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== Il secondo Schelling ==
[[File:Friedrich Wilhelm Joseph von Schelling.png|upright=0.8|thumb|Friedrich Schelling]]
Assistendo al trionfo di [[Hegel]], che aveva creduto di risolvere l'intera realtà e le sue contraddizioni nella Ragione assoluta, Schelling svilupperà in una fase più matura della sua vita una nuova filosofia, nello sforzo di confutare e superare il pensiero di Hegel e rispondere alle critiche mossegli dal suo ormai ex-amico. Egli reinterpreterà così l'[[idealismo tedesco]] non più nell'ottica hegeliana dell'[[immanenza|immanentismo]] [[logica|logico]], ma riaffermando i valori della [[libertà]] e della [[trascendenza]]. Come già era successo al suo predecessore [[Fichte]], egli si attesterà inoltre su posizioni sempre più vicine al [[Cristianesimo]], quello [[cattolicesimo|cattolico]] in particolare.
 
L'inizio della seconda fase del pensiero di Schelling è generalmente situato nel [[1809]], quando vengono pubblicate le sue ''[[Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana]]''. Riprendendo alcuni temi già elaborati dai [[mistici]] tedeschi, e in particolare da [[Jakob Böhme]], Schelling ripercorre il problema già affrontato in precedenza di come far derivare la [[molteplicità]] dall'[[Uno (filosofia)|Uno]] indifferenziato. Per giustificare la presenza della diversità e della storicità, senza ridurle a semplici inganni e apparenze (che era l'accusa mossagli da Hegel), e per evitare al contempo la caduta in un [[dualismo]] insanabile in cui l'unità indistinta di Dio risulti contrapposta alla dispersione e mutevolezza del mondo, secondo Schelling occorrerà ammettere che la storia e il divenire abbiano in [[Dio]] stesso il loro fondamento.
L'ultimo periodo della filosofia schellinghiana, che giunse dopo un lungo periodo di silenzio, è denominato "filosofia positiva"; questa venne elaborata in due momenti successivi: dapprima con la ''Filosofia della mitologia'', e quindi con la ''Filosofia della Rivelazione''.
 
Secondo Schelling, se la [[mitologia]] viene colta nel suo lato essenziale e non giudicata a prima vista come un insieme di credenze antiche e superate, essa riesce a svelare i segni e le forme in cui si articola la storia umana.<ref>Nel breve trattato ''Le divinità di Samotracia'', ad esempio, pur considerato un saggio estraneo alla speculazione filosofica e di impronta prettamente [[filologia|filologica]], Schelling mostra come le narrazioni di ordine mitico-simbolico possano essere, se opportunamente interpretate, una materia prolifica per il pensiero speculativo. Egli, infatti, nell'approfondire il significato concettuale delle divinità di [[Samotracia]] (tracciando anche interessanti analogie con le più note divinità del pantheon greco-romano), anticipa la fondamentale idea per cui il mito non è soltanto una semplice narrazione fantastica, ma rappresenta invece un importante strumento per la comprensione dell'immaginazione come una delle forme fondamentali del relazionarsi alla realtà fenomenica (cfr. Paolo Bellini, [http://www.metabasis.it/recensioni.php?lang=it&rid=0005&act=v&page=1 F. W. J. Schelling, ''Le divinità di Samotracia''], a cura di F. Sciacca, Il melangolo, Genova, 2009).</ref> Mentre il pensiero [[logica|logico]] rimane incapace di afferrare la particolarità e la concretezza della realtà in divenire, quello mitologico ne consente una conoscenza più appropriata. Il [[mito]] infatti è ''tautegorico'', non [[allegoria|allegorico]], nel senso che non va spiegato sulla base di presunte verità ad esso pregresse, ma esprime solo se stesso come nodo particolare di sviluppo del lungo e significativo cammino della coscienza umana.<ref>Nell'opera, inoltre, Schelling sembra accettare un'ipotesi molto in voga durante la fine del [[XVIII secolo]], secondo cui, come sembravano rivelare numerose leggende mitiche, le più arcaiche evidenze scientifiche dell'antichità altro non fossero che le vestigia rimaste della scienza di un popolo più remoto, antichissimo e ormai completamente dimenticato (G. W. F. Hegel, ''Lectures on the Philosophy of Religion'' [english translation], p. 428). Il principale propugnatore di tale ipotesi era stato l'[[astronomo]] francese [[Jean Sylvain Bailly]], che si era occupato soprattutto di studiare la mitologia cinese e indiana; Schelling sembra accettare le ipotesi di Bailly sebbene preferisca riferirsi più alla mitologia greca e alla ''Kabbala'' piuttosto che alle antiche leggende orientali (F. Schelling, ''Ueber die Gottheiten zu Samothrake'', pp. 25-37).</ref>
Nel breve trattato ''Le divinità di Samotracia'', ad esempio, pur considerato un saggio estraneo alla speculazione filosofica e di impronta prettamente [[filologia|filologica]], Schelling mostra come le narrazioni di ordine mitico-simbolico possano essere, se opportunamente interpretate, una materia prolifica per il pensiero speculativo. Egli, infatti, nell'approfondire il significato concettuale delle divinità di [[Samotracia]] (tracciando anche interessanti analogie con le più note divinità del pantheon greco-romano), anticipa la fondamentale idea per cui il mito non è soltanto una semplice narrazione fantastica, ma rappresenta invece un importante strumento per la comprensione dell'immaginazione come una delle forme fondamentali del relazionarsi alla realtà fenomenica (cfr. Paolo Bellini, [http://www.metabasis.it/recensioni.php?lang=it&rid=0005&act=v&page=1 F. W. J. Schelling, ''Le divinità di Samotracia''], a cura di F. Sciacca, Il melangolo, Genova, 2009).</ref> Nell'opera inoltre, Schelling sembra accettare un'ipotesi molto in voga durante la fine del [[XVIII secolo]], secondo cui, come sembravano rivelare numerose leggende mitiche, le più arcaiche evidenze scientifiche dell'antichità altro non fossero che le vestigia rimaste della scienza di un popolo più remoto, antichissimo e ormai completamente dimenticato.<ref name="bailly">G. W. F. Hegel, ''Lectures on the Philosophy of Religion'' (english translation), p. 428.</ref> Il principale propugnatore di tale ipotesi era stato l'[[astronomo]] francese [[Jean Sylvain Bailly]], che si era occupato soprattutto di studiare la mitologia cinese e indiana; Schelling sembra accettare le ipotesi di Bailly sebbene preferisca riferirsi più alla mitologia greca e alla ''Kabbala'' piuttosto che alle antiche leggende orientali.<ref name="bailly" /><ref>F. Schelling, ''Ueber die Gottheiten zu Samothrake '' pp. 25-37</ref>
 
Mentre però la mitologia non va oltre una concezione puramente [[naturalismo (filosofia)|naturalistica]] di Dio, la filosofia della Rivelazione, resa possibile dall'annuncio cristiano, riesce ad innalzarsi a una conoscenza di tipo [[soprannaturale]]. Per Schelling l'essenza del cristianesimo è data dalla sua natura intimamente [[storia|storica]], che si esprime in particolare nell'[[Incarnazione]] del [[Cristo]]. In ciò sta l'immenso valore della religione cristiana, il cui contenuto fondamentale non dev'essere ridotto, come voleva Hegel,<ref>Cfr. la concezione spiritualistica e astorica del cristianesimo formulata da Hegel, che emerge in particolare nelle sue ''Lezioni sulla filosofia della storia'', 1837.</ref> a un insieme di precetti morali dettati dalla [[ragione]], delle quali la [[storicità di Gesù|vicenda umana di Gesù]] rappresenterebbe solo l'involucro esteriore: «Il contenuto fondamentale del Cristianesimo è appunto Cristo stesso, non ciò che Egli ha detto, ma ciò che Egli è, ciò che Egli ha fatto. Il Cristianesimo non è immediatamente una dottrina, esso è una realtà».<ref>Friedrich Schelling, ''Filosofia della Rivelazione'', trad. di Adriano Bausola, Bompiani, 2002, pag. 325.</ref>
* E.C. Corriero, ''Libertà e conflitto: da Heidegger a Schelling, per un'ontologia dinamica'', Rosenberg & Sellier, Torino 2012
* A. Carulli, ''De contemptu (Dallo Schelling tardo)'', Il Melangolo, Genova 2014
*Iain Hamilton Grant, ''[https://books.google.it/books?id=ao5DDwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false Filosofie della natura dopo Schelling]'', a cura di Emilio Carlo Corriero, Rosenberg & Sellier, 2017
 
== Onorificenze ==
* {{cita web|http://www.textlog.de/schelling.html|F.W.J. Schelling|lingua=de}}
* {{cita web|https://www.marxists.org/reference/subject/philosophy/works/ge/schellin.htm|Il ''"Sistema della filosofia trascendentale"''|lingua=en}}
{{Idealismo}}
 
{{Romanticismo}}
 
{{Filosofia della scienza}}
{{Controllo di autorità}}
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