Differenze tra le versioni di "Raid Pechino-Parigi"

La partenza era stata fissata per il 10 giugno alle ore 8. Sin dal primo giorno di guida si distinse la superiorità tecnica ed organizzativa dell'equipaggio italiano, composto dal principe [[Scipione Borghese (principe)|Scipione Borghese]] e dal suo ''chauffeur'' [[Ettore Guizzardi]]. Insieme con loro vi era anche l'inviato speciale del ''[[Corriere della Sera]]'', [[Luigi Barzini (1874-1947)|Luigi Barzini]]. La preparazione del principe Borghese era stata meticolosissima e sue furono le intuizioni, semplici e geniali, di sostituire i parafanghi dell'Itala con delle assi asportabili, da impiegare come rampe per gli ostacoli, e quella di utilizzare - a differenza di tutte le auto dell'epoca - [[pneumatico|pneumatici]] anteriori e posteriori delle stesse dimensioni, così da renderli intercambiabili e ridurre le scorte.
 
Inoltre, già da prima della partenza da Pechino, sin dalla fase organizzativa del viaggio si era aperta la discussione su quale potesse essere la vettura ideale per una tale impresa ede, imentre tutti gli altri partecipanti si erano trovati tutti concordi sulla superiorità del binomio leggerezza/scarsa potenza; tutti, tranne Borghese: era stata suaebbe l'idea di utilizzare un'auto molto più pesante delle altre, ma anche molto più potente. E questa si erasarebbe dimostrata un'idea vincente: la combinazione dei 40 [[cavallo vapore|cavalli]] dell'[[Itala (azienda)|Itala]] con la sua [[tonnellata]] e mezza le aveva consentitoconsentirà di cavarsi d'impaccio anche nei tratti più duri e di filare veloce dove il tracciato lo consentiva; le [[De Dion-Bouton]], con soli 10 cavalli, persero terreno sin dal primo giorno, la [[Spyker]] con i suoi 15 cavalli riuscì ad arrivare seconda, benché con venti giorni di distacco, mentre il triciclo [[Contal]] non riuscì a sopravvivere al [[deserto del Gobi]] e non arrivò mai a Parigi.
 
===L'arrivo===
Utente anonimo