Laico: differenze tra le versioni

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{{F|religione|arg2=società|febbraio 2011}}
 
Il termine '''laico '''nell'accezione moderna del termine ha significato di "aconfessionale", ossia dislegato da qualsiasi autorità confessionale, ecclesiastica (o non ecclesiastica), e quindi da qualsiasi confessione religiosa (o non religiosa). Tale promessa "di vita" spesso si esplica con un giuramento, o un atto di sottomissione o di accettazione dell'autorità confessionale stessa e delle sue regole liturgiche.
 
Nel significato originario del termine, ancora utilizzato in ambito religioso, il laico è un fedele della religione non ordinato sacerdote o non appartenente a congregazioni religiose. Etimologicamente il termine laico deriva dal gr. ''laïkós'' ovvero "del popolo" quindi che vive tra il popolo secolare non ecclesiastico, e che non possiede la conoscenze filosofico - teologica prerogativa della casta sacerdotale <ref>{{Cita libro|autore = Pianigiani|titolo = Vocabolario etimologico della lingua italiana|anno = 1907|editore = Albrighi e Segatti|città = }}</ref>. Nella società protocristiana dei primi secoli il laico veniva distinto dal presbitero ed alle cerimonie religiose i laici e i presbiteri partecipavano fisicamente separati. Nelle basiliche protocristiane esisteva un elemento architettonico divisorio, perlopiù marmoreo, chiamato ''[[iconostasi]]''; al di là e al di qua di esso prendevano posto rispettivamente il clero e il popolo dei fedeli. L'iconostasi è ancora presente nelle chiese di [[rito bizantino]], sia [[Chiese ortodosse|ortodosse]] sia [[Chiesa cattolica|cattoliche]].
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