Giovanni Omboni: differenze tra le versioni

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Allievo di [[Giuseppe Balsamo Crivelli]], si applicò soprattutto allo studio delle formazioni geologiche della [[Sardegna]] e della [[Pianura Padana]] e alle tracce lasciate dalle antiche [[glaciazione|glaciazioni]]. Prese parte alle [[cinque giornate di Milano]].
 
Dal [[1855]] al [[1869]] fu seriamente impegnato al riordino delle collezioni del [[Museo di Geologia e Paleontologia di Padova]], dalla prima donazione Vallisneri fino al 1869, quando fu chiamato ad insegnare geologia all'[[Università di Padova]]. Nel 1870 sposò Stéphanie Etzerodt (1839-1917), giunta a Padova per motivi di studio, e ne divenne convinto sostenitore nei progetti che la portarono a fondare il giardino froebeliano, la società contro l'accattonaggio, l'istituto per l'infanzia abbandonata e le cucine economiche. Nel [[1882]] acquistò la collezione di [[Achille de Zigno]] e, dopo averla catalogata, la donò al predetto ateneo. Fu tra i fondatori sia della [[Società Italiana di Scienze Naturali]], ricoprendone lungamente la carica di segretario, sia della [[Società Geologica Italiana]], di cui venne eletto presidente nel [[1892]].
 
Fu autore di numerosi manuali, in particolare per i ginnasi e gli istituti tecnici, fra i quali i 4 volumi degli ''Elementi di storia naturali'', rispettivamente dedicati alla [[botanica]], alla [[geologia]], alla [[mineralogia]] e alla [[zoologia]], e il più volte ristampato ''Manuale di storia naturale'' (che contò tredici edizioni, dal [[1864]] al [[1902]], con la variante del titolo in ''Gli esseri viventi''). Si rese interprete anche di un tentativo in chiave divulgativo-popolare della geologia, in particolare con la pubblicazione del saggio ''Come s'è fatta l'Italia''.
Utente anonimo