org/web/20080224072603/http://www.informatics.org/museum/ Konstantin E. Tsiolkovsky State Museum of the History of Cosmonautics].
 
==Voci correlate==
 
*[[Propellente liquido]]
*[[Propulsione spaziale]]
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