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Sull'estremità orientale del lato meridionale si trovavano gli affreschi di [[Buffalmacco]], destinati, secondo i piani ad essere qui collocati. Il ''[[Trionfo della Morte (Buffalmacco)|Trionfo della Morte]]'' si compone di più scene: in basso a sinistra l<nowiki>'</nowiki>''Incontro dei tre vivi coi tre morti'' (un tema tipico delle leggende medievali), sormontati da ''Anacoreti''; seguono i ''Poveri che invocano inutilmente la morte'' e al centro la ''Morte che colpisce una lieta brigata di giovani'', sopra la quale ''Angeli e demoni si contendono le anime dei morti (raffigurate come bambini)''; a destra infine un giardino popolato da nobili che si dedicano ad attività cortigiane ignari del pericolo della morte. Il ''[[Giudizio Universale (Buffalmacco)|Giudizio Universale]]'' mostra invece il ''Redentore'' al centro, con i beati a sinistra e i dannati a destra (rispettivamente la destra e la sinistra per Cristo); vi è affiancato l<nowiki>'</nowiki>''[[Giudizio finale e Inferno|Inferno]]'', forse la più danneggiata delle scene, ritoccata nel Seicento e mostrante una rappresentazione delle bolge dantesche con al centro ''Lucifero che addenta Nabocodonosor, Giuliano l'Apostata, Attila e altri''. Infine la ''[[Tebaide (Buffalmacco)|Tebaide]]'' ("vita di anacoreti"), con una trentina di episodi dei santi monaci tratti dalle ''Vite dei Santi Padri'' di [[frate Cavalca]]: questi affreschi vennero ritoccati nella parte superiore destra da [[Zaccaria Rondinosi]] nel Seicento.
 
Il tratto successivo del braccio meridionale, tra la porta antistante il Duomo e quella antistante il battistero, era dedicata alla commemorazione di [[san Ranieri]], patrono della città, e dei santi [[sant'Efisio|Efisio]] e [[san Potito|Potito]], le cui spoglie furono traslate a Pisa verso il 1380-1389. A san Ranieri sono dedicate le sei scene di suoi miracoli: nel registro superiore di [[Andrea di Bonaiuto]] (1376-1377) ''Conversione, Partenza per la Terrasanta, Tentazioni e miracoli'', in quello inferiore di [[Antonio Veneziano (pittore)|Antonio Veneziano]] (1384-1386) ''Ritorno a Pisa, Morte e funerali, [[Esposizione pubblica della salma|Esposizione della salma]] e miracoli postumi''. Le sei ''Storie dei santi Efisio e Potito'' sono invece di [[Spinello Aretino]] e furono realizzate nel [[1390]]-[[1391]]: nel registro superiore ''Presentazione di Efisio a Diocleziano, Conversione di Efisio e battaglia, Martirio di Efisio'', in quello inferiore ''Miracoli di san Potito, Martirio di san Potito'' e ''Traslazione dei corpi dei due santi a Pisa dalla Sardegna''.
 
=== I sarcofagi e le opere antiche ===
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