Differenze tra le versioni di "Pala Nerli"

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==Descrizione e stile==
In un loggiato aperto sul paesaggio, caratterizzato da archi a tutto sesto ribassato tra i quali tre angioletti sorreggono gli stemmi dei Nerli, sta Maria seduta sul trono col Bambino in grembo, mentre gioca col bastone di [[san Giovannino]] inginocchiato sotto di lui. A sinistra in piedi è san [[Martino di Tours]], come recita l'iscrizione sulla sua stola, mentre presenta al gruppo sacro il committente inginocchiato, Tanai de' Nerli; a destra del riguardante è [[santa Caterina d'Alessandria]], riconoscibile per la ruota spezzata ai suoi piedi, che introduce Nanna Capponi, consorte del committente.
 
La presenza dei due santi ha ragioni devozionali. Nel testamento del 1451 di Francesco Nerli, padre di Tanai, è confermata l'antica devozione a santa Caterina, con l'obbligo per gli eredi di seppellirlo nella cappella di famiglia in Santa Croce dedicata, appunto, a Caterina; inoltre, qualche anno dopo, nel 1456, Tanai dichiarava al catasto una detrazione dalle tasse per elemosine annuali, devolute nella ricorrenza di Santa Caterina, ai frati di Santa Croce per rispettare le volontà testamentarie del nonno Filippo. La devozione della famiglia Nerli a san Martino risale anch'essa a molti anni prima la redazione della pala da parte di Filippino, ovvero già dal [[1465]], quando risultano registrati gli oboli elargiti da Tanai alla [[chiesa di Santa Felicita (Firenze)|chiesa di Santa Felicita]], affinché fossero celebrate le messe nelle festività di santa Caterina e di san Martino. Questi documenti escludono l'ipotesi avanzata da alcuni che hanno collegato la presenza del santo con la partecipazione di Tanai alla confraternita assistenziale dei [[Buonomini di San Martino]], della quale non è mai stato associato.
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