Differenze tra le versioni di "Brennero"

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== Storia ==
===Origine===
La storia di Brennero è strettamente collegata con quella dell'omonimo passo di valico. Il popolo dei [[Breuni]] abitò l'alta Valle d'Isarco e la regione del Brennero su entrambi i lati del valico, la cui regione in epoca romana veniva chiamata "Vallis Vipitina". Nel [[II secolo]] i [[Impero romano|romani]] vi avevano costruito una strada militare come
risulta dal ritrovamento di pietre miliari, risalenti al periodo di [[Marco Aurelio]], [[Settimio Severo]] e [[Caracalla]].
 
Nel [[III secolo]] il ramo della [[Via Claudia Augusta]] attraverso il Brennero diventò la più importante via di comunicazione tra l'Italia e la [[Danubio|regione danubiana]], ma con Diocleziano e le [[invasioni barbariche]], in primis i [[Baiuvari]], il suo ruolo mutò profondamente.<ref>Grande Dizionario Enciclopedico, Unione Tipografica - Editrice Torinese, 1962</ref> Già nel 565 lo scrittore [[Venanzio Fortunato]] cita una cappella dedicata a San Valentino; questa ebbe originariamente una struttura romanica, modificata nel periodo medioevale in gotica e successivamente ritoccata in barocca.
 
L'importanza strategica e di comunicazione del luogo è sottolineata dal transito, tra il 960 ed il 1530, di 66 Sovrani germanici del [[Sacro Romano Impero]] che si recarono a Roma dal Papa; tra questi, nel 1154, [[Federico I Barbarossa]]. Nel 1000 circa si forma un centro abitato definitivo che, nel 1221, è denominato ''"Oberes Mittewald"'' mentre, dal 1288 venne utilizzato ''"Prenner"''<ref name="Con-fine">''Con-fine Brennero'', Editrice Athesia, 2006, ISBN 88-8266-410-4</ref> poi modificato nel tempo nell'attuale ''"Brenner"''. Il luogo fu di vitale importanza nel [[medioevo]] ai tempi delle [[Crociate]] e dell'allora fiorente commercio, pertanto nel 1314 fu costruita una nuova strada, la ''Kuntersweg'', dal impresario bolzanino Heinrich Kunter.<ref>Guide d'Italia, Trentino-Alto Adige, Edizioni TCI, 1976</ref>
 
===Dal 1414 al 1921===
[[File:Stazione Brennero2.jpg|thumb|left|Antica rappresentazione del paese Brennero]]
[[File:Brennerpass passhoehe grenzstein.jpg|thumb|left|Il cippo del confine tra Italia e Austria]]
Nel [[1414]] i [[Conti di Tirolo]] vi stabilirono una dogana per il controllo delle merci (''Lueg'' e ''Lurx'', al di qua e al di là del passo) e, nei secoli successivi, specialmente nel [[XIV secolo|XIV]] e [[XV secolo]], assunse un ruolo decisivo per il transito dei traffici sulla direttrice Oriente - Venezia - Europa settentrionale. Vi fu poi un declino causato dallo spostamento del commercio continentale. I due nuclei storici abitati del paese erano la chiesa di "San Valentino", l'"Hotel Post" e poche altre case sul lato sud, l'"Hotel Kerschbaumer", "Griesberg" e "Venn" sul lato nord del valico, oggi in territorio austriaco.
 
Sotto l'[[Imperatrice Maria Teresa]] d'Austria, nel 1740 circa, la vecchia strada fu completamente ristrutturata ed il nuovo tracciato assunse quello attuale; [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], l'8 settembre [[1786]], in uno dei suoi viaggi in Italia passò dal Brennero sostando all'Hotel Post. Brennero riguadagnò importanza con la costruzione della [[ferrovia del Brennero]] tra [[Innsbruck]] e [[Bolzano]] i cui lavori iniziarono il 23 febbraio [[1864]] a [[Monte Isel|Bergisel]] (Innsbruck); lavori che al Brennero modificarono l'assetto del paese, alcune case furono abbattute per creare un piazzale, lungo 600 metri, necessario per la stazione e per le altre infrastrutture ferroviarie. Il primo treno, diretto a Bolzano, partì dalla [[stazione di Brennero]] il 25 luglio [[1867]] alle ore 8.05, nonostante che l'inaugurazione fosse stata per il giorno 24 agosto. La ferrovia portò benefici al paese poiché con il treno arrivarono anche i viaggiatori ed il turismo, specialmente quello di un certo livello come era per quei tempi.
 
Alle Terme di Brennero fu costruito un "Grand Hotel", con annessa fermata ferroviaria, ed altre strutture alberghiere furono costruite a [[Colle Isarco]], ma tutto questo ebbe termine con lo scoppio della [[Prima guerra mondiale]]. Il [[Patto di Londra]], stipulato il 26 aprile 1915, assegnò all'Italia il territorio del "Tirolo meridionale", da Trento fino al Brennero; al termine del conflitto, il 10 novembre [[1918]], le prime truppe italiane arrivarono al Brennero. Il [[Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1919)|Trattato di Saint-Germain-en-Laye]], siglato il 10 settembre [[1919]], stabilì il nuovo confine di stato al Brennero ed il Re [[Vittorio Emanuele III d'Italia|Vittorio Emanuele III]], il 12 ottobre [[1921]], inaugurò il nuovo cippo confinario.<ref name=Con-fine/>
 
=== Dal 1921 ai giorni nostri ===
[[File:Brennero, m. 1370 s. m. - Panorama, 1939.jpg|thumb|Brennero nel 1939]]
Durante il [[Storia dell'Italia fascista|ventennio fascista]], il paese di Brennero segnò il confine tra due stati ma anche tra due gruppi linguistici, quello italiano e quello tedesco. Presso la stazione ferroviaria del Brennero si sono incontrati il 18 marzo del [[1940]] i due dittatori, quello italiano, [[Benito Mussolini]] e quello tedesco, [[Adolf Hitler]], dove posero le basi per le "[[opzioni in Alto Adige]]".<ref name=autogenerato3>Santi Corvaja, ''Le mani di Hitler sull'Alto Adige'', articolo su "Storia illustrata" n° 290, Mondadori, gennaio 1992</ref>
 
Nonostante l'alleanza con il popolo germanico, Mussolini decise la costruzione del [[Vallo Alpino]] per proteggere il [[Regno d'Italia]] dall'alleato. Ai lati del paese, immersi nei boschi, si trovano ancora oggi alcuni [[bunker]] italiani risalenti alla [[seconda guerra mondiale]], che vanno a costituire lo [[Sbarramento Brennero]], all'interno del [[Vallo Alpino in Alto Adige]]. Anche sulle cime circostanti si sono edificate diverse casermette dove la [[Guardia alla Frontiera]] vigilava il nemico/amico dall'alto.<ref>{{cita libro|cognome=Bernasconi |nome=Alessandro |coautori=Giovanni Muran |titolo= Le fortificazioni del Vallo Alpino Littorio in Alto Adige|annooriginale=1999 |meseoriginale= maggio |editore=editore Temi |città= Trento|isbn=88-85114-18-0|pagine= 328 pagine|cid=Bernasconi 1999 }}</ref>
 
Durante la guerra molti furono i treni che passavano per Brennero, ma questi erano per lo più treni che deportavano il popolo ebreo nei [[Campo di concentramento|campi di concentramento]].
 
A partire dall'estate 1943, il tratto ferroviario e stradale tra Verona e Innsbruck assume per gli Alleati un'importanza vitale: [[Bombardamento|bombardare]] la linea del Brennero significa disarticolare il sistema di rifornimenti per le truppe tedesche in Italia. Nonostante l'obiettivo principale fosse l'asse del Brennero, anche alcune città vennero bombardate; Trento e Bolzano sono colpite il 2 settembre 1943; Innsbruck per la prima volta il 15 dicembre. Tra il 1943 e il 1945, le incursioni bersagliano sistematicamente questi territori; i tedeschi stanziano tra Innsbruck e Verona 525 pezzi d'artiglieria contraerea Flak e mobilitano circa 11.500 operai della Todt addetti alla riattivazione delle linee di comunicazione.
Ancora oggi si trova una targa commemorativa che ricorda l'incursione aerea del 21 marzo [[1945]] che uccise dodici civili ed un ufficiale di polizia italiana.<ref>{{cita libro|cognome=Gruber|nome=Lilli||wkautore = Lilli Gruber|titolo= Eredità - Una storia della mia famiglia tra l'Impero e il fascismo|annooriginale=2012|meseoriginale= maggio |editore=editore Rizzoli|città= Milano|isbn=978-88-17-04537-7|pagine= 353 pagine}}</ref>
 
=== Eccidio di Malga Sasso ===
{{vedi anche|Strage di Malga Sasso}}
Presso la malga Sasso (''Steinalm''), nei dintorni del Brennero, il 9 settembre [[1966]] dei [[terrorismo|terroristi]] separatisti sudtirolesi del ''[[Befreiungsausschuss Südtirol]]'' fecero saltare in aria una casermetta della [[Guardia di Finanza]]. Nell'esplosione, avvenuta alle 11:30 circa, rimasero uccisi i tre finanzieri [[Franco Petrucci]], [[Herbert Volgger]]<ref>{{de}} [http://www.hanskarlpeterlini.com/Das%20Unbehagen%20in%20der%20Geschichte.pdf Hans Karl Peterlini, ''Das Unbehagen in der Geschichte'']</ref> e [[Martino Cossu]]. Il tribunale di [[Milano]] ha riconosciuto anche un ruolo fondamentale di [[Georg Klotz]], il quale morì qualche mese prima della sentenza.<ref>[http://www.vb33.it/news/ti1220710757.htm Homepage / Senderseiten - Videobolzano (IT)<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref><ref>Bozzia Salvatore, ex-finanziere presente il giorno dell'attentato, dichiara che l'unica esplosione avvenuta il 9 settembre 1966 fu quella delle 11.30 circa.</ref>
 
===Stemma===
[[File:Brennero-Stemma2.png|upright|thumb|Stemma concesso nel 1938]]
Lo stemma è [[partito (araldica)|partito]]: la prima rappresenta un minatore, che tiene un martello nella mano destra ed una lampada in quella sinistra, sopra un monte verde su sfondo rosso; la seconda è [[interzato]] d'argento, azzurro ed oro. Lo stemma è stato adottato nel 1906.<ref>{{en}} [http://www.ngw.nl/int/ita/b/brenner.htm Heraldry of the World: Brennero]</ref>
 
Uno stemma molto differente venne concesso durante il [[periodo fascista]] con [[regio decreto]] del 24 luglio 1938 e lettere patenti del 21 novembre 1938; lo stemma era [[troncato semipartito]], con nel primo una [[Croce di San Giovanni Battista|croce d'argento su fondo di rosso]] (simbolo della [[Casa Savoia|dinastia Savoia]] e, all'epoca, dello Stato italiano); il secondo d'[[azzurro (araldica)|azzurro]] all'[[aquila romana]] circondata da un serto il tutto d'[[oro (araldica)|oro]]; nel terzo su fondo d'oro erano presenti delle montagne formanti una vallata, al cui centro sorgeva un cippo confinario d'[[argento (araldica)|argento]] e un abete (rappresentante le foreste locali); il tutto era sormontato dal [[capo del Littorio]] come previsto dalle disposizioni vigenti all'epoca.<ref>[http://www.araldicacivica.it/stemmi/comuni/comune/informazioni/?id=8175 Informazioni sullo stemma di Brennero da araldicacivica.it] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20160304072236/http://www.araldicacivica.it/stemmi/comuni/comune/informazioni/?id=8175 |data=4 marzo 2016 }}</ref>
 
== Monumenti e luoghi d'interesse ==
[[File:Parrocchia San Valentino - Brennero.JPG|thumb|left|upright|La vecchia chiesa parrocchiale di San Valentino]]
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