Differenze tra le versioni di "Ramón Menéndez Pidal"

}}
== Biografia ==
Fu allievo di [[Marcelino Menéndez Pelayo]] all'[[Università di Madrid]], dove si laureò nel [[1893]] e dove nel [[1899]] ottenne la cattedra di [[filologia]]. Membro della [[Real Academia Española]] dal [[1902]], presiedette a questa istituzione a partire dal [[1925]].
Durante la [[Guerra Civile Spagnola]] del [[1936]]-[[1939]] si rifugiò a [[Burdeos]], a [[Cuba]], negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] e a [[Parigi]].
 
Menéndez Pidal aprì gli studi linguistici e letterari del suo paese al metodo comparatista e storico, con i quali fissò le basi della moderna filologia spagnola e si rivelò essere uno dei più prestigiosi [[Filologia romanza|filologi romanzi]] dell'epoca.
 
Con ''La leggenda degli infanti de Lara'' ([[1896]]) iniziò i suoi lavori sull'[[epica]] spagnola primitiva, lavori continuati con una serie di saggi sul ''[[Poema del mio Cid]]'', accuratamente pubblicati tra il [[1908]] e il [[1911]], e con opere come ''La epopeya castellana a través de la literatura española'' (1910) e ''[[Chanson de Roland|La Chanson de Roland]] e il neotradizionalismo'' ([[1959]]).
 
La sua stima per la figura di Rodrigo Díaz de Vivar (il leggendario [[El Cid|Cid Campeador]]), in consonanza con gli autori della ''[[Generazione del 98]]'', lo portò a scrivere ''La España del Cid'' (1929), nella quale manifestò la sua grande esperienza di storico.
Al giorno d'oggi, se da un lato si riconosce la sicura importanza e influenza della tradizione orale nell'epica, si tende però a rifiutare l'ipotesi di una lunga trasmissione orale, in quanto priva di concreti riscontri.
 
Nel [[1933]] fu il primo rettore della [[Universidad Internacional Menéndez Pelayo|Università del Verano di Santander]].
 
== Onorificenze ==