Differenze tra le versioni di "La meglio gioventù"

m
→‎Estate 1966: basta con le tautologie
m (→‎Estate 1966: basta con le tautologie)
Il film narra la storia di due fratelli romani, Matteo e Nicola Carati, rispettivamente studenti in [[Discipline umanistiche|Lettere]] e [[Medicina]]. Essi vivono con i genitori Angelo ([[Andrea Tidona]]) ed Adriana ([[Adriana Asti]]), milanese trapiantata a Roma, e hanno due sorelle: la maggiore, Giovanna ([[Lidia Vitale]]) e la più piccola, Francesca ([[Valentina Carnelutti]]). Durante la prima parte del film vengono presentati i personaggi principali, gli amici più cari, Carlo ([[Fabrizio Gifuni]]) e Berto ([[Giovanni Scifoni]]), i rapporti più importanti. La premessa di partenza della pellicola è l'innamoramento di Matteo nei confronti di Giorgia ([[Jasmine Trinca]]), ragazza problematica di 16 anni, orfana di madre originaria di un piccolo paese dell'appenino abruzzese, ossia [[Pietracamela]]. La giovane vive in una clinica psichiatrica e, a causa di vicende gravi e ignote all'interno della sua famiglia, non parla quasi mai, ha paura di toccare gli altri. All'interno dell'[[Ospedale psichiatrico|istituto psichiatrico]] viene sottoposta a [[Terapia elettroconvulsivante|elettroshock]]. Matteo la conosce e riesce a starle vicino, lavorando come logoterapista (figura che accompagna i malati, parlandoci e passeggiandoci per farli sentire a proprio agio) nell'istituto in cui lei è rinchiusa. In questo periodo stringe amicizia con lei, parlandole e condividendo le sue passioni per la letteratura e per la fotografia. Fra i due si crea un legame ed una notte Matteo, impietosito, decide di portarla via da quella violenta istituzione.
 
L'occasione giusta per sottrarla a tale luogo è la vacanza estiva con meta Capo Nord, che il fratello Nicola ed i suoi amici hanno programmato per chiudere l'anno universitario. Il giorno della partenza Matteo si presenta con la ragazza al seguito; nel gruppo di ragazzi si sollevano pareri discordanti su questa decisione. Per ovviare al "problema", i fratelli Matteo e Nicola decidono di separarsi momentaneamente dal gruppo e di deviare il proprio viaggio per portare la ragazza al sicuro, da suo padre: questa decisione è legata al fatto che per andare all'estero sarebbe stato necessario passare dal [[Brennero]] e, in assenza di un passaporto della giovane, i ragazzi sarebbero stati facilmente individuati come fuggiaschi. Raggiunto [[Pietracamela]], vengono a sapere dal parroco che il padre della ragazza si è trasferito da qualche anno a [[Ravenna]]. Arrivati a [[Ravenna]] il giorno dopo, i due fratelli riescono a trovare il padre di Giorgia e lo informano degli scorretti trattamenti a cui è sottoposta la figlia in istituto. L'uomo però non si mostra quasi per niente interessato ai problemi che affliggono la giovane ragazza e, anziché riprenderla a vivere con sé, preferisce che venga riportata in clinica, ribadendo più volte di non poterla accudire e di averla messa lì spendendo molti soldi per farla guarire, come se quasi non credesse a ciò che gli hanno detto i due fratelli. Alterato da questo atteggiamento nettamente superficiale, Matteo reagisce violentemente contro di lui, ma infine i tre si allontanano.
 
Stando insieme, il rapporto fra i giovani si cementa ed anche Nicola inizia ad interessarsi a Giorgia, con la dolcezza e l'umanità che solo un aspirante medico ha verso un malato. I tre giovani si spostano di stazione in stazione, fin quando un giorno, per una distratta fatalità del destino, Giorgia viene catturata dalla polizia e riportata in istituto. I due fratelli soffrono fortemente per aver perso le sue tracce, ma in loro permane il ricordo di una estate diversa ed in un certo senso unica.
3 137

contributi