Differenze tra le versioni di "Daesoon Jinrihoe"

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==Numero di membri==
Daesoon Jinrihoe ha seguito presso numerose classi sociali.<ref name=religions>{{CiteCita booklibro|last1cognome1=Chang|first1nome1=Yunshik|last2cognome2=Hyun-Ho|first2nome2=Seok|last3cognome3=Baker|first3nome3=Donald L.|titletitolo=Korea Confronts Globalization|url=https://books.google.com/books?id=3-HxKjWqMEMC&pg=PA211|seriesserie=Routledge Advances in Korean Studies|volume=14|yearanno=2008|publishereditore=Taylor & Francis|isbn=0-415-45879-X|pagespp=pp. 211-212|chaptercapitolo=Globalization and Korea's new religions}}</ref> Sostiene di avere sei milioni di aderenti,<ref name=buswell>{{CiteCita booklibro|lastcognome=Buswell|firstnome=Robert E.|titletitolo=Religions of Korea in practice|isbn=0-691-11346-7|yearanno=2007|publishereditore=Princeton University Press}}</ref> benché una indagine effettuata nel 1995 dal quotidiano ''[[The Chosun Ilbo]]'' abbia contato 67.632 seguaci (ponendola come sesta religione del Paese dietro al buddismo Wŏn, che conta 84.918 aderenti).<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., p. 77.</ref> Un censimento del 2005 ha poi rilevato che meno di 35mila coreani credono in una delle religioni derivate da Kang Jeungsan, di cui Daesoon Jinrihoe è una.<ref>Baker, “The New Religions of Korea” , cit., pp. 86-87.</ref> È però possibile che quell’indagine e quel censimento abbiano sottostimato il numero dei seguaci non avendo previsto una categoria specifica che consentisse alle persone consultate d’indicarsi come appartenenti a Daesoon Jinrihoe e ad altre nuove religioni oppure perché i seguaci di quelle fedi hanno scelto di non palesare alcuna affiliazione religiosa.<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., p- 77</ref><ref>{{CiteCita journalpubblicazione|lastcognome=Baker|firstnome=Don|datedata=September 2006|titletitolo=The Religious Revolution in Modern Korean History: From ethics to theology and from ritual hegemony to religious freedom|,in journal=The Review of Korean Studies|, publisher=The Academy of Korean Studies|volume=9|issuenumero=3|pagespp=249-275 (specificamente p. 255)|quotecitazione=Questo divario apparente fra l’invisibilità di Daesoon Jinrihoe nelle indagini di natura religiosa e il suo successo nella raccolta di denaro può essere dovuto al fatto che i suoi membri non hanno adottato i concetti moderni di religione e di affiliazione religiosa. Potrebbero cioè attenersi ancora alla concezione tradizionale secondo cui è etichettato come religioso solo chi svolge professioni di tipo religioso ed evitare quindi di qualificarsi religiosamente nelle risposte ai questionari.}}</ref>
 
A metà degli anni 1990, Daesun Jinrihoe possedeva già 1.500 centri e la sua sede a [[Yeoju]] poteva ospitare 10mila persone.<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., p. 77.</ref> Nel 2017, i centri sono diventati più di 2mila.<ref>Introvigne, “Daesoon Jinrihoe”, cit.</ref> La crescita di questa religione è stata attribuita alla venerazione degli antenati, all’enfasi posta sulla coltivazione di sé, al messianismo e all’illuminazione, alla concentrazione sul presente e al sistema stabile della sua organizzazione.<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., p. 78.</ref> Secondo Baker, “la dottrina di Daesoon trae forza persuasiva anche dall’attenzione che riserva alle preoccupazioni etiche che per millenni sono state al centro della religiosità coreana”.<ref> D. Baker, “Daesoon Sasang: A Quintessential Korean Philosophy”, cit., p. 11.</ref>
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