Differenze tra le versioni di "Paolo Carosi"

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{{dx|[[File:Paolo Carosi 2.jpg|thumb|"Il Barone" in veste di tecnico della Lazio.]]}}
 
Appesi gli scarpini al chiodo, Carosi tornò alla Lazio per muovere i primi passi da allenatore. Per cinque anni guidò la formazione [[Campionato Primavera|Primavera]], portandola alla vittoria del [[Campionato Primavera 1975-1976|campionato 1975-1976]].<ref name=AB>{{collegamento interrotto|1=[http://www.fiorentinamania.it/ciao-paolo.html Si è spento Paolo Carosi] |date=marzo 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref> In quella squadra maturarono elementi come [[Bruno Giordano (calciatore)|Bruno Giordano]], [[Lionello Manfredonia]], [[Andrea Agostinelli]], [[Stefano Di Chiara]], [[Maurizio Montesi]] e [[Massimo De Stefanis]].<ref name=AB/> Dopo aver partecipato e superato a pieni voti il "Supercorso" di [[Coverciano]],<ref name=AB/> Paolo Carosi lasciò il mondo dei giovani per intraprendere la strada di tecnico dei "professionisti". Dopo le prime esperienze all'[[Unione Sportiva Avellino|Avellino]]<ref>[http://www.belsitohotelduetorri.it/index.php?act=avellino_calcio Avellino calcio]</ref> (squadra che portò in [[Serie A]]),<ref>[http://www.atripaldanews.it/2010/03/15/addio-a-paolo-carosi-allenatore-dellavellino-in-serie-a/ Addio a Paolo Carosi, allenatore dell'Avellino in Serie A]</ref> passò alla [[Fiorentina]]<ref>[http://www.antognoni.com/biografia/paura.htm Il campionato della paura]</ref>, con cui arrivò al sesto posto in classifica nel campionato 1979-1980; l'anno successivo fu però esonerato, nel mese di gennaio del 1981, per pressioni degli ultras<ref>[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0018/articleid,1046_01_1981_0022_0020_14812503/ La Stampa, 27 gennaio 1981, pagina 18] archiviolastampa.it</ref> dovute alla momentanea classifica deludente<ref>[http://www.rsssf.com/tablesi/ital81.html Italy 1981-1982] rsssf.com</ref>. Fu quindi al [[Calcio Cagliari|Cagliari]]<ref>[http://www.archiviorossoblu.it/allenatori/paolo-carosi-23.html Allenatore - Paolo Carosi]</ref>, al [[{{Calcio Bologna Football Club|Bologna]]N}}<ref>[http://www.federossoblu.com/it/index.php?option=com_content&view=article&id=287:gli-allenatori&catid=56:allenatori&Itemid=114 Gli Allenatori]</ref> per fare poi ritorno nella Capitale, nella sua "amata" Lazio.<ref>[http://www.ultraslazio.it/allenatori.htm Gli allenatori della Lazio] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20021219051654/http://www.ultraslazio.it/allenatori.htm |data=19 dicembre 2002 }}</ref>
 
[[Giorgio Chinaglia]], allora presidente dei capitolini, lo chiamò alla guida di una squadra sull'orlo della [[Serie B]] alla 13ª giornata del [[Serie A 1983-1984|campionato 1983-1984]]; grazie ad un ottimo girone di ritorno, Carosi riuscì a centrare la salvezza.<ref name=AD>{{collegamento interrotto|1=[http://www.avellinofans.it/archivio-notizie/news/3723-addio-a-palolo-carosi-luomo-che-porto-i-lupi-in-serie-a.html Addio a Paolo Carosi, l'uomo che portò i Lupi in Serie A] |date=marzo 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref> L'ovvia conferma al timone del vascello laziale si tramutò nel giro di un paio di mesi in un successivo esonero.<ref name=AD/> Eliminata dalla [[Coppa Italia]] e con un inizio di campionato con due sconfitte contro Fiorentina e Udinese, Chinaglia decise di dare il benservito al tecnico tiburtino, sostituendolo con [[Juan Carlos Lorenzo]] prima e con il duo [[Giancarlo Oddi|Oddi]]-[[Roberto Lovati|Lovati]] poi. La scelta non si rivelò buona e la squadra concluse il campionato con 15 punti retrocedendo in Serie B. Sedette per 25 volte (20 in campionato e 5 in Coppa Italia) sulla panchina dei biancocelesti.
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