Differenze tra le versioni di "Dialetto anconitano"

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* ''Fà la fine del ca' de Luzi'' = Fare la fine del cane di Luzi (subire varie disgrazie una di seguito all'altra). L'uso di questa espressione deriva da un curioso episodio: il cane di un sarto, certo Enrico Luzi, dal balcone del primo piano dove era tenuto, lungo Corso Carlo Alberto, un giorno cadde in strada. Rimbalzando sul tendone del negozio sottostante, ancora incolume, rimbalzò sul tetto del tram fermo, per poi cadere su un calesse e successivamente finire sulle rotaie del tram che proveniva dalla direzione opposta. In città l'espressione in passato era usata anche come minaccia<ref>La fonte di questa informazione è il pronipote di Enrico, Lorenzo, noto Professore di Elettronica anconetano</ref>.
* ''Ah, l'ardìce chi vò' le concule!'' = si dice a chi ripete sempre la stessa cosa.
* ''ButaBu(t)ta sù e rischiàra'' = propriamente significa "risciacqua velocemente i panni insaponati"; si dice di una persona che fa le cose in modo approssimativo, oppure è un consiglio: non ci perdere troppo tempo.
* ''Caminà' a gatuga(t)tu mignó'' = Camminare a quattro zampe.
* ''Cià i calzzeticalzze(t)ti a cagarèlacagarè(l)la'' = Porta le calze allentate.
* ''Cià 'na faciafa(c)cia smitriàta'' = Ha una faccia da schiaffi.
* ''CiàcaCià(c)ca l'aju!'' = Muori di rabbia!
* ''Daje e daje la cipolacipó(l)la diventadivènta aju'' = La troppa insistenza fa perdere la pazienza.
* ''A discore n'è fadiga'' = Parlare non costa niente. La frase è tradizionalmente attribuita ad un personaggio di nome ''Barigelo'', vissuto in città nella prima metà del Novecento. L'interlocutore può replicare con «''Scì, ma quanto ha 'rnovato dai fascisti Barigelo ha dito:'' ''O', adè è fadiga ancora a discore''» (Sì, ma quando le ha prese dai fascisti Barigelo ha detto: Adesso costa fatica anche parlare)<ref>da ''Proverbi, locuzioni, espressioni e gergo nel Vernacolo Anconitano'', Mario Panzini, Edizioni Fogola, Ancona, 1980</ref>
* un indovinello: ''si ce lavé nun me la dé, si nun ce lavé dèmela'' = se ci lavate non me la date, se non ci lavate, datemela (''la mastelamastè(l)la a tré ré(c)chie'' = la tinozza da bucato); la difficoltà dell'indovinello consiste nel fatto che la frase si può intendere anche: ''si ce l'avé non me la dé, si nun ce l'avé démela'' = se ce l'avete non datemela, se non ce l'avete datemela, il che è assurdo. (L'indovinello funziona in realtà solo a voce perché la parola scritta tradisce subito il significato sotteso. Ma chi udisse senza poter leggere cadrebbe nell'equivoco tra avete (l'avé) e lavate (lavé) da cui in paradosso di...chiedere una cosa che non si ha).
 
== Un esempio moderno di poesia in Anconitano ==
Utente anonimo