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== La maschera, il volto ==
Dotato di grande talento artistico, Govi, forte degli studi compiuti all'[[Accademia di Bellebelle Artiarti]], usava disegnare grottesche autocaricature che delineavano compiutamente ogni ruga e riproducevano su carta il suo viso in ogni sua parte; poté sviluppare in tal modo un sistema originale per creare personaggi nuovi per le sue interpretazioni.
 
Il trucco di scena era il risultato di grande abilità e di un lungo e paziente studio. Le sue ispirazioni venivanoprovenivano da una grande collezione di fotografie di personaggi più o meno noti, dai quali carpiva ora una barba o un pizzetto, oppure una ruga, una pettinatura o un'espressione che tornasse utile per creare un nuovo personaggio. Formidabile caratterista, era una miniera di fantasia.
 
All'apice della carriera era considerato in tutto il mondo un grande interprete: sapeva far muovere i suoi personaggi con una semplicità e una facilità solo apparenti; in realtà aveva la capacità e la spontaneità, un vero e proprio talento naturale, per far scaturire il riso anche con una sola espressione o un semplice ammiccamento.
 
== Biografia ==
 
=== Le origini ===
Nato nel popolare quartiere di [[Oregina]]-[[Lagaccio]], in via Sant'Ugo 13 non lontano dalla [[stazione di Genova Piazza Principe]], da Anselmo, funzionario delle ferrovie di origine [[Modena|modenese]], e dalla [[Bologna|bolognese]] Francesca Gardini, detta Fanny, gli venne datoricevette il nome di Gilberto in onore di uno zio paterno, loil scienziatofisico [[Gilberto Govi (fisico)|Gilberto Govi]] di [[Mantova]], a cui è tuttora dedicata una via nella [[Mantova|città virgiliana]] e in quella di [[Parma]].
 
Frequentò le scuole insieme colal fratello Amleto, mae fu durante una vacanza a [[Bologna]] presso lo zio materno Torquato, attore dilettante, che iniziò a entusiasmarsi per il teatro e a divertirsi nel vederlo recitare. Nonostante il padre desiderasse per lui una carriera di funzionario dellenelle ferrovie, si appassionò sempre più per ilal teatro iniziando a frequentare una compagnia[[Compagnia teatrale|compagnia]]: a dodici anni, nel [[1897]], recitava già in una filodrammatica.
Nato nel popolare quartiere di [[Oregina]]-[[Lagaccio]], in via Sant'Ugo 13 non lontano dalla [[stazione di Genova Piazza Principe]], da Anselmo, funzionario delle ferrovie di origine [[Modena|modenese]], e dalla [[Bologna|bolognese]] Francesca Gardini, detta Fanny, gli venne dato il nome di Gilberto in onore di uno zio paterno, lo scienziato [[Gilberto Govi (fisico)|Gilberto Govi]] di [[Mantova]], a cui è tuttora dedicata una via nella [[Mantova|città virgiliana]] e in quella di [[Parma]].
 
Frequentò le scuole insieme col fratello Amleto, ma fu durante una vacanza a [[Bologna]] presso lo zio materno Torquato, attore dilettante, che iniziò a entusiasmarsi per il teatro e a divertirsi nel vederlo recitare. Nonostante il padre desiderasse per lui una carriera di funzionario delle ferrovie, si appassionò sempre più per il teatro iniziando a frequentare una compagnia teatrale: a dodici anni, nel [[1897]], recitava già in una filodrammatica.
 
La predisposizione al disegno lo portò ada iscriversi all'Accademiaai di Belle Articorsi dell'[[Accademia Ligusticaligustica di belle arti]]: questo studio gli risulterà utilissimo nella sua carriera di attore. A sedici anni completò il corso all'Accademia e venne assunto presso le Officine Elettriche Genovesi come disegnatore; nello stesso tempo entrò in una nuova compagnia teatrale dilettante facente parte dell'Accademia Filodrammatica Italiana con sede al Teatro Nazionale di Genova, struttura nella quale erano consentite solo recite in perfetto italiano.
 
=== L'incontro con Rina Gaioni ===
Nel [[1911]] incontrò per la prima volta, in filodrammatica, [[Caterina Franchi]], in arte [[Rina Gaioni (aveva scelto di usare il cognome del patrigno)]], divenuta poi sua moglie con una cerimonia intima e riservata il 26 settembre [[1917]], e che gli restò sino alla fine accanto, sia nella vita che come partner nella carriera teatrale.
 
Intanto formò una piccola compagnia di attori dilettanti, recitando in [[dialetto genovese]] e interpretando commedie scritte da [[Niccolò Bacigalupo]]; la sua massima aspirazione eradel quellagiovane diGilberto era entrare a far parte dellanella compagnia del celeberrimo [[Virgilio Talli]], e quando questi ebbe modo di assistere ad una sua rappresentazione ne fu talmente entusiasta della sua figura e dei suoi personaggi che lo stimolò a proseguire la carriera, suggerendogli di fondare un vero e proprio [[teatro dialettale]] genovese, che a quei tempi non aveva una tradizione consolidata.
Nel [[1911]] incontrò per la prima volta, in filodrammatica, [[Caterina Franchi]], in arte Rina Gaioni (aveva scelto di usare il cognome del patrigno), divenuta poi sua moglie con una cerimonia intima e riservata il 26 settembre [[1917]] e che gli restò sino alla fine accanto, sia nella vita che come partner nella carriera teatrale.
 
Intanto formò una piccola compagnia di attori dilettanti, recitando in dialetto genovese e interpretando commedie scritte da [[Niccolò Bacigalupo]]; la sua massima aspirazione era quella di entrare a far parte della compagnia del celeberrimo [[Virgilio Talli]], e quando questi ebbe modo di assistere ad una sua rappresentazione fu talmente entusiasta della sua figura e dei suoi personaggi che lo stimolò a proseguire la carriera suggerendogli di fondare un vero e proprio [[teatro dialettale]] genovese, che a quei tempi non aveva una tradizione consolidata.
 
Con [[Alessandro Varaldo]] e [[Achille Chiarella]], intorno al [[1913]] fondò la compagnia "La dialettale", recitando a Genova e in provincia con sempre crescente successo: si divideva tra il ruolo di capocomico, direttore artistico e animatore. Un po' accentratore (qualcuno dice anche stretto di borsa), di fatto instancabile. La compagnia continuò ininterrottamente a recitare anche durante la [[Prima guerra mondiale]].
 
=== La rottura con l'Accademia ===
Dopo l'invito esplicito dell'Accademia filodrammatica a non recitare più in dialetto, nel [[1916]] decise di continuare per la sua strada (venne poi riammesso come socio onorario una quindicina di anni dopo, nel [[1931]]). Fondò così una nuova compagnia, la ''"Compagnia dialettale genovese''", esibendosi nei maggiori teatri cittadini sempre con grande successo.
 
Nel [[1923]] rappresentò al [[Teatro dei Filodrammatici (Milano)|Teatro dei Filodrammatici]] di [[Milano]] la commedia ''[[Maneggi per maritare una figlia|I manezzi pe majâ na figgia]]'' di [[Niccolò Bacigalupo]]: fu l'inizio del successo a livello nazionale.
Dopo l'invito esplicito dell'Accademia filodrammatica a non recitare più in dialetto, nel [[1916]] decise di continuare per la sua strada (venne poi riammesso come socio onorario una quindicina di anni dopo, nel [[1931]]). Fondò così una nuova compagnia, la ''Compagnia dialettale genovese'', esibendosi nei maggiori teatri cittadini sempre con grande successo.
 
Nel [[1923]] rappresentò al Teatro Filodrammatici di [[Milano]] la commedia ''[[Maneggi per maritare una figlia|I manezzi pe majâ na figgia]]'' di [[Niccolò Bacigalupo]]: fu l'inizio del successo a livello nazionale.
 
[[File:Gilberto Govi cerco alloggio.jpg|left|thumb|Gilberto Govi nella commedia teatrale ''Cerco alloggio'' ([[1938]])]]
 
A questo punto decise con grande coraggio di lasciare il posto fisso, sicuro, di disegnatore alle Officine Elettriche Genovesi per dedicarsi solo al teatro.: Gligli inizi non furono semplici, soprattutto per lale sceltadifficoltà dela repertoriocostruire daun rappresentarerepertorio, ma in breve tempo sopperì a questa necessità uno stuolo di autori pronti a mettersi a disposizione di un astro nascente teatrale, come il già citato Bacigalupo, Emanuele Canesi, Carlo Bocca, Luigi Orengo, Aldo Aquarone, Emerico Valentinetti, Enzo La Rosa, [[Sabatino Lopez]], e tanti altri.
 
Tutti i testi che venivano scritti erano poi rielaborati dallo stesso Govi, tanto che gli autori lo contattavano con largo anticipo per concordare eventuali modifiche ai copioni in funzione delle sue preferenze. Redatti in italiano, i testi venivano poi tradotti dall'attore rigorosamente in dialetto genovese.
 
Intanto Govi non smetteva di disegnare le sue maschere da cui nascevano i personaggi da portare in scena. Il suo volto, tracciato con mano ferma in tutte le posizioni, di fronte come di profilo, e in ogni ruga ed espressione, campeggiava nei [[foyer]] dei teatri come una galleria di quadri che entusiasmava ulteriormente gli spettatori gratificandoli di un valore aggiunto.
 
=== Lunga tournée in Sudamerica ===
Nel [[1926]] Govi lasciò per la prima volta l'[[Italia]] per la sua primauna [[tournée]] in [[America Latina]], una vera e propria spedizione in piroscafo, durata mesi, che lo portò a rappresentare in giro per il mondo ben settantotto commedie, direttamente nei luoghi dove vivevano numerosi italiani, che da pochi anni avevano ripreso un intenso [[Emigrazione italiana|movimento migratorio]], specie verso l'[[Argentina]] e l'[[Uruguay]].
 
Nel [[1926]] Govi lasciò per la prima volta l'[[Italia]] per la sua prima [[tournée]] in [[America Latina]], una vera e propria spedizione in piroscafo, durata mesi, che lo portò a rappresentare in giro per il mondo ben settantotto commedie, direttamente nei luoghi dove vivevano numerosi italiani, che da pochi anni avevano ripreso un intenso movimento migratorio, specie verso l'[[Argentina]] e l'[[Uruguay]].
 
La compagnia goviana ripeté la tournée negli anni successivi e ad una di queste prese parte l'attrice [[Jole Fano]] che poi rimase in Sudamerica fondando una propria compagnia teatrale e diventando famosa come dirigente di un'emittente radiofonica - la Radio Caupolicàn - di [[Santiago del Cile]].
 
=== La guerra ===
Fino allo scoppio della [[Seconda guerra mondiale]] la sua carriera di Govi fu sempre in ascesa, con ripetute tournée teatrali sia in Italia che all'estero. Il conflitto mondiale non risparmiò tuttavia neppure la sua abitazione genovese, colpita dai pesanti bombardamenti portati dal mare e dal cielo, e insieme con essa l'attore avrebbe voluto ricostruire anche il proprio repertorio, che sentiva forse ormai superato da nuove istanze; in quel periodo era dubbioso, non avendo la certezza che il pubblico lo gradisse ancora, nonostante le sue commedie riscuotessero il consueto successo e la gente accorresse sempre numerosa ai suoi spettacoli in ogni città.
 
Fino allo scoppio della [[Seconda guerra mondiale]] la sua carriera fu sempre in ascesa, con ripetute tournée teatrali sia in Italia che all'estero. Il conflitto mondiale non risparmiò tuttavia neppure la sua abitazione genovese, colpita dai pesanti bombardamenti portati dal mare e dal cielo, e insieme con essa l'attore avrebbe voluto ricostruire anche il proprio repertorio, che sentiva forse ormai superato da nuove istanze; in quel periodo era dubbioso, non avendo la certezza che il pubblico lo gradisse ancora, nonostante le sue commedie riscuotessero il consueto successo e la gente accorresse sempre numerosa ai suoi spettacoli in ogni città.
 
=== Attore cinematografico ===
Govi non fece in tempo ad approfondire il rapporto con il [[televisione|mezzo televisivo]], nato da pochi anni, proprio quando l'attore stava ormai avviandosi verso la parte finale della carriera; il piccolo schermo, tuttavia, gli consentì, grazie alla registrazione dal vivo di alcuni spettacoli, di farsi conoscere dal grande pubblico e dalle generazioni successive.
 
Fortunatamente oggiOggi possiamo ancora vedere sei commedie rappresentateregistrate per inla televisione, salvate dalla distruzione in maniera rocambolesca negli [[Anni 1970|anni settanta]] da un impiegato collezionista appassionato di teatro, e proposte da [[Vito Molinari]] e Mauro Manciotti in ''Tutto Govi'' (1979), trasmissione di [[Rai 3]] a lui dedicata.
 
Si tratta di sei delle quattordici (o quindici, a seconda delle fonti) commedie registrate dalla [[RAI Radiotelevisione Italiana|RAIRai]]. Di ''Impresa trasporti'' si è salvata soltanto la ripresa del terzo atto, mentre il primo e il secondo si possono ascoltare in audio. Di altre cinque commedie (''Articolo quinto'', ''I Guastavino e i Passalacqua'', ''Parodi & C.'', ''Il porto di casa mia'' e ''Tanto per la regola'') si è salvato unicamente l'audio. Le dodici commedie sono state pubblicate in [[DVD]] nel [[2004]] (che pure presentanopresentando alcuni minuti di tagli rispetto alle corrispondenti versioni in [[VHS]]), insieme ai documentari sull'attore, alle partecipazioni televisive e alle partecipazioni radiofoniche.
 
=== L'ultima rappresentazione ===
Quella del [[1960]] fu la sua ultima stagione teatrale, quando portò in scena la commedia ''Il porto di casa mia'' scritta dal poeta Enrico Bassano; a settantacinque anni decise che era giunto il momento di lasciare il palcoscenico e dedicarsi ad un meritato riposo; sosteneva infatti che: "''«Il teatro è come una bella donna, bisogna lasciarla prima che sia lei a lasciare te''"».
 
Quella del [[1960]] fu la sua ultima stagione teatrale, quando portò in scena la commedia ''Il porto di casa mia'' scritta dal poeta Enrico Bassano; a settantacinque anni decise che era giunto il momento di lasciare il palcoscenico e dedicarsi ad un meritato riposo; sosteneva infatti che: "''Il teatro è come una bella donna, bisogna lasciarla prima che sia lei a lasciare te''".
 
=== A Carosello, come "Bàccere Baciccia" ===
Apparve ancora sugli schermi televisivi in qualche rara intervista e in diversi [[Carosello|Caroselli]] del [[1961]], per una marca di tè, dove interpretava se stesso che dialogava col grottesco personaggio di Bàccere Baciccia, portiere di un caseggiato genovese, conosciuto per l'estrema tirchieria ma adorato dai bambini, che amava ripetere la frase: "''«Da quest'orecchio non ci sento... Dall'altro, così così''"».
 
Va ricordato che la macchietta era ripresa direttamente da un'antica [[maschera]] genovese: quella, appunto, del [[Baciccia]].
 
Nel [[1962]] si ammalò, ma continuò le sue apparizioni pubbliche, soprattutto per ritirare premi. Morì a Genova il 28 aprile [[1966]], a ottantuno anni. AiI funerali, celebrati nella centrale [[Chiesa di Nostra Signora Assunta e Santa Zita|Chiesa di Santa Zita]], affollata all'inverosimile, partecipòvidero tutta la città. Tratra i presenti alla cerimonia, anche [[Erminio Macario]], visibilmente commosso. Govi è sepolto nel [[cimitero di Staglieno]] a [[Genova]].
 
== I riconoscimenti sotto la Lanterna ==
 
== I film e le commedie ==
 
=== Cinema ===
*''[[Colpi di timone]]'', regia di [[Gennaro Righelli]], ([[1942]]) tratto dalla commedia teatrale omonima di [[Enzo La Rosa]]
 
== Voci correlate ==
* [[lingua ligure|Dialetto genovese]]
* [[Genova]]
* [[Teatro]]