Differenze tra le versioni di "Duomo di Orvieto"

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Sul transetto destro si apre uno dei Capisaldi della pittura rinascimentale italiana, la [[Cappella di San Brizio]], dedicata al santo vescovo protettore di Orvieto, San Brizio appunto. La cappella, nota anche col nome di Cappella Nuova per distinguerla dalla più antica Cappella del Corporale, fu costruita negli anni [[1408]]-[[1444]] ed affrescata negli anni [[1447]]-[[1504]].
 
La decorazione pittorica fu avviata nel [[1447]] dal [[Beato Angelico]] con l'aiuto di [[Benozzo Gozzoli]], cui si deve la decorazione di due delle otto vele delle due volte a crociera, raffiguranti ''Il Cristo Giudice tra angeli'' e ''Il Coro dei Profeti''. I due artisti interruppero ben presto i lavori, terminati solo negli anni [[1499]]- [[1504]] da [[Luca Signorelli]]. Questi dipinse le sei vele rimaste vuote con ''Il Coro degli Apostoli'', ''I Simboli della Passione e l'Annuncio del Giudizio tra angeli'', ''Il Coro dei Dottori della Chiesa'', ''Il Coro dei Martiri'', ''Il Coro delle Vergini'' e ''Il Coro dei Patriarchi''. Dipinse anche le grandiose scene apocalittiche dedicate alla ''Venuta dell'Anticristo'', alla ''Fine del mondo'', alla ''Resurrezione della carne'' e al ''Giudizio universale''. La zoccolatura delle pareti contiene un complesso programma iconografico, sempre del Signorelli, dedicato ai grandi poeti dell'antichità (cui è aggiunto Dante): a ognuno di essi è dedicato un ritratto, contornato da tondi che riproducono in monocromo episodi tratti dalla sua opera. In una scarsella Signorelli ha raffigurato anche un [[Compianto sul Cristo morto|Compianto]] che, secondo la tradizione tramandata da [[ Vasari ]], celerebbe nel volto di Cristo un ritratto del figlio del Maestro cortonese morto pochi anni prima di peste.
 
Al centro della cappella, entro un altare barocco di Bernardino Cametti del [[1715]], si trova la famosa Madonna di San Brizio, da cui l'intera cappella prese il nome. Secondo la leggenda il dipinto fu lasciato dal santo vescovo (San Brizio appunto) ai cittadini di Orvieto da lui evangelizzati. Il dipinto è una mediocre opera di un anonimo maestro di fine [[XIV secolo|Duecento]] che si ispirava agli insegnamenti di [[Cimabue]] e presenta comunque rifacimenti trecenteschi, come ad esempio il volto del bambino.
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