Una follia: differenze tra le versioni

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Grazie alla buona accoglienza riservata a ''[[Enrico di Borgogna (opera)|Enrico di Borgogna]]'', il giovane compositore e il suo librettista ebbero subito dall'[[impresario teatrale|impresario]] [[Paolo Zancla]] la commissione per una nuova opera, che approntarono in tutta fretta. Per il soggetto Merelli si ispirò a un lavoro di [[Andrea Leone Tottola]] per il musicista [[Giacomo Cordella]] (''Una follia'', [[Napoli]], [[1813]]).
 
Sia il libretto sia la [[partitura]] sono però andati perduti dopo il 1818: rimangono solamente otto [[battuta (musica)|battute]] della [[musica]], che Donizetti incorporò nel florilegio di [[motivoTema (musica)|motivi]] tratti dalle sue [[opera|opere]] dedicato alla sua promessa sposa, Virginia Vasselli. Si tratta della prima prova del compositore con il genere comico<ref>Ashbrook, ''Donizetti. Le opere'', trad. it. di Luigi Della Croce, Torino, EDT, 1987, p. 67 ([http://books.google.it/books?id=TNcRqE5Cp1UC&pg=PA67]).</ref>.
 
Secondo Merelli l'opera fu un successo, ma l'unica recensione conosciuta, apparsa sul "Nuovo osservatore veneziano" il 24 dicembre, è più cauta: "Si osservò che la parte cantabile non risalta gran fatto; convien dire che ciò siasi fatto avvedutamente dal giovine maestro, a cui la necessità può questa volta servirgli di scusa. Gli applausi, che riscossero i suoi lavori in questa città, gli servano d'incoraggiamento nel proseguire l'incominciata carriera; ma non lo illudano"<ref>Cit. in Ashbrook, ''Donizetti. La vita'', p. 14.</ref>.
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