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|data di morte = 2 giugno [[657]]
|luogo di morte =
|sepoltura = [[BasilicaAntica basilica di San Pietro in Vaticano]]
}}
{{Santo
Nato a [[Roma]], venne eletto papa nel [[654]], per esplicita volontà dell'imperatore [[Costante II]], mentre il predecessore [[papa Martino I|Martino I]] era ancora vivo e in viaggio verso [[Costantinopoli]] dove avrebbe subito il processo e la condanna all'esilio. Non è agevole comprendere i motivi per i quali né il clero e il popolo romano, né lo stesso Eugenio abbiano opposto resistenza alla prepotenza bizantina. Forse Eugenio, che era stato "apocrisario" (l'equivalente dell'odierno [[Nunziatura apostolica|nunzio apostolico]]) a [[Costantinopoli]] e conosceva dunque bene quegli ambienti in quel particolare momento storico, può aver pensato che un suo rifiuto avrebbe potuto portare sul soglio pontificio un papa [[Monotelismo|monotelita]], ed era dunque preferibile uno "sgarbo" al suo predecessore piuttosto che un papa [[Eresia|eretico]]. In ogni caso, per più di un anno si verificò la contemporaneità di due pontefici regolarmente eletti e regnanti<ref>C. Rendina, ''I Papi. Storia e segreti'', p. 188.</ref>.
 
Eugenio mostrò una maggior deferenza nei confronti dei desideri dell'imperatore, rispetto al suo predecessore, e non prese posizioni pubbliche contro il [[Patriarcato ecumenico di Costantinopoli|patriarca]] di [[Costantinopoli]] [[Pirro I]], già scomunicato da [[papa Teodoro I]], che aveva elaborato una formula teologica che completava quella già esposta nell<nowiki>'</nowiki>''[[Ekthesis]]'', per la cui accettazione già [[Pirro I|Pirro]] aveva ricevuto l'anatema dalla Chiesa di Roma. Anzi, si mostrò anche "benevolo" e disponibile ad una riammissione di [[Pirro I|Pirro]] nella comunità ecclesiastica, nel tentativo forse di salvare la vita di [[papa Martino I|Martino]] che invece, in assoluta coerenza con la linea seguita a suo tempo, si mostrò assolutamente contrario alla riabilitazione del [[patriarcato ecumenico di Costantinopoli|patriarca]]. La soggezione a [[Costantinopoli]] non si attenuò però neanche quando il nuovo [[Patriarcato ecumenico di Costantinopoli|patriarca]], [[Pietro di Costantinopoli|Pietro]], gli inviò nel [[656]] un documento "di compromesso" tra le posizioni di Roma e quelle [[Monotelismo|monotelite]]: solo un'azione di forza del clero romano lo costrinse a rifiutarla<ref>C. Rendina, ''op. cit.'', pp. 188 e segsegg.</ref>.
 
Morì il 2 giugno del [[657]] e fu sepolto in [[BasilicaAntica basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]. Venne [[canonizzazione|canonizzato]].
 
== Culto ==