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Nel corso del [[1940]] si sparsero le voci di ciò che stava succedendo e molti tedeschi dimisero i loro parenti dagli istituti psichiatrici e dai sanatori per curarli a casa, spesso a fronte di grosse spese e sacrifici. In alcuni casi i medici e gli psichiatri cooperarono con le famiglie per dimettere i pazienti oppure, nel caso le famiglie potessero permetterselo, li trasferirono presso cliniche private ove il Programma T4 non aveva giurisdizione - esso infatti si applicava solo a istituzioni statali. È importante notare come il Programma T4 abbia avuto effetto principalmente su famiglie della classe operaia in quanto quelle benestanti potevano permettersi di ricoverare i loro cari in istituzioni private. Alcuni medici acconsentirono a cambiare le diagnosi già effettuate dei loro pazienti in modo che essi non rientrassero più nei parametri per la selezione T4 anche se ciò li esponeva al rischio di ispezioni da parte degli zelanti funzionari del Partito. A [[Kiel]] il professor [[Hans Gerhard Creutzfeldt]] - scopritore della [[malattia di Creutzfeldt-Jakob]] - riuscì a salvare praticamente tutti i suoi pazienti.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 115}}.</ref> La maggior parte dei medici collaborò comunque con l'''Aktion T4'', in parte per ignoranza circa i veri scopi che esso si prefiggeva e in parte per convinzione nei confronti delle politiche eugenetiche nazionalsocialiste.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 113}}.</ref>
 
Nel corso del [[1940]] incomoinciaronoincominciarono a giungere lettere di protesta alla Cancelleria del Reich e al Ministero della Giustizia, alcune delle quali firmate da membri dello [[NSDAP]], ossia dai nazisti stessi. La prima aperta protesta contro lo svuotamento degli istituti psichiatrici ebbe luogo ad [[Absberg]] in [[Media Franconia|Franconia]] nel febbraio [[1941]] e venne presto seguita da altre. Il rapporto dell'SD sugli incidenti di Absberg diceva: «il trasferimento di persone dall'Istituto di Ottilien ha causato molto malcontento» e descriveva grandi masse di cittadini (per la maggior parte cattolici), inclusi membri del Partito, che protestavano.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 126}}.</ref> L'opposizione alle politiche T4 si acuì dopo l'[[Operazione Barbarossa|invasione tedesca]] dell'[[Unione Sovietica]] del giugno [[1941]], perché la campagna in corso provocò per la prima volta un elevato numero di perdite e gli ospedali e istituti si riempirono per la prima volta di numerosi giovani soldati tedeschi gravemente disabili e mutilati. Incominciarono allora a circolare delle voci secondo le quali anche questi uomini sarebbero stati sottoposti a «eutanasia», anche se in effetti tale eventualità non venne mai presa in considerazione dalle autorità.
 
Nel corso del [[1940]] e del [[1941]] alcuni pastori [[Protestantesimo|protestanti]] presero posizione, seppur non pubblicamente, contro il Programma. [[Theophil Wurm]], pastore [[luteranesimo|luterano]] del [[Württemberg]] scrisse una dura lettera al ministro dell'Interno [[Wilhelm Frick|Frick]] nel marzo [[1940]]. Altre proteste si sollevarono dal teologo luterano [[Friedrich von Bodelschwingh]] direttore dell<nowiki>'</nowiki>''Anstalt Bethel'' (una clinica per [[epilessia|epilettici]] sita a [[Bielefeld]]) e da [[Paul-Gerhard Braune]] direttore della clinica Hoffnungstal di Berlino. Entrambi utilizzarono le loro connessioni con il Partito per negoziare l'esclusione delle loro istituzioni dal Programma T4: Bodelschwingh trattò direttamente con Brandt e indirettamente con [[Hermann Göring]], il cugino del quale era un famoso psichiatra. Braune ebbe degli incontri con il ministro della Giustizia Gürtner, sempre scettico sulla legalità del programma, e successivamente scrisse una veemente lettera di protesta indirizzata a Hitler. Hitler non lesse la lettera ma ne venne informato da Lammers che rispose anche a Braune che il programma non poteva essere fermato.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 126-129}}.</ref> In generale, però, la chiesa Protestante, in larga parte coinvolta con il Regime, non era troppo disposta a criticare le scelte dei nazisti.<ref>{{cita|Sereny, 1974|pp. 69,74}}.</ref>
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