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Il '''castello del Catajo''' è un monumentale edificio di 350 stanze, considerato la reggia dei [[Colli Euganei]], fu costruito a partire dal [[XVI secolo]] da [[Pio Enea I Obizzi]] presso [[Battaglia Terme]] ([[Provincia di Padova|Padova]]).
 
Ampliato dalla stessa famiglia nel '600 e '700 venne in seguito trasformato in reggia ducale dalla famiglia [[Asburgo-Este]], arciduchiduchi di Modena e Reggio e infine eletto residenza di villeggiatura imperiale degli [[Asburgo]] imperatori d'Austria. Il castello è ancora oggi di proprietà privata e aperto al pubblico con funzione museale.
 
==Storia==
Il castello venne ampliato nel '600 da Pio Enea II che aggiunse il Cortile dei Giganti e un piccolo teatro a sedici palchi, tra i primi teatri coperti del Veneto. Ulteriormente ingrandito nel '700 da Tommaso Obizzi che realizzo' una grande galleria adibita a museo dove trovarono spazio le grandi e famose collezioni, tra le prime aperte al pubblico.
 
La famiglia Obizzi si estinse nel [[1803]] con il [[Tommaso degli Obizzi|marchese Tommaso]], e il castello passò agli arciduchiduchi di Modena e Reggio; sotto [[Francesco IV d'Este|Francesco IV]] fu costruita l'ala visibile più in alto, detta "Castel Nuovo" per ospitare la visita degli imperatori Ferdinando I e Maria Anna di Savoia nel 1838. In seguito [[Francesco V d'Este|Francesco V]] e la moglie [[Adelgonda di Baviera]] trasferirono al castello l'intera corte estense in esilio da Modena. Morti senza figli, il Catajo passò all'arciduca ereditario d'[[Austria]] [[Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este|Francesco Ferdinando]] che qui si recava per le amate battute di caccia. Assassinato a Sarajevo nel 1914, provocando lo scoppio della prima guerra mondiale, il Catajo passò in proprietà all'ultimo imperatore d'Austra Carlo I e alla moglie Zita di Borbone Parma. Durante tali passaggi l'armeria tra le più ricche d'Europa e le grandi raccolte di antichità, dove era presente anche una porzione del fregio del Partenone, assieme ad una vasta collezione di strumenti musicali e quadri, furono trasferiti rispettivamente nel castello di [[Konopiště]], all'[[Hofburg]] e al [[Kunsthistorisches Museum]] di [[Vienna]].
 
Dopo la [[prima guerra mondiale]] il Catajo fu assegnato al [[Italia|governo italiano]] come riparazione dei danni di guerra ed esso poi lo vendette alla famiglia Dalla Francesca nel [[1929]] che lo trasformò in una azienda agricola per la coltivazione del tabacco, in attività fino agli anni '70 del '900.
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