Differenze tra le versioni di "Adam Elsheimer"

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Dopo aver lasciato la sua città natale arrivò, via Monaco di Baviera, a [[Venezia]], dove lavorò con [[Hans Rottenhammer]], riprendendo da lui il gusto per i dipinti su rame, che mettevano in risalto i valori di trasparenza e levigatezza del colore trattato come uno smalto; uno dei primi è il quadretto con la ''Sacra Famiglia e angeli'' del [[1599]], ora conservato a [[Berlino]], dove si può vedere nella gamma cromatica accesa e a tre colori: azzurro-giallo-rosso, l'influsso delle opere dei Veneti: [[Tiziano]], [[Tintoretto]] e [[Paolo Veronese]].
 
Nel [[1600]] si stabilì a [[Roma]], convertendosi al cattolicesimo nel [[1606]] e restandovi fino alla morte, di questo periodo dovrebbe essere l<nowiki>'</nowiki>''Educazione di Bacco'' (attribuzione incerta), ora conservato a [[Francoforte sul Meno|Francoforte]], un paesaggio con figure mitologiche, ancora legato alla concezione manierista del paesaggio olandese, derivata da [[Paul Brill (pittore ed incisore)|Paul BrillBril]], da lui conosciuto in città.
Il suo primo notturno, nonché una delle sue opere di dimensioni maggiori, è la "[[Fuga di Enea da Troia]]" oggi a [[Monaco di Baviera|Monaco]], del 1600-1602, ove le figure acquistano una maggiore monumentalità, e si nota quell'attenzione straordinaria per gli episodi minuti e secondari posti in secondo piano e nello sfondo, che resterà una delle sue qualità costanti.
 
Scrive [[Marco Chiarini]]: «Nella sua pittura avvertiamo infatti che l'elemento essenziale e caratterizzante è quello della comunione natura-uomo che ha sempre contraddistinto la pittura nordica». Si può oggi aggiungere che un'altra caratteristica è la ricerca del tema dotto, interpretabile solo da committenti e conoscitori di grande cultura, che si ritrova in opere come "il Contento", del 1606-1607, oggi conservato nella National Gallery di [[Edimburgo]], tratto da un romanzo picaresco allora appena tradotto in Italia; e soprattutto nel cosiddetto "Tabernacolo di Francoforte", una sorta di piccolo polittico, formato da sette scomparti di varie grandezze, che raffigura "il Ritrovamento e la Venerazione della Vera Croce". Tale opera, oggi ricostruita nello Staedel Museum di [[Francoforte sul Meno|Francoforte]] nella forma che aveva quando era nella collezione dei [[Medici]] a Firenze a inizio Seicento, si riallaccia al tema del ritrovamento delle reliquie dei Martiri tanto sentito nella Roma del Cardinal [[Sfondrato]] a inizio secolo; non ne conosciamo il primo committente.
 
Del [[1609]] è il paesaggio notturno con la ''[[Fuga in Egitto (Elsheimer)|Fuga in Egitto]]'' ora conservato all'[[Alte Pinakothek]] di [[Monaco di Baviera|Monaco]], considerato il suo capolavoro, ove si ha la prima rappresentazione pittorica conosciuta della [[Via Lattea]]; un fatto che ha fatto ipotizzare a molti critici che Elsheimer potesse essere venuto a conoscenza "in contemporanea" delle prime osservazioni di [[Galileo Galilei|Galileo]], forse anche per il tramite dell'[[Accademia Nazionale dei Lincei]].
 
Nel notturno con ''Filemone e Bauci'', ora conservato a [[Dresda]], uno dei primi quadri d'interno nel senso moderno del termine, il tema tratto dalle Metamorfosi di [[Ovidio]], viene elaborato con un tono intimistico che dà vita a un mondo favoloso, dove gli Dei appaiono come un'apparizione concreta del divino.