Differenze tra le versioni di "Shin'ya Tsukamoto"

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Nel [[1989]] Tsukamoto scrive, produce, dirige e monta un film a basso costo che diviene conosciuto nella cultura mondiale del cinema indipendente: ''[[Tetsuo]]''. In questo come in molte altre sue opere del primo periodo viene fatto ampio uso della tecnica dello [[stop-motion]] non solo per far muovere gli oggetti ma anche per muovere gli attori all'interno della città, producendo un effetto spesso utilizzato nel cinema [[cyberpunk]].
 
Il regista viene premiato nel [[2002]] al [[Mostra internazionale d'arte cinematografica|festival di Venezia]] per il suo film ''[[A Snake of June]]'' con il Premio della Giuria. Il successivo ''[[Vital]]'' del 2004 viene premiato con il Corvo d'argento al [[Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles]]. In Italia gode di particolare considerazione da parte del critico [[Enrico Ghezzi]] di [[Rai 3]], che spesso manda in onda su ''[[Fuori orario. Cose (mai) viste|Fuori orario]]'' i suoi film più celebri e ha curato con la Raro Video un cofanetto contenente i primi due ''[[Tetsuo]]'' e ''Denchu Kozo'' con contenuti speciali e interviste al regista.
 
Dopo il claustrofobico mediometraggio ''Haze'', dove le ossessioni del regista prendono vita, Tsukamoto sigla un film che doveva inizialmente essere parte di un serial televisivo sulla falsariga di ''[[I segreti di Twin Peaks|Twin Peaks]]''. Invece ''Nightmare Detective'', questo il titolo, risulta essere un prodotto simile alla serie americana solo nel concept e si differenzia per molti aspetti nello sviluppo della storia, mantenendo invece più lo stile particolare del regista.
 
Ritorna di nuovo al festival di Venezia il 5 settembre [[2009]]: alla Mostra del cinema il regista nipponico presenta il terzo capitolo della sua trilogia più nota, ''[[Tetsuo: The Bullet Man|Tetsuo 3, The Bullet Man]]''. In questo come nella maggior parte delle sue opere il regista sembra voler continuamente indagare sulla metamorfosi dell'uomo e del suo rapporto conflittuale con la tecnologia, tema già caro a [[David Cronenberg]]. Quest'ultimo è considerato da Tsukamoto un riferimento indiscusso, tanto che in alcune interviste il regista giapponese si definisce simbolicamente "figlio di Cronenberg". Nel [[2011]] vince la Sezione Orizzonti alla [[Mostra del cinema di Venezia]] con il film ''[[Kotoko (film)|Kotoko]]''<ref>{{Cita web|url=http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/tsukamoto-shinya-la-video-intervista-indie-eye-it.html|titolo=Kotoko, la video intervista a Shinya Tsukamoto a Venezia 2011 di Michele Faggi e Diego Baratto|editore=indie-eye.it|data=12 marzo 2012|accesso=19 agosto 2014}}</ref>.
 
Prende molti spunti dal teatro: dalle scelte sonore al modo in cui dirige gli attori, e alla richiesta delle gestualità teatrali. Tsukamoto stesso è, il più delle volte, attore protagonista dei suoi film e il suo modo particolare di recitare ha catturato l'interesse di altri registi giapponesi di genere. Ha recitato diversi film giapponesi come ''[[Dead or Alive 2: Birds]]'', ''[[Ichi the Killer (film)|Ichi the Killer]]'' di [[Takashi Miike]] o, fra gli altri, ''[[Marebito]]'' di [[Takashi Shimizu]].
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