Differenze tra le versioni di "Modernizzazione"

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Questo [[concetto]] si riferisce in modo più specifico alla tendenza, della società interessata da questi processi, ad acquisire le caratteristiche [[economia|economiche]], [[politica|politiche]], sociali e [[cultura]]li considerate proprie della [[modernità]], che rispecchiano quindi aspetti riguardanti soprattutto l'[[individualismo]] e il [[razionalismo]]. Tanto per estensione che per intensità, le trasformazioni legate alla modernità appaiono più profonde della maggior parte dei mutamenti avvenuti nelle epoche precedenti.
 
Tendenze generali della modernizzazione sono quelle all'innovazione e al cambiamento, accompagnate da una visione del [[mondo]] che vede la società in continua evoluzione, e che si allontana così sempre di più dalle forme che ha assunto nel passato.
 
La modernizzazione è inoltre strettamente correlata al concetto di [[sviluppo economico]] il quale anch'esso rappresenta un processo di ampi mutamenti e di straordinario accrescimento delle capacità produttive (intese sia come capacità tecniche che come capacità organizzative), che ha permesso ad una gran parte della [[popolazione]] di poter usufruire di una quantità di beni e servizi estremamente superiore rispetto ad un passato anche recente e che ha anch'esso cambiato in modo radicale le strutture, le istituzioni economiche e sociali, i modi di pensare, gli stili di vita, i modelli culturali, i comportamenti e le aspettative.
Sempre all'interno delle teorie della modernizzazione, bisogna considerare anche le modificazioni nella sfera della personalità che ne sono allo stesso tempo sia la causa che l'effetto. Esse sono ad esempio: la disponibilità al cambiamento, l'orientamento a principi di efficienza, l'affermarsi di valori etici di acquisività e universalismo dei ruoli sociali. Questo orientamento ai nuovi, moderni modelli culturali nella sociologia classica viene contrapposto ai modelli della personalità "tradizionali".
 
I processi di modernizzazione rendono anche conto della dimensione del pensiero laico ( liberale e socialista), soprattutto nella posizione più moderna di Stati e regimi. Molti Paesi hanno attuato la loro modernizzazione utilizzando la difesa della laicità, cioè di una tradizione che proviene da se stessa; altri Paesi hanno subito una controindicazione, come è l'esempio dell'Italia, nella quale i processi laici della cultura e della modernizzazione sono stati inficiati da una sorta di censura generazionale che ha provocato storture e disagi nei processi di emancipazione politica, sociale e storica.<ref>{{Cita libro |autore=Guglielmo Rinzivillo |titolo=The Hardship of Laicality - Essays on Sociology of History |anno=2006 |editore=CIVIS |città=Napoli |ISBN=9788866773573}}</ref>
 
==Le variabili==
 
* '''affettività-neutralità affettiva''': La cultura della modernità si manifesta anche nel controllo delle emozioni e dell'affettività soprattutto nella sfera pubblica e tende ad essere confinata nella sfera privata. Nella cultura tradizionale la differenziazione tra sfera pubblica e sfera privata è invece assai meno marcata;
 
* '''particolarismo-universalismo''': Questa dicotomia si riferisce alla differenza tra le situazioni tipiche della modernità, nelle quali gli individui sono considerati in base a caratteristiche generiche e universalistiche che condividono con gli altri (ad esempio i diritti politici), e situazioni tradizionali dove le persone sono valutate in base alle loro particolarità;
 
* '''interesse collettivo-interesse privato''': La società moderna, a differenza di quella tradizionale, opera una netta distinzione tra situazioni in cui ci si aspetta che le persone agiscano perseguendo il proprio interesse individuale, e situazioni nelle quali l'interesse collettivo deve essere messo assolutamente in primo piano.
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