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| attualecapo = Don Pietro Lancellotti
| ramicadetti = Massimo-Lancellotti
}}I Lancellotti sono una nobile [[famiglia]] romana appartenente alla [[nobiltà nera]].[[File:Ponte - p s Simeone 1230275.JPG|thumb|right|Sulla sinistra il palazzo Lancellotti nel rione Ponte a Roma]]
}}
 
[[File:Ponte - p s Simeone 1230275.JPG|thumb|right|Sulla sinistra il palazzo Lancellotti nel rione Ponte a Roma]]
I '''Lancellotti''' sono una [[famiglia]] [[nobile]] [[Napoli|napoletana]] discendente dal [[casato]] [[re]]ale degli ''Anjou-Durazzo''<ref name="Crollalanza">{{cita libro|cognome= di Crollalanza|nome= Giovanni Battista|titolo= Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti|volume= 2|pagina= 5|editore= Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011|citazione= Proveniente da Rinaldo di Durazzo principe di Capua e figliuolo naturale del re Ladislao, detto comunemente Lancillotto, si stabilì primieramente in Foggia, poi in Oppido quindi in Napoli, ove fu ascritta al Monte Manso}}</ref><ref name="Gonzaga">{{cita libro|cognome= Candida-Gonzaga|nome= Berardo|wkautore=Berardo Filangieri di Candida Gonzaga|titolo= Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia|volume= 6|pagina= 103|editore= Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 1995|citazione= Famiglia che trae la sua origine da Rinaldo di Durazzo principe di Capua e figliuolo naturale di re Ladislao, e che era detto comunemente Lancillotto. I discendenti di lui si dissero prima di Durazzo e poi di Lancillotto}}</ref><ref name="Almanacco">{{cita libro|cognome= |nome= |titolo= L'araldo Almanacco Nobiliare del Napoletano|pagina= 171|editore= 1890|citazione= Questa famiglia che riconosce la sua origine da Rinaldo di Durazzo Principe di Capua, figliuolo naturale del Re Ladislao, e che assunse a cognome il nomignolo di Lanzillotto, col quale detto Rinaldo […]|url= http://books.google.it/books?ei=OxbJTsHFDI6Rswb9ke2YBw&ct=result&hl=it&id=47sTAAAAYAAJ&dq=%22lancellotti%22+rinaldo+durazzo&q=nomignolo#search_anchor}}</ref><ref name="Rivista">{{cita libro|cognome= Collegio araldico|nome= |titolo= Rivista|volume= 2 |pagina= 230|editore= Presso il Collegio araldico, 1904|citazione= […] Ginnetti Lancellotti, di quella nobile famiglia napoletana proveniente da Rinaldo di Durazzo principe di Capua, figlio naturale del re Ladislao}}</ref>, ramo cadetto dei [[Capetingi]].
== Storia ==
Le prime tracce dei Lancellotti a Roma si trovano a metà del XIV secolo<ref>Paola Cavazzini, ''Palazzo Lancellotti ai Coronari'', in Collezione di antichità di Palazzo Lancellotti ai Coronari. Archeologia, Architettura, Restauro; Roma, L'erma di Bretschneider 2008, p.27</ref>. Le prime notizie certe riguardano Scipione che sposò Ippolita Casali la quale famiglia possedeva varie proprietà nel Rione Ponte<ref name=":0">{{Cita libro|nome=Cavazzini,|cognome=Patrizia.|titolo=Palazzo Lancellotti ai Coronari : cantiere di Agostino Tassi|url=https://www.worldcat.org/oclc/39797548|data=1998|editore=Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato|OCLC=39797548|ISBN=9788824037525}}</ref>. Scipione fu un'illustre medico che si distinse per aver salvato [[Papa Giulio II|Giulio II]]. Scipione dopo essersi distinto in campo scientifico e letterario, intraprese una carriera politica diventando nel 1510 [[Conservatore di Roma|Conservatore]], la carica più prestigiosa alla quale potesse aspirare un romano. La costruzione di [[Palazzo Lancellotti]] avvenne alla terza generazione con un altro Scipione che fu avviato ad una carriera curiale che lo portò al cardinalato <ref name=":0" />. Scipione oltre alla costruzione del palazzo ai [[Via dei Coronari|coronari]] commissionò anche la prima [[cappella]] dei Lancellotti nella [[Basilica di San Giovanni in Laterano]].
Hanno come capostipite Rinaldo di Durazzo detto ''Lancillotto'', [[principe]] di [[Capua]], figlio naturale di [[Ladislao I di Napoli]]<ref name="Crollalanza" /><ref name="Gonzaga" /><ref name="Almanacco" /><ref name="Rivista" />. I suoi discendenti si stabilirono in principio in [[Foggia]], quindi in [[Oppido Lucano|Oppido]] e successivamente a [[Napoli]].
 
Attualmente gli eredi della Famiglia risiedono nel Palazzo dei Coronari.
Un Francesco fu [[capitano]] distinguendosi contro i [[Francia|francesi]]. Un Antonio ottenne dal [[Ciambellano (titolo)|Gran Camerario]] dei [[D'Avalos]] il riconoscimento della propria discendenza dal principe Rinaldo di Durazzo, la stessa cosa fu ottenuta precedentemente da un Carlo quando fu riconosciuto unico erede in una disputa ereditaria contro i discendenti di Camillo Tomacello.
 
Un [[Giovanni Francesco Lancellotti]], [[gesuita]], nato a [[Staffolo]] fu autore di una dissertazione [[Epistola|epistolare]] sulla spettanza di oggetti antichi trovati a [[Cupramontana]], pubblicata in una prima edizione nel [[1753]] ed in una seconda nel [[1755]].
 
Complessivamente la famiglia possedette un principato, un [[Marchese|marchesato]] e quattro [[Barone|baronie]]; contrasse parentele, tra le altre, con gli [[Orsini]] e gli [[Spinelli (famiglia)|Spinelli]]; godette di nobiltà in Napoli e [[Tropea]].
 
==Marchesi e principi di Lauro, duchi e principi di Marzano==
*Ottavio, IV principe di Marzano, I principe di Lauro
:''La casata si estingue in linea maschile e, tramite Giuseppina Massimo, moglie di Ottavio, passa a suo nipote Filippo Massimo (vedi [[Massimo (famiglia)]] per la prosecuzione della casata)''
 
== I Lancellotti di Roma ==
Una omonima famiglia ritenuta originaria di Gubbio e di modesta estrazione, o meno probabilmente un ramo della precedente, risulta essere presente a Roma, giuntavi nel XV secolo<ref>Paola Cavazzini, ''Palazzo Lancellotti ai Coronari'', in Collezione di antichità di Palazzo Lancellotti ai Coronari. Archeologia, Architettura, Restauro; Roma, L'erma di Bretschneider 2008, p.27</ref>, e sin da allora residente nel rione [[Ponte (rione di Roma)|Ponte]] e aggregata al patriziato già con Scipione, [[Conservatore di Roma]] fin dal 1510 e [[archiatra]] pontificio<ref>Claudio De Dominicis, MEMBRI DEL SENATO DELLA ROMA PONTIFICIA Senatori, Conservatori, Caporioni e loro Priori e Lista d’oro delle famiglie dirigenti, (secc. X-XIX)</ref>.<br>
Uno Scipione vissuto durante la metà del secolo XVI, nipote del precedente, dette inizio alla costruzione del palazzo ai Coronari sorto attorno ad un primitivo nucleo noto già nel 1527, e alla Cappella della famiglia presso la [[basilica di San Giovanni in Laterano]]. Altra cappella fecero edificare nel secolo XVII nella [[basilica di Sant'Andrea della Valle]]. Da costoro che nel secolo XVII aggiunsero cognome, collezioni e sostanze dei Ginnetti ed acquisirono per dote anche il [[palazzo De Torres - Lancellotti]] in [[Piazza Navona]], sarebbero poi discesi i principi di Lauro acquistata da Scipione, figlio unigenito di Tiberio che preferì prendere dimora in Napoli, il figlio di costui, Ottavio tornò a fare dimora a Roma nel palazzo di Piazza Navona; i loro successori continuarono ad alternare la loro residenza nelle due città.
 
== Note ==
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