Differenze tra le versioni di "Giovanni Maria Vianney"

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[[File:Дардилли-спальня2.jpg|left|thumb|Letto sul quale nacque Giovanni Maria Vianney a Dardilly]]
 
La condizione spirituale della Francia post-rivoluzionaria crollò definitivamente con la [[costituzione civile del clero]] (12 luglio [[1790]]) e con la conseguente condanna di [[papa Pio VI]], un anno dopo, che portò a una profonda rottura all'interno della stessa chiesa francese scissa ora in clero ''refrattario'', disposto a morire piuttosto che prestare giuramento allo stato e alla sua chiesa nazionale, e [[Costituzione civile del clero|clero ''costituzionale'']], che invece giurava fedeltà a esso rifiutando in tal modo la [[supremazia papale]]. Ne seguì un periodo di profonda confusione per la popolazione, compresa quella di Dardilly, che vide i sacerdoti refrattari, quindi ritenuti nemici dello stato, arrestati, uccisi o fuggiaschi, sostituiti dai sacerdoti costituzionali che dai pulpiti delle parrocchie istruivano i cittadini sulla nuova [[costituzione]] e sul [[civismo]]. Ciò suscitò divisione fra i fedeli con abbandono delle parrocchie e conseguente chiusura di esse, come avvenne nella stessa Dardilly dove anche Maria Béluse e la sua famiglia preferirono i refrattari, fedeli a [[Chiesa romana|Roma]], che si riunivano, di notte e di nascosto, in fienili o case ospitali per celebrarvi la messa, come accadde spesso in casa degli stessi Vianney<ref>Margherita Vianney, ''Processo dell'ordinario'', p.1111</ref>.
 
Nonostante questo, il fanciullo continuava a trascorrere nella povertà e nel duro lavoro i suoi primi anni d'infanzia. A sette anni, nel [[1793]], gli fu affidato il gregge da condurre al pascolo ogni giorno con la sorella minore Margherita, la quale veniva da lui istruita, durante quelle lunghe giornate, sui concetti fondamentali della fede cattolica, sulla scrittura, sulle nozioni base del catechismo<ref>Margherita Vianney, ''Processo dell'ordinario'', p.1013 e 1014</ref>. Non era raro trovarli a pregare con gli altri pastorelli nei pressi di un vecchio albero piantato nelle vicinanze, dove il futuro curato intratteneva i suoi compagni con brevi prediche e con canti liturgici, ormai fuorilegge<ref>Andrea Provin, ''Processo dell'ordinario'' p.1002-1004; Francesco Duclos, ibidem p.999-1001; Margherita Vianney, ibidem, pp.1013-1018</ref>.
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