Differenze tra le versioni di "Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord"

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L'11 giugno [[1775]] assiste alla consacrazione di [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]], il cui vescovo concelebrante è suo zio e suo padre reca in processione la [[Santa Ampolla]], contenente l'olio sacro usato per ungere e consacrare i Re di Francia.<ref>Lacour-Gayer, op. cit. pp. 43-44</ref>
Nella primavera del [[1778]] incontra [[Voltaire]], per il quale nutrirà sempre una viva ammirazione. Il 18 dicembre [[1779]] viene ordinato sacerdote; la sera innanzi il suo amico e compagno di bagordi Auguste de Choiseul-Gouffier, cugino del più noto [[Étienne François de Choiseul|duca di Choiseul]], trovandolo prostrato in lacrime, insiste perché rinunci, ma lui dice che è ormai troppo tardi per tornare indietro.<ref>Pier Damiano Ori, Giovanni Perich, p. 8</ref> All'ordinazione non è presente nessun membro della sua famiglia; i genitori assisteranno tuttavia alla sua prima Messa. Poco dopo ottiene l'assegnazione dell'[[Abbazia di Saint-Remi]] a [[Reims]], con annesse prebende; naturalmente non prende dimora presso l'Abbazia che gli è stata assegnata ma si stabilisce a [[Parigi]]. Si mette subito in luce per la sua parlantina brillante e sicura e l'abilità dialettica con cui difende le sue posizioni: per questo motivo riesce ben presto a farsi eleggere, sempre con l'apporto dello zio, deputato di "secondo Ordine" all'Assemblea generale del Clero francese (un'equivalente delle moderne Conferenze Episcopali). Più o meno nello stesso periodo è iniziato in [[Massoneria]] nella Loggia ''L'Impériale des francs-chevaliers'', anche se vi manterrà sempre un ruolo di basso profilo, non andando mai oltre il grado di "Apprendista".<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://giornaleilreferendum.com/2011/12/23/breve-storia-della-massoneria-i-fratelli-e-le-rivoluzioni-europee-parte-seconda/ Breve storia della Massoneria: i fratelli e le rivoluzioni europee (Parte Seconda) « Giornale Il Referendum<!-- Titolo generato automaticamente -->] |date=febbraio 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref>
 
Nel [[1780]] è nominato agente generale per il clero di Francia grazie all'abilità con cui ha sostenuto, nel corso della quinquennale Assemblea della Chiesa gallicana, la difesa dei beni della Chiesa dalle mire del fisco di Luigi XVI, riuscendo però due anni più tardi a far votare dalla stessa Assemblea un "dono gratuito" di 15 milioni di ''livre'' al sovrano, come contribuzione alle casse statali. Tale carica, equivalente a un dicastero delle Finanze statali, gli permetterà di rendersi conto delle ricchezze della [[Chiesa cattolica in Francia|Chiesa francese]] e di diventare amico e consigliere dell'allora ministro delle finanze francese, [[Charles Alexandre de Calonne|Calonne]].
Curiosamente, il predecessore di Talleyrand in questa carica, Charles Delacroix, personaggio scialbo e incolore, fu il padre, almeno nominalmente, del celebre pittore [[Arte romantica|romantico]] [[Eugène Delacroix]]: molto probabilmente però il padre naturale del bambino era proprio Talleyrand, divenuto nel frattempo amante di Madame Delacroix, il quale sarà sempre vicino a Eugène e lo aiuterà nella sua carriera artistica; il pittore a sua volta crescendo diventerà sempre più somigliante al padre sia nell'aspetto sia nel carattere.<ref>{{Cita web | url=http://www.wga.hu/bio/d/delacroi/biograph.html | titolo=Eugène Delacroix biography | editore=Web Gallery of Art | accesso=16 agosto 2008}}</ref> Il "Diavolo zoppo" (così comincia a essere chiamato), soffia dunque al povero Delacroix non solo il posto, ma anche la moglie.
 
Da questo momento si serve della sua carica anche per arricchirsi personalmente, tramite "contributi" versatigli dai negoziatori dei Paesi esteri presso cui si reca in missione: tale abitudine creerà un grave incidente diplomatico con gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], in occasione del famoso [[affare XYZ]]. Il presidente [[John Adams]], venuto a sapere delle richieste di denaro e scuse esorbitanti avanzate dalla [[Francia]] e dallo stesso Talleyrand come contropartita per la conclusione di un trattato commerciale, ordinò, su delibera del [[Congresso degli Stati Uniti d'America|Congresso]], la mobilitazione dell'esercito e diede avvio alla cosiddetta "[[quasi-guerra]]", una sorta di guerra fredda commerciale tra i due Paesi che terminerà solo con la [[Convenzione del 1800]] (o trattato di Mortefontaine) stipulato da Napoleone dopo la presa del potere.<ref>Le relazioni diplomatiche tra Francia e Stati Uniti (dei quali pochi anni prima il Regno aveva sostenuto l'indipendenza), si erano deteriorate dopo la Rivoluzione, e il [[Direttorio]] intendeva porre fine alle discordie tramite il ministro degli Esteri Talleyrand, che nella sua esperienza americana si era fatto molti amici tra i politici d'Oltreoceano. Egli decise allora di adottare una strategia dilatoria, tesa a far cessare gli attacchi francesi alle navi mercantili americane e a preservare la pace; il suo obiettivo primario era tuttavia quello di rafforzare la sua posizione all'interno della compagine ministeriale e incrementare il suo patrimonio. Nonostante lo smacco la maestria di Talleyrand impedì che si giungesse alla guerra e risolse la situazione favorendo il cambio di regime, con il quale la questione venne chiusa (Trattato di Mortefontaine).</ref><ref>[http://history.state.gov/milestones/1784-1800/XYZ Office of the Historian - Milestones - 1784-1800 - The [[affare XYZ|XYZ Affair]] and the Quasi-War with France<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20100814013746/http://history.state.gov/milestones/1784-1800/XYZ |data=14 agosto 2010 }}</ref>
 
Talleyrand a questo punto capisce di aver raggiunto il limite, ma sa immediatamente come rimediare: propone subito agli Stati Uniti di trattare e Adams accetta: la guerra è sventata, anche se la minaccia non era allontanata del tutto. Anche questa volta il "diavolo zoppo", pur essendo implicato nella faccenda, trova dunque il modo di cavarsi d'impiccio: da tempo inoltre ha cominciato una proficua corrispondenza con un ''outsider'' nel gioco politico del tempo, un giovane generale di nome [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]], che incontra personalmente all'inizio del [[1797]] allorché questi torna coperto di gloria dalla prima [[Napoleone Bonaparte#La campagna d.27Italia|campagna d'Italia]]. Organizza allora una festa in suo onore presso l'Hotel Galiffet, sede del Ministero degli Esteri, con un fasto mai visto prima. Si rivela qui un'ulteriore talento di Talleyrand, che gli fu sempre utile nel corso di tutta la sua carriera: la sua estrema abilità e raffinatezza di uomo mondano, vivace e brillante conversatore, gran seduttore, il suo fascino salottiero costituivano la forza segreta del "camaleonte" che gli permise di guadagnarsi molti amici e altrettanti importanti appoggi utilissimi, come si è visto, nei momenti più critici della sua vita, compreso questo. Ha capito al volo infatti che l'incapacità del [[Direttorio]] potrà portare alla rottura definitiva con gli Stati Uniti, e solo un cambio di potere ai vertici potrà mutare la situazione: se lui darà il suo appoggio all'operazione potrà conservare la sua carica e rimanere nelle stanze del potere.
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