Apri il menu principale

Modifiche

m
WPCleaner v1.43 - Fixed using Wikipedia:Check Wikipedia (Caratteri di controllo Unicode - ISBN con sintassi errata - Errori comuni)
=== Ferrara, Salonicco, Roma ===
[[File:Alberto Savinio.jpg|thumb|Un giovane Alberto Savinio.]]
Nel [[1915]] tornò in [[Italia]] insieme con il fratello Giorgio. Soggiornarono a [[Firenze]] e, arruolati nell'esercito italiano, furono destinati al [[27º Reggimento fanteria "Pavia"|27º reggimento di fanteria]] a [[Ferrara]], dove avevano già un contatto con il circolo artistico di [[Filippo Dede Pisis]] e [[Carlo Carrà]]. Nel [[1916]] per sottrarsi all'isolamento e alla noia della vita militare infittisce i rapporti con [[Giovanni Papini]] e [[Ardengo Soffici]] e inizia a collaborare a "[[La Voce (rivistaperiodico)|La Voce]]" di [[Giuseppe De Robertis]], dove appaiono a puntate i primi capitoli di ''Hermaphrodito''. Nel [[1917]] venne inviato come interprete a [[Salonicco]], sul fronte macedone.
 
Dopo la fine della [[prima guerra mondiale]] fu trasferito a Milano e dal 1923 si stabilì a [[Roma]], dove già aveva pubblicato testi teoretici e narrativi, soprattutto in riviste come "[[Valori plastici]]" e "[[La Ronda]]". Nel [[1924]] fu tra i fondatori della "Compagnia del Teatro dell'Arte", diretta da [[Luigi Pirandello]], per la quale scrisse (senza metterlo in scena) ''Capitano Ulisse''.<ref>Per tutto il periodo 1915-1925 della biografia di Savinio cfr. la dettagliata ricostruzione di P. Italia, ''Il pellegrino appassionato. Savinio scrittore 1915-1925'', Palermo, Sellerio, 2004.</ref>
 
=== Il ritorno in Italia ===
Tornato definitivamente in Italia nel [[1933]], fu collaboratore del quotidiano "[[La Stampa]]" con una [[rubrica (giornalismo)|rubrica]], “Torre di guardia” (1934-1940). Inoltre fu animatore delle riviste "Colonna"<ref>R. Tordi, ''Savinio e la rivista "Colonna"'', in "Rivista di letteratura italiana", a. XXIII (2005), nn. 1-2.</ref> e "Il Broletto" (pubblicato a [[Como]]), che si occupavano anche di [[architettura]]. Dal [[1934]] si trasferì a Roma. Nel [[1938]], [[André Breton]] lo incluse (unico italiano) nell'''Anthologie de l'humour noir''.<ref>Cfr. la ''Testimonianza di André Breton'' riportata in appendice ad A. Savinio, ''Scatola sonora'', Torino, Einaudi, 1977, pp. 438-439.</ref> Nella capitale collaborò fra l'altro al settimanale ''[[Omnibus (periodico 1937)|Omnibus]]'' di [[Leo Longanesi]], per cui scrisse nel [[1939]] un pezzo di satira sulla golosità di [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] (''Il sorbetto di Leopardi'') che gli costò le antipatie del regime.
 
=== Guerra e dopoguerra ===
Nell'autunno del [[1943]], avendo appreso che il suo nome era stato inserito in una lista di sospetti [[antifascismo|antifascisti]], fu costretto a nascondersi.<ref>G. Isotti Rosowsky, introduzione a ''Un'amicizia senza corpo. La corrispondenza Parisot-Savinio 1938-1952'', Palermo, Sellerio, 1999, p. 28.</ref>
 
[[Europeismo|Europeista]] convinto, alla fine del conflitto proseguì l'attività di critico culturale sulle colonne del ''[[Corriere della Sera]]'', ottenendo il [[Premio Saint -Vincent per il giornalismo]] nel [[1949]].
 
Lavorò anche come [[drammaturgo]] e [[regista]], scrivendo egli stesso opere e drammi per il [[teatro (rappresentazione)|teatro]]. Nel [[1951]] scrisse la "tragicommedia mimata e danzata" ''Vita dell'uomo'', allegoria dell'esistenza umana su una musica ispirata allo stile di [[Robert Schumann|Schumann]]. Nel [[1952]] propose per il [[Maggio Musicale Fiorentino]] una celebre messinscena dell'''[[Armida (Rossini)|Armida]]'' di [[Gioachino Rossini|Rossini]] con [[Maria Callas]], curando anche scenografie e costumi.
 
Nel [[1955]], poco dopo la sua morte, gli viene dedicata una mostra retrospettiva nell'ambito della [[VII Quadriennale nazionale d'arte di Roma|VII Quadriennale di Roma]] curata dal fratello, il pittore [[Giorgio Dede Chirico]].
 
== Poetica e ideologia ==
Da un punto di vista letterario praticò soprattutto forme brevi o miste e comunque sperimentali, trascurando il [[romanzo]]. ''Hermaphrodito'', il suo libro d'esordio, alterna prosa e poesia, italiano e francese, stile aulico e disfemismi, mescolando generi e toni assai diversi fra loro (lirico, visionario, drammatico, narrativo, oratorio). I pochi romanzi della sua produzione (''La casa ispirata'', ''Tragedia dell'infanzia'' e ''Angelica o la notte di Maggio'') hanno anch'essi una struttura molto particolare, con una trama poco rigorosa e forti effetti di tipo ironico o surreale. Nella maturità si dedicò al progetto (incompiuto) della ''Nuova enciclopedia'', che doveva rielaborare articoli già usciti in rivista. Predilesse anche la biografia (''Narrate, uomini, la vostra storia'', il libro che gli procurò maggior successo editoriale, conteneva scritti dedicati alla vita di Michele di Nostradamo, Eleuterio Venizelos, Felice Cavallotti, Paracelso, Arnoldo Boecklin, Jules Verne, Vincenzo Gemito, Collodi, Antonio Stradivari, Guglielmo Apollinaire, Giuseppe Verdi, Lorenzo Mabili, Cayetano Bienvenida, Isadora Duncan) e il reportage di viaggio (''Dico a te, Clio'', dedicato all'[[Etruria]] e agli [[Abruzzi]], e ''Ascolto il tuo cuore, città'', dedicato a [[Milano]] e al [[Veneto]]).
 
Sul piano politico, esordì manifestando idee fortemente antisocialiste e belliciste durante la [[prima guerra mondiale]].<ref>Per esempio nello scritto ''La guerra'' poi confluito in ''Hermaphrodito'' (1918).</ref> Fra le sue pagine torna spesso la critica alla democrazia e all'egualitarismo, colpevoli a suo dire di aver ingrigito e banalizzato l'arte. Durante il [[fascismo]], dopo una prima fase di apparente vicinanza al regime (collaborerà alla rivista di [[Asvero Gravelli]] ''Antieuropea''<ref>{{cita libro|autore=Maria Teresa Pichetto|titolo=Alle radici dell'odio‬odio: ‪PreziosiPreziosi e Benigni antisemiti|città=Milano|editore=F. Angeli|anno=1983|p=139}}</ref> e al "Lavoro fascista" negli anni trenta, dedicando fra l'altro alcuni ''reportage'' alle recenti bonifiche nell'[[Agro Pontino]]), se ne allontanò a partire dal [[1939]]. Non farà infatti parte del periodico "[[Primato (rivistaperiodico)|Primato]]" voluto da [[Giuseppe Bottai]]. Dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]] rese sempre più esplicite le sue idee [[liberalismo|liberali]] ed [[europeismo|europeiste]], sostenendo fra l'altro la [[repubblica]] al [[referendum istituzionale del 1946]].
 
== Opere ==
* ''Souvenirs'', Roma: Nuove edizioni italiane, 1945; Palermo: Sellerio, 1976
* ''I miei genitori, disegni e storie di Alberto Savinio'', ([[1945]])
* ''Tutta la vita'', Milano: Bompiani, 1945<ref>{{Cita web|url=http://www.elapsus.it/2011/11/due-racconti-di-alberto-savinio.html|titolo=Elapsus - Due racconti di Alberto Savinio|autore=Alessandro Mauro|sito=www.elapsus.it|accesso=11 gennaio 2017}}</ref>; Milano: Adelphi, 2011 [http://id.sbn.it/bid/RAV1939113 ISBN 978-88-459-2584-9]
* ''Alcesti di Samuele'', Milano: Bompiani, 1949; Milano: Adelphi, 1992.
* ''L'angolino'', Roma: Edizioni "Pagine nuove", 1950.
* ''Introduzione a una vita di Mercurio'', a cura di Maurizio Enoch, Brescia: L'Obliquo, 1990
* ''Alcesti di Samuele e atti unici'', a cura di Alessandro Tinterri, Milano: Adelphi, 1991 [contiene ''Il suo nome'', ''La famiglia Mastinu, Alcesti di Samuele'', ''Emma B. vedova Giocasta'']
* ''Partita rimandata. Diario Calabrese'', a cura di Vittorio Cappelli, prefazione di Giuseppe Leonelli, Firenze: Giunti, 1996; Soveria Mannelli: Rubbettino, 2008, introduzione di Vittorio Cappelli [ raccoglie testi pubblicati nel 1948 sul [[Corriere d'Informazione]], [[L'illustrazioneIllustrazione italianaItaliana]] e [[Omnibus (1937)|Omnibus]] ]
* ''Dieci processi'', a cura di [[Gabriele Pedullà]], Palermo: Sellerio, 2003 [contiene testi pubblicati sulla rivista "I rostri" fra il 1932 e il 1935]
* ''La nascita di Venere: scritti sull'arte'', a cura di [[Giuseppe Montesano]] e Vincenzo Trione, Milano: Adelphi, 2007 [raccoglie scritti pubblicati sulla rivista "Valori plastici" fra il 1918 e il 1921]
 
== Raccolte ==
* ''Opere : scritti dispersi tra guerra e dopoguerra (1943-1952)'', a cura di Leonardo Sciascia e Franco De Maria, Milano: Bompiani, 1989
* ''Opere'', volume I: ''Hermaphrodito e altri romanzi'', a cura di Alessandro Tinterri, introduzione di Alfredo Giuliani, Milano: Adelphi, 1995
* ''Opere'', volume II: ''Casa «la Vita» e altri racconti'', a cura di Alessandro Tinterri e Paola Italia, Milano: Adelphi, 1999
 
== Traduzioni ==
* {{Cita libro|autore=[[BrantômePierre (scrittore)de Bourdeille|Brantôme]]|titolo=Le dame galanti|editore=|città=|anno=1937}} - Milano, Adelphi, 1982.
* {{Cita libro|autore=[[Guy de Maupassant]]|titolo=Venti racconti con Lui e l'altro. Racconti "bianchi, Racconti "neri", Racconti della "pazzia"|trad=con Anna Maria Sacchetti|editore=Documento|città=Roma|anno=1944}} - Milano, Adelphi, 2004.
 
* Maristella Mazzocca, ''Il surrealismo di Alberto Savinio tra echi d'esoterismo antico e negazione leopardiana'', in «[[Lettere italiane]]», a. 1992, n. 2, pp.&nbsp;240–260
* Aa.Vv. ''Mistero dello sguardo: studi per un profilo di Alberto Savinio'', a cura di Rosita Tordi, Roma, Bulzoni, 1992
* ''Alberto Savinio : peinture et litterature'', a cura di Giuliano Briganti e Leonardo Sciascia, Milano, Franco Maria Ricci, 1992
* ''Alberto Savinio : musician writer and painter'', catalogo a cura di Paolo Baldacci, Gerd Roos, Pia Vivarelli, New York, Paolo Baldacci Gallery, 1995
* Annamaria Cascetta, ''L'Alcesti di Samuele di Alberto Savinio : una tragedia moderna'', in ''Studia classica Iohanni Tarditi oblata'', a cura di L. Belloni, G. Milanese, A.Porro, Milano, Vita e Pensiero, 1995, tomo II, pp.&nbsp;1405–1446
* ''Alberto Savinio, catalogo generale''. a cura di Pia Vivarelli, Milano, Electa, 1996
* Silvana Cirillo, ''Alberto Savinio, le molte facce di un artista di genio'', Milano, Bruno Mondadori, 1997
* Filippo Secchieri, ''Dove comincia la realtà e dove finisce. Studi su Alberto Savinio'', Firenze, Le Lettere, 1998
* Francesco Cornacchia, ''La casa francese di Alberto Savinio''/ Bruno Pompili, ''L'argonauta tergiversa'', Bari, B.A. Graphis, 1998
* Luigi Bravi, ''Il mito in Alberto Savinio : Alcesti di Samuele'' in «Seminari romani di cultura greca», a. 1998, n. 1, pp.&nbsp;366–371
* Alessandro Tinterri, ''Savinio e l'altro'', Genova, il melangolo, 1999
* Gerd Roos, ''Giorgio de Chirico e Alberto Savinio: ricordi e documenti: Monaco, Milano, Firenze, 1906-1911'', Bologna, Bora, 1999
491 192

contributi