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La città, il cui etimo significa "fortezza di pietra" si trova lungo la [[via della seta]] nel percorso tra la [[Cina]] e l'[[Europa]], praticamente al centro dell'[[Eurafrasia]].
 
Situata al centro delle principali rotte commerciali asiatiche, Samarcanda, nel corso della sua storia lunga circa 2 700 anni, fu parte dell'[[Impero persiano]],; successivamente fu sotto influenza [[arabi|araba]], poi [[Impero timuride|timuride]], [[Uzbeki|uzbeka]] e, in epoche più moderne, fu dapprima sotto l'[[impero russo]] e infine parte dell'[[Unione Sovietica]] fino al 1991.
 
Si trova a 702 metri [[Livello del mare|s.l.m.]] e, nonostante si trovi in Uzbekistan, la maggior parte degli abitanti è di [[lingua tagica]].
Dal [[VI secolo|VI]] al [[XIII secolo]] la popolazione si espanse e divenne più popolosa anche della moderna Samarcanda. In quegli anni la città conobbe l'invasione [[Arabi|araba]] (che portò il suo [[alfabeto arabo|alfabeto]] e convertì all'[[Islam]] la sua popolazione), quella dei Persiani e di diverse successive dinastie turche, che ne fecero una delle città più ricche di tutto il mondo islamico. [[Invasione mongola della Corasmia|Fu saccheggiata]] nell'anno [[1220]] dai [[Mongoli]] e sopravvisse solo una minima parte della popolazione, che dovette affrontare anche un sacco successivo, condotto da un altro condottiero mongolo: [[Barak Khan]]. La città impiegò decenni per ristabilirsi da quei disastri.
 
Qui passò anche [[Marco Polo]], che così descrisse la città:
 
{{Citazione|Samarcan è una nobile cittade, e sonvi cristiani e saracini|Marco Polo, ''Il Milione''}}
 
Nel [[1370]], [[Tamerlano]] decise di rendere Samarcanda una città stupenda e usarla come capitale dell'impero che avrebbe costruito e che si sarebbe esteso dall'[[India]] alla [[Turchia]]. Per 35 anni la città fu ricostruita e fu piena di cantieri, con [[artigiani]] e [[architetti]] provenienti dalle parti più disparate dell'[[Impero timuride]]. Tamerlano fece così sviluppare la città, che divenne il centro della regione chiamata in Occidente [[Transoxiana]] e, similmente, dagli Arabi, per i quali era ''Mā warāʾ al-Nahr'', «Ciò che è al di là del Fiume [[Oxus]]».
 
Suo nipote [[Ulugh Beg]] governò il paese e la sua capitale per 40 anni. Creò varie scuole attente allo studio delle scienze e quello studio, della [[matematica]] e dell'[[astronomia]]. Ordinò anche la costruzione di un grande osservatorio, di cui restano imponenti tracce.
 
Nel [[XVI secolo]] gli [[Uzbeki]] spostarono la capitale a [[Bukhara]] e Samarcanda iniziò un lento declino. Dopo l'assalto dei Persiani guidati da [[Nadir Shah]], la città fu abbandonata nel [[XVIII secolo]]. L'[[emiro di Bukhara]] tentò di ripopolare la città alla fine di quel secolo.
Nel [[1868]], la città divenne parte dell'[[Impero russo]], essendo stata conquistata dal colonnello [[A.K. Abramov]], nonostante il contrattacco da parte di forze guidate da [[Abdul Malik Tura]], figlio dell'[[Emiro di Bukhara]], e dal [[Bey (carica)|Bek]] di [[Shahrisabz]]. Abramov divenne il primo [[governatore]] militare della città di Okrug che i [[Russi]] scelsero come capitale amministrativa della zona. La città divenne successivamente capitale del [[Turkestan russo]] e venne raggiunta dalla [[ferrovia transcaspica]] nel [[1888]]. Divenne capitale della [[Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka]] dal [[1925]] fino al [[1930]].
 
Attualmente la città è reclamata dai nazionalisti tagiki che, oltre a essere maggioranza nel luogo, vorrebbero che essa tornasse a far parte del [[Tagikistan]], al quale dicono essa apparterrebbe storicamente<ref>{{Cita libro|nome=Riccardo|cognome=Affinati|titolo=Città fatali I|url=https://books.google.com/books?id=QUwGCwAAQBAJ|accesso=2016-09-07|data=2015-11-27|editore=Soldiershop Publishing|lingua=it|ISBN=9788899158965}}</ref>.
 
== Monumenti e luoghi d'interesse ==