Differenze tra le versioni di "14ª Commissione permanente del Senato"

== Partecipazione alla formazione del diritto europeo ==
=== Fase ascendente ===
L'attività della 14a Commissione in "fase ascendente" è rappresentata principalmente dall'esame degli atti preparatori della legislazione dell'Unione europea. Questi atti sono catalogati in Senato sotto le denominazioni di "Atti comunitari" (tra cui figurano le proposte legislative non sottoposte a scrutinio di [[sussidiarietà]] e gli atti non legislativi come [[libro bianco|libri bianchi]] o [[libro verde|verdi]], relazioni e rapporti) e di "Atti comunitari sottoposti a parere di sussidiarietà", e sono assegnati per l'esame alle Commissioni permanenti competenti per materia.
 
L'esito dell'esame è costituito, ai sensi dell'articolo 144, comma 6, del Regolamento, da una risoluzione della Commissione competente che, essendo approvata in presenza del quorum della maggioranza dei componenti, esprime la volontà del Senato ed impegna il Governo nelle fasi di negoziazione presso il [[Consiglio UE]] o presso le altre sedi istituzionali europee.
 
La medesima risoluzione è al contempo trasmessa alle istituzioni europee ([[Parlamento europeo]], [[Consiglio UE]] e [[Commissione europea]]), sia ai fini della procedura di verifica sul rispetto del principio di sussidiarietà, ai sensi del Protocollo n. 2 allegato ai Trattati, sia ai fini del più ampio "dialogo politico" tra parlamenti nazionali e istituzioni europee, avviato sin dal 2006 con la cosiddetta "procedura Barroso" e ora codificato nell'ordinamento nazionale con l'articolo 9 della citata legge n. 234. La risoluzione verte quindi non solo sul rispetto del principio di [[sussidiarietà]] ma anche sul principio di [[proporzionalità (politica)|proporzionalità]], sulla [[base giuridica]] e sui contenuti di merito della proposta.
 
Con riferimento alla procedura sullo scrutinio di sussidiarietà, ai fini di una celere espressione del parere del Senato, l'articolo 144, comma 5, del Regolamento, consente alla 14a Commissione di trasformare le proprie osservazioni, formulate in sede consultiva, in una risoluzione definitiva, mediante una seconda deliberazione, svolta in presenza del prescritto quorum qualificato, qualora entro 15 giorni la Commissione competente non si sia ancora pronunciata (cosiddetta "doppia deliberazione").
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